Gianluca Di Gennaro lo vedremo nelle vesti di Luigi, protagonista del film “Gramigna”

Gianluca di Gennaro

A breve lo vedremo nelle vesti di Luigi, protagonista di “Gramigna” un film di Sebastiano Rizzo, pellicola cinematografica tratta da una storia vera e pronta ad esordire al cinema. Stiamo parlando di Gianluca Di Gennaro, giovane attore napoletano ma già con esperienze in tv, teatro e grande schermo. Ha iniziato la sua carriera da giovanissimo, recitando in fiction e film di successo. Nel corso dell’intervista, Gianluca ci ha raccontato del suo personaggio in “Gramigna”, dei suoi esordi oltre che dei suoi prossimi progetti.

 

 

Gianluca, così giovane e già artista di successo non solo in Campania. A breve sarai al cinema nel film “Gramigna” interpretando un ruolo importante, quello da protagonista. Come ti avvicini a questo genere di pellicola e cosa ha rappresentato per te a livello personale ed artistico?
«Credo che “Gramigna” sia l’esempio di quanto a volte in questo mestiere ci si senta responsabili e orgogliosi di lanciare messaggi importanti raccontando storie vere! Ci hanno insegnato ad avere miti che compiono imprese eroiche,mentre basterebbe guardare con più attenzione la vita di tutti i giorni per renderci conto che c’è chi compie “miracoli” quotidianamente! “Luigi” (il personaggio che interpreto in “Gramigna”) è sicuramente uno di questi».

C’è attesa già per l’uscita al cinema. Che Gianluca di Gennaro vedremo? Che personaggio è quello interpretato da Gianluca?
«Il mio sarà un personaggio VERO, con tutte le sofferenze, le gioie, paure ed errori che può commettere un ragazzo nato in un contesto tutt’altro che facile. L’attesa c’è anche da parte mi. Il film è pronto già da un bel po’, ma ovviamente la produzione sta facendo di tutto affinché le cose vadano nel verso giusto!».

Il film è tratto da una storia vera. Qual è secondo te la morale o il messaggio che intende dare al pubblico?
«Il messaggio del film, a mio avviso, è che non esistono destini già scritti o segnati…Ci si può ribellare a qualsiasi realtà, contesto o famiglia. Non esistono giustificazioni!».

Hai esordito da giovanissimo in musical. Quanto ti ha dato quell’esperienza nel corso del tuo percorso artistico?
«Il mio esordio a teatro lo ricordo con enorme piacere! La cosa che riesco ad apprezzare oggi è sicuramente il modo col quale riuscii ad approcciare con questo mestiere, ovvero la spensieratezza e la voglia di divertirsi che solo un ragazzino di 12 anni può avere! Questo credo sia lo spirito col quale bisogna porsi, senza prendersi mai troppo sul serio e soprattutto divertendosi, provo a farlo anche oggi che non ho più 12 anni».

Nel corso del tempo, sei stato protagonista in tv e al cinema. Quale realtà preferisci maggiormente e per quale motivo?
«Recitare in teatro,TV e cinema è quasi come fare tre lavori diversi… La TV è sicuramente più “cinica”, sia per i tempi sia per alcune “regole” da rispettare. Il cinema inizia ad essere più “libero”, quindi si ha maggiore possibilità di espressione e pensiero… Il teatro resterà magico per la sua verità e la sua poesia».

 


 

E poi anche al teatro, dove un artista dà sfogo della propria creatività “a crudo”. Cosa ha rappresentato per te l’esperienza teatrale? La consiglieresti ad un giovane che intende intraprendere questa strada?
«Iniziare col teatro è sicuramente un vantaggio enorme, quasi tutti i più grandi vengono dal palcoscenico! E noto sempre più spesso che attori di teatro riescono ad essere apprezzati anche al cinema o in TV, mentre nomi  “televisivi” o che comunque funzionano cinematograficamente fanno una gran fatica in teatro! Detto questo credo sia scontato consigliare ad un giovane di iniziare appunto dal teatro!».

Hai fatto anche parte di “Gomorra”. Ci parli di questa esperienza?
«“Gomorra” è la serie italiana che ha avuto maggior successo nel resto del mondo, quindi è stato un onore prenderne parte. Racconta il male in ogni suo minimo dettaglio, cogliendone le sfumature ed essendo molte volte un prodotto crudo,spietato! Un modo efficace per denunciare».

Quanto ti ha dato Napoli a livello artistico e personale per la tua carriera?
«Io sono follemente innamorato della mia terra e dei napoletani. Spesso mi hanno consigliato di trasferirmi per il bene della mia carriera, ma io ho il sogno di fare bene il mio mestiere senza lasciare questa città!».

Sei attivo anche nel sociale. Cosa pensi che l’arte del teatro, del cinema, della tv possa dare in quest’ambito e quanto possa dare?
L’arte,in questo caso il cinema,o il teatro come la TV,sono mezzi di comunicazione potentissimi. Quindi credo che si debba fare molta attenzione. Ovviamente non si può pretendere di fare prodotti esclusivamente pedagogici ma bisogna avere la capacità di preparare il pubblico a determinati argomenti, trattandoli nel miglior modo possibile.

Tra le fiction e cinema dove sei stato protagonista qual è stata l’esperienza che ti rende pià orgoglioso e per quale motivo?
«L’esperienza che ricordo con maggior entusiasmo credo sia “Certi bambini” il mio primo film. È stata sicuramente l’occasione in cui mi sono innamorato di questo mestiere! Ho avuto la fortuna di iniziare con due grandi registi: Andrea ed Antonio Frazzi, due bellissime persone oltre ad essere dei grandi professionisti, dirigere un ragazzino di 13 anni per un film intero non deve essere stato facile, oggi posso apprezzarlo ancora di più e colgo l’occasione per ringraziarli ancora una volta».

C’è un ruolo che vorresti ancora interpretare?
«Un ruolo che vorrei interpretare c’è: ho avuto la fortuna di aver conosciuto una storia incredibile, ovviamente non so quali potranno essere le evoluzioni, spero di poter dire di più a breve…».

Quale consiglio di senti di dare ai giovani attori partenopei? Da dove dovrebbero iniziare secondo te? Dal web?
«Non credo di sentirmi in grado di poter dare consigli a chi vuole intraprendere questo percorso. L’unica cosa della quale sono sicuro è che la passione la dedizione e l’essere curiosi possono portare molto lontano!».

di Giovanni Iodice

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