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Meta è accusata di aver violato la privacy in materia sanitaria. Il colosso delle telecomunicazioni potrebbe aver raccolto informazioni mediche sugli utenti di Facebook senza il loro consenso.

Il caso

L’accusa che grava su Meta è di aver violato la privacy degli utenti, raccogliendo informazioni sanitarie sugli stessi. Ben due azioni legali collettive accusano la società e gli ospedali statunitensi di aver violato delle leggi in tema di produzione e condivisione dei dati sanitari. Tra queste l’HIPAA, il California Invasion of Privacy Act.

Precisamente il software di monitoraggio analitico Pixel di Meta consentirebbe agli sviluppatori e gestori di siti web di tracciare le attività dei visitatori sui loro portali. Grazie a questo strumento, Meta avrebbe acquisito elementi sensibili di chi navigava sui siti di ospedali e cliniche, senza il loro consenso. Ai sensi della legge sulla privacy medica HIPAA, il consenso del paziente è imprescindibile affinché le organizzazioni possano condividere informazioni sanitarie con terzi.

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Meta è accusata di non esigere alcuna conferma del consenso ottenuto da ospedali e organizzazioni. Ciò inficia la legittimità del trattamento dei dati. Su queste basi, le due cause domandano il risarcimento del danno per gli utenti delle piattaforme che si avvalgono del software Pixel.

Il software

Stando ad una testimonianza raccolta dal sito The Verge, a giugno Pixel avrebbe raccolto dei dati sugli utenti. Li avrebbe poi elaborati per mostrare annunci specifici, come alcuni relativi a cure per problemi al cuore e alle articolazioni. Pixel è un software molto diffuso negli Stati Uniti. Da un’indagine dell’organizzazione no-profit The Markup emerge, infatti, che 33 dei 100 principali ospedali negli Stati Uniti utilizzano Pixel sui loro siti web. In sette ospedali il software è istallato sui portali dedicati ai pazienti. Almeno 664 fornitori avrebbero condiviso informazioni mediche con Facebook tramite Pixel, secondo quando affermato da una delle due cause.

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