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Fine di Procida capitale della cultura: adesso tocca a Brescia

Sara Marseglia 22/01/2023
Updated 2023/01/21 at 9:38 PM
4 Minuti per la lettura

Domenica 15 gennaio c’è stata la cerimonia di chiusura di un anno molto importante per l’isola di Procida. Durante tutto il 2022 l’isola è stata animata da mostre, eventi e workshop che hanno aumentato notevolmente il flusso di turisti. Essendo la più piccola delle tre di fronte al golfo di Napoli, spesso quest’isola passa in secondo piano. Tranne per alcune occasioni, in cui è stata protagonista di grandissimi prodotti culturali: “L’isola di Arturo” di Elsa Morante e “Il Postino” di Massimo Troisi. Tuttavia l’anno denso di eventi per Procida capitale della cultura italiana 2022 ha dato un’incredibile svolta che ne cambierà le sorti anche in futuro.

L’istituzione del titolo: com’è nato e come funziona

Dall’esperienza comunitaria delle capitali della cultura europee, nasce nel 2014 il titolo di capitale della cultura italiana. Viene decisa annualmente dal Consiglio dei Ministri su proposta del Ministro della cultura. Stando a quanto riporta il sito del Ministero, “l’obiettivo è promuovere progetti e attività di valorizzazione del patrimonio culturale italiano, sia materiale che immateriale, attraverso una forma di confronto e di competizione tra le diverse realtà territoriali, incentivando così la crescita del turismo e dei relativi investimenti“.

“La cultura non isola”: le somme di Procida capitale della cultura

Una stima conta che l’isola abbia ospitato 44 progetti culturali, per un totale di 150 eventi con la partecipazione di oltre 350 artisti provenienti da 45 paesi diversi. Quando nel 2021 l’isola ha vinto il titolo, la notizia bastò per aumentare il fatturato medio delle imprese procidane del 33%, cioè da 277 mila a 386 mila in due anni. In particolare per le aziende che si occupano di attività artistiche e di intrattenimento il fatturato è cresciuto del 45%, mentre quello delle aziende di trasporto del 39%.

Queste somme non sono altro che la traduzione in numeri di uno degli obiettivi dell’evento: dimostrare che la cultura non isola. Gli aumenti, infatti, non hanno fatto altro che confermare che, sebbene la maggiore complessità di raggiungere il luogo, la volontà di partecipare agli eventi è stata forte. Ciò ha permesso una grande riflessione sul concetto geografico e antropologico dell’isola. “L’isola è rischio di separatezza e confino; l’isola è opportunità di inizio e rifondazione, riscoperta e rigenerazione“. Quanto si legge nella spiegazione di Procida 2022 del proprio slogan racconta bene questa rinascita. L’isola-carcere, luogo quasi desolato, di Elsa Morante è un ricordo ormai lontano.

L’evento di chiusura tra musica ed arte

La chiusura dell’anno procidano è iniziata domenica con un concerto alla Marina Grande dell’isola, mentre lo skyline dell’isola era illuminato di rosa, colore scelto per il city branding dell’evento. Sul palco si sono alternati artisti internazionali ad artisti napoletani, per sottolineare la doppia vocazione locale e globale dell’isola. A conferma di ciò, a pochi metri dalla scena c’era la scultura dell’artista australiana Amanda Parer, il gigantesco “Man”, ispirato al Pensatore di Rodin. L’evento successivo è stato mercoledì a Palazzo Reale. Tra gli ospiti: il ministro della Cultura Gennaro Sangiuliano, il governatore della Campania Vincenzo De Luca, il sindaco di Procida Dino Ambrosino, il direttore del programma di Procida Capitale Agostino Riitano. Per il passaggio del titolo, c’erano i sindaci delle due città capitali della cultura per il 2023, Giorgio Gori per Bergamo ed Emilio Del Bono per Brescia.

“Speriamo molto che vada bene anche per noi. Leggevo i dati sulle presenze turistiche a Procida e sono molto significativi”. Queste le parole dei due sindaci che confermano il rilancio turistico, economico e culturale di un luogo di cui finalmente iniziano a dispiegarsi le potenzialità.

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