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Primo Ministro donna in Tunisia: progressismo o abuso di potere?

Pasquale Scialla 03/11/2021
Updated 2021/11/03 at 4:42 PM
4 Minuti per la lettura

Il 29 settembre Kais Saed, presidente della Repubblica tunisina, ha affidato l’incarico di Primo Ministro alla geologa e docente universitaria Najla Romdhane. Tale notizia ha destato gran sorpresa, dato che per la prima volta in un paese arabo una donna ricopre tale ruolo.

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La nomina della RomdhaneLa scelta del presidente Saied è arrivata dopo un’estata d’impasse politica, caratterizzata dal licenziamento dell’ex Premier Mechichi e dallo scioglimento del Parlamento. Una volta deciso di affidare l’esecutivo alla docente universitaria, il Presidente ha definito la sua decisione come un “un omaggio alla Tunisia e alle donne tunisine”. La neoeletta Romdhane, invece, ha esordito dicendo che il suo obiettivo primario è quello di risanare l’economia tunisina e combattere la Fasāda, ovvero la corruzione.La figura della Premier e le controversieSconosciuta ai più, Romdhane ha 63 anni ed è laureata in geologia. Dal 2011 ha iniziato a lavorare per il Ministero della Pubblica Istruzione, prima come direttore generale e poi come come capo della verifica della riforma scolastica. Il suo incarico odierno, invece, è quello di ricostruire la macchina amministrativa e ridare credibilità al governo di Tunisi.La scelta di questa donna “lontana dai giochi di partiti” è stata accolta con favore dal mondo politico internazionale, ma non sono mancate delle controversie. Le principali accuse sono rivolte al Presidente Saied, già conosciuto per essere contrario alla depenalizzazione dell’omosessualità e all’abolizione della pena di morte. Inoltre, la nomina della nuova Premier è avvenuta senza l’approvazione del Parlamento, poiché il Presidente della Repubblica ha deciso di scioglierlo lo scorso luglio. Da ciò ne consegue che la Romdhane avrà un potere sicuramente più limitato, dato che dovrà rispondere direttamente a Saied.Alcune organizzazioni femministe tunisine ritengono che questo nuovo esecutivo sia una farsa, poiché “Saied ci sta urlando che: «una donna ottiene il lavoro solo quando il lavoro non è più importante, ma è limitato».Le proteste dei tunisiniIn conclusione, la mossa politica del Presidente Saied tenta di gettare del fumo negli occhi delle potenze mondiali. Il suo obiettivo è quello di nascondere il dislivello sociale e la grave crisi economica che affligge il paese nordafricano, concentrando il potere nelle sue mani. Ma per quanto ancora ci riuscirà?

Però, se per alcuni questa decisione è un segno del progressismo tunisino iniziato con la Primavera Araba del 2011, per altri esso è un segno della decadenza politica del Paese.

La nomina della Romdhane

La scelta del presidente Saied è arrivata dopo un’estata d’impasse politica, caratterizzata dal licenziamento dell’ex Premier Mechichi e dallo scioglimento del Parlamento. Una volta deciso di affidare l’esecutivo alla docente universitaria, il Presidente ha definito la sua decisione come un “un omaggio alla Tunisia e alle donne tunisine”. La neoeletta Romdhane, invece, ha esordito dicendo che il suo obiettivo primario è quello di risanare l’economia tunisina e combattere la Fasāda, ovvero la corruzione.

La figura della Premier e le controversie

Sconosciuta ai più, Romdhane ha 63 anni ed è laureata in geologia. Dal 2011 ha iniziato a lavorare per il Ministero della Pubblica Istruzione, prima come direttore generale e poi come come capo della verifica della riforma scolastica. Il suo incarico odierno, invece, è quello di ricostruire la macchina amministrativa e ridare credibilità al governo di Tunisi.

La scelta di questa donna “lontana dai giochi di partiti” è stata accolta con favore dal mondo politico internazionale, ma non sono mancate delle controversie. Le principali accuse sono rivolte al Presidente Saied, già conosciuto per essere contrario alla depenalizzazione dell’omosessualità e all’abolizione della pena di morte.

Inoltre, la nomina della nuova Premier è avvenuta senza l’approvazione del Parlamento, poiché il Presidente della Repubblica ha deciso di scioglierlo lo scorso luglio. Da ciò ne consegue che la Romdhane avrà un potere sicuramente più limitato, dato che dovrà rispondere direttamente a Saied.

Alcune organizzazioni femministe tunisine ritengono che questo nuovo esecutivo sia una farsa, poiché “Saied ci sta urlando che: «una donna ottiene il lavoro solo quando il lavoro non è più importante, ma è limitato».

Le proteste dei tunisini

La conseguenza immediata di questa decisione è stato il moto di protesta dei cittadini tunisini. In migliaia, infatti, sono scesi in piazza e hanno affollato le strade di Tunisi, protestando contro il colpo di Stato. Il presidente Saied, nonostante in una nota si è detto conscio delle necessità dei tunisini, ha dimostrato coi fatti di star guidando una piccola dittatura mediorientale. Uno dei casi più eclatanti del potere dispotico del presidente ha riguardato la chiusura del canale televisivo Zaytouna, dopo che il conduttore Ayad ha letto una poesia contro la dittatura.

La stessa cancelliera Merkel ha ribadito quanto sia importante che Tunisi torni ad essere una democrazia parlamentare, mentre il senatore statunitense Murphy ha dichiarato che gli Usa sostengono il popolo tunisino, affinché la democrazia sia ripristinata.

In conclusione, la mossa politica del Presidente Saied tenta di gettare del fumo negli occhi delle potenze mondiali. Il suo obiettivo è quello di nascondere il dislivello sociale e la grave crisi economica che affligge il paese nordafricano, concentrando il potere nelle sue mani. Ma per quanto ancora ci riuscirà?

di Pasquale Scialla

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