Proteste concorso Asia: la rabbia dei disoccupati delusi

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Non poche polemiche stanno sorgendo in queste ore intorno al concorso Asia a Napoli. Centinaia di disoccupati sono scesi in piazza manifestando davanti al Palazzo di Via Verdi, sede del Consiglio Comunale di Napoli. I disoccupati, aderenti al gruppo “Movimento 7 Novembre” e “Cantiere 167 Scampia” protestano sotto l’occhio vigile della polizia antisommossa.

Alcuni manifestanti sono poi riusciti ad accedere all’interno del palazzo per poi esporre alcuni striscioni e manifesti dai balconi delle sale del Consiglio. “Asia concorsi e mazzette: dove sono le clausole per i disoccupati”: questo è ciò che si legge da uno degli striscioni affissi. Tema centrale della protesta è sicuramente l’assenza, all’interno del bando, di una clausola riservata all’ammissione dei disoccupati. Clausola che, secondo i manifestanti, era stata già precedentemente pattuita. “Nessuna clausola sui disoccupati: il concorso Asia è un bidone” si legge ancora.

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LE PRECEDENTI PROTESTE DEI LAVOTATORI INTERINALI

Tantissime proteste però hanno infiammato la città circa l’annuncio di questo concorso. Già prima dell’uscita ufficiale del bando, infatti, vi era stata la protesta dei 120 lavoratori interinali di Asia che dallo scorso dicembre fanno gli spazzini e lavorano nella raccolta differenziata per conto dell’azienda.

«Questo concorso non ci dà giustizia. Stiamo lavorando da mesi in Asìa, ma adesso i nostri sforzi non vengono riconosciuti. Ci trattano peggio dei disoccupati. Nel bando del nuovo concorso un anno di anzianità nel settore vale 2 punti. Un disoccupato che non ha mai lavorato ha 5 punti. Alcuni di noi hanno rinunciato al Reddito di Cittadinanza per fare i turni di notte» afferma un lavoratore.

La protesta dei lavoratori si basa sull’attribuzione dei punteggi aggiuntivi a chi ha esperienza pregressa nel settore, quindi non solo in Asia, che può portare fino ad un massimo di 5 punti a seconda dell’anzianità. Lo stesso bando prevede però un punteggio aggiuntivo di 5 punti da attribuire anche ai giovani inoccupati ed ai disoccupati over 50 scatenando così l’ira dei lavoratori.

«Ci mortificano in questo modo – dice un lavoratore interinale – Noi chiediamo che ci venga riconosciuto il lavoro fatto in Asìa: un punto al mese. Non è giusto che un disoccupato prenda più punti di noi. A questo punto era meglio non venire a lavorare proprio».

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