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Psiche In-Forma: ansia, cause e cure

Maria Pia Raimondi 02/05/2022
Updated 2022/05/02 at 10:45 AM
3 Minuti per la lettura

Salve cari lettori concludiamo il discorso sui disturbi d’ansia, guardando questa settimana le cause e le possibilità di cure.

Le cause dei disturbi d’ansia

I disturbi d’ansia più comuni sono il disturbo d’ansia generalizzato, gli attacchi di panico e le fobie. Le cause possono essere varie, e cambiano da soggetto a soggetto, in base anche alla storia personale. Parliamo dunque di combinazione di fattori genetici, psicologici, fisici e ambientali. Tra le possibili cause o fattori di rischio troviamo:

  • traumi o esperienze negative vissute nel passato o nel presente;
  • stili genitoriali caratterizzati da un iper-accudimento o da un’iperprotettività e una carenza di calore emotivo;
  • esposizione prolungata a situazioni stressanti;
  • elevata sensibilità alla minaccia;
  • percezione di scarso senso di controllo verso gli eventi.

Ogni sintomo che si presenta, anche il più invalidante non deve essere visto come un nemico da combattere, per quanto spiacevole esso sia, ma come un messaggio esistenziale di una qualche situazione incompleta della nostra vita che richiede la nostra attenzione.

Come curare i disturbi d’ansia

A seconda dell’intensità dei sintomi denunciati dal paziente, lo specialista può valutare una terapia farmacologica di supporto ad una psicoterapia.

Farmacoterapia

La farmacoterapia è efficace per la riduzione del sintomo ansioso, e spesso gli ansiolitici vengono utilizzati in combinazione con gli antidepressivi. La cura farmacologica deve servire di supporto per la riduzione della sintomatologia più fastidiosa, per poi consentire al paziente di poter beneficiare pienamente del percorso psicoterapico.

La psicoterapia individuale

La psicoterapia invece va a lavorare sulle cause. Partiamo dal presupposto che le persone che soffrono di disturbi d’ansia generalmente si percepiscono come potenzialmente incapaci di fronteggiare eventi negativi futuri, vedono il mondo come pieno di pericoli e sono costantemente preoccupati per qualche cosa. Utilizzano molto schemi di pensiero catastrofico che rinforza costantemente la loro preoccupazione di base.

La persona tenta di anticipare e prevedere tutte le eventualità negative che potrebbero presentarsi in modo da evitarle o prepararsi a fronteggiarle; questa strategia tuttavia, getta la persona in uno stato di costante apprensione inducendola infatti a produrre catene di rimugino continue e percependo i pericoli sempre più imminenti e minacciosi.

Con la psicoterapia il paziente può imparare a riconoscere pensieri negativi ricorrenti e a sostituirli con pensieri più funzionali al suo benessere. Può imparare a tollerare l’incertezza e può imparare tecniche di rilassamento e controllo della respirazione che gli serviranno per la gestione dei sintomi; ma l’obiettivo principale sarà quello di cambiare schemi di pensiero negativi, in schemi più funzionali e positivi.

Dopo aver contenuto i sintomi, se il paziente lo desidera si vanno a trattare le cause sottostanti l’ansia. Si vanno a guardare i contenuti, per operare una trasformazione ancora più profonda.

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