È risaputo che le festività possono portare con loro stress e nervosismo: i regali sotto l’albero, le grandi cene, gli ospiti poco graditi. Per alcune persone però, gli stress delle feste possono trasformarsi in un vero e proprio incubo: la sindrome del Natale.

Questa sindrome stagionale colpisce moltissime persone nel nostro Paese e si sviluppa in maniera più o meno intensa a seconda dei casi, spesso non fa che aggravare una pre-esistente forma di depressione e le cause di tale sindrome sono da ritenersi molteplici, a partire dall’ora legale: la riduzione delle ore di luce influisce su alcuni dei meccanismi legati alla produzione di serotonina, ovvero il cosiddetto “ormone del buonumore”. Incidono anche fattori come il cambiamento dell’alimentazione durante le festività, con cene e pranzi più abbondanti del solito, oppure la forzata partecipazione ad eventi con amici e familiari a cui si preferirebbe non partecipare. Cause invece delle forme più intense e gravi possono essere tensioni in famiglia, ricordi dolorosi che riaffiorano durante le festività: la generale euforia che caratterizza il periodo natalizio si scontra con lo stato d’animo di chi ha subito in questo periodo dell’anno qualche tipologia di trauma, causando di conseguenza una vera e propria avversione indifferenziata verso le feste e chi le celebra.

L’esistenza di questa sindrome è stata accertata dall’Eurodap (Associazione Europea Disturbo da Attacchi di Panico), ovvero un’associazione la cui finalità principale è promuovere la sensibilizzazione dell’opinione pubblica in relazione al Disturbo da Attacchi di Panico (DAP) e alle varie patologie psicologiche attraverso attività di monitoraggio, prevenzione e cura. In un ultimo studio ha effettuato un sondaggio tra 1100 persone di età compresa tra i 20 e i 60 anni e sono emersi numeri preoccupanti nel nostro paese: il 70% delle persone vive il periodo delle festività natalizie senza alcun tipo di entusiasmo, privo di ogni aspettativa positiva ed è dominato dall’ansia. Ci sono inoltre casi molto gravi in cui tutto ciò che si collega alle festività causa nell’individuo attacchi di panico molto forti e paranoie, che lo portano ad isolarsi per tutta la durata delle feste. La Dott.ssa Paola Vinciguerra, psicoterapeuta e presidente dell’Eurodap, ha così spiegato questo fenomeno: «In generale gli Italiani sono molto stressati, è un dato di fatto. Lo stress che stiamo accumulando è una grave minaccia per il nostro umore e per la nostra salute; è stato riscontrato statisticamente come durante il periodo natalizio aumentino le richieste di aiuto psicologico poiché, per le persone già sofferenti, si acuiscono i pensieri depressivi e ansiosi. Non sempre l’aria di festa, di allegria e di famiglia viene vissuta con spirito gioioso e spesso le persone si trovano a fare i conti con sensazioni interiori di tristezza e solitudine, ansia e senso di soffocamento. Sono le risposte emotive ad un clima di forzata ed imposta felicità, e nel peggiore dei casi, ad un trauma non affrontato correttamente e curato».

Metaforicamente, si potrebbe dire che per alcune persone l’arrivo delle feste sia come un grano di sale su una ferita non rimarginata. Questo “tilt esistenziale”, per alcuni è anche legato anche al fatto di iniziare un nuovo anno, con bilanci e valutazioni che spesso comportano la sensazione di non aver fatto abbastanza durante i dodici mesi appena trascorsi. Ciò genera una forte ansia e paura per il futuro, oltre ad abbassare la propria autostima. La soluzione? Aprirsi agli altri, condividere le proprie titubanze con le persone care, accettare sé stessi e i propri limiti. Anche nei casi più gravi, il dialogo è la cura primaria, il primo soccorso per prepararsi ad affrontare il problema.