Psiche In-Forma: la dieta mentale

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Bentrovati cari lettori con il nostro appuntamento mensile della rubrica “Psiche In-Forma”. Ho voluto dedicare questo articolo ad un argomento che interessa e coinvolge in media 9 persone su 10, ovvero il nostro rapporto con il cibo. In vista dell’estate quasi tutti ci preoccupiamo di essere in forma, molti di noi hanno già cominciato a fare la dieta da qualche mese per essere in forma per la prova costume, magari pratichiamo anche qualche tipo di sport, o ci siamo iscritti in palestra. Sicuramente raggiungere una buona forma fisica è auspicabile, non tanto per una questione e tetica, che pure non guasta, ma per una questione di salute, se poi ci aggiungiamo anche la salute mentale, il quadro è ancora più completo. Eh sì, perché il 99% dei fallimenti nelle diete è dovuto ad una qualche forma di resistenza mentale.

Perché le diete falliscono?

Abbiamo detto che il 99% delle diete falliscono perché la mente non collabora, fa resistenza. L’utilizzo del cibo come atto consolatorio è uno dei motivi principali che rischia di far fallire la dieta. Spesso quando ci sentiamo frustrati o arrabbiati o tristi, invece di stare con le emozioni ed accettarle per elaborarle, le neghiamo e ci consoliamo mangiando. Un altro motivo che rischia di far fallire una dieta è l’avere, nella propria vita, poche fonti di gratificazione. Molte persone conducono una vita molto stressante, fatta solo di obblighi e doveri per cui il cibo diventa spesso l’unica fonte di gratificazione. Poi possono esserci chiaramente dei disturbi del comportamento alimentare che vanno da quadri lievi come mangiare velocemente o con avidità, senza masticare, a disturbi più gravi come l’anoressia o la bulimia, o il binge eating.

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La dieta mentale

La buona riuscita di una dieta dipende anche molto dall’equilibrio mentale che abbiamo e dalla capacità che abbiamo di nutrirci non solo di cibi benefici per noi, ma anche di pensieri ed emozioni positive che non ci rechino danni. Dunque, sono messi al bando categoricamente giudizi e pensieri negativi sia su di noi che sugli altri. Porsi in un atteggiamento benevolo e di comprensione verso noi stessi e verso gli altri, sicuramente provoca meno frustrazioni e meno danni.

Mindful eating

Per contrastare la pericolosità di certi comportamenti scorretti o la cattiva gestione delle emozioni, un’alternativa valida sarebbe quella di sviluppare una modalità più sana di alimentarsi, ma anche un modo più consapevole proprio di accostarsi al cibo, che riveda il proprio stile alimentare sia nelle modalità, che nella scelta degli alimenti. Spesso quando mangiamo non siamo consapevoli più nemmeno del gusto delle cose che stiamo mangiando tanto siamo immersi nelle iperstimolazioni della vita e siamo presi contemporaneamente a fare mille altre attività. Mindful eating è invece una modalità consapevole di mangiare che richiede presenza, movimenti lenti, consapevolezza nel sentire il gusto dei cibi che prendiamo, facendo attenzione a fare solo quello, a masticare con lentezza, insomma  a vivere una vera e propria esperienza di mangiare con gusto, cosa che spesso non accade più, visti i ritmi altamente frenetici e pericolosi della vita dei nostri tempi.

Vi lascio un buon inizio settimana e vi invito come sempre, se vi va, a lasciare un commento.

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