“Prima della notte”: dopo due anni di assenza, il grande ritorno di Tato Russo a teatro

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“Prima della notte”: dopo due anni di assenza, il grande ritorno di Tato Russo a teatro

Un grande ritorno sul palcoscenico quello di Tato Russo ieri sera con lo spettacolo “Prima della notte – ovvero chi mi ha ucciso nel 2022“. Nella splendida cornice del Giardino Paesaggistico del Museo e Real Bosco di Capodimonte, accompagnato dall’Incorporea Group (Carlotta Bruni, Doriana Barbati e Lucrezia Serafini), per la regia di Livio Galassi, si sviluppa il concerto-spettacolo senza precedenti.

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Tato Russo è in assoluto uno dei talenti multiformi della scena drammatica nazionale: attore, drammaturgo, regista, poeta, musicista. Si afferma tra i primi in assoluto del teatro italiano. Con lo spettacolo “Prima della notte – ovvero chi mi ha ucciso nel 2022” ritorna sulle scene dopo due anni di stop a causa della pandemia.

Per festeggiare i suoi 52 anni di teatro e i suoi 75 anni di vita è stato invitato al Campania Teatro Festival dal direttore artistico Ruggero Cappuccio, con un concerto-spettacolo che si allontana dal classico spettacolo che egli stesso definisce “alla Tato Russo” (ricco di personaggi e di scenografia) per sperimentare un’impostazione, ben riuscita, di un insolito concerto di poesie dalla giusta unione tra teatralità e poetica.

Una suggestiva visione della morte che porta il protagonista ad interfacciarsi con la sua duplice essenza, danzando con la morte, e leggendo poesie scelte dai 15 volumi fino ad ora pubblicati. Poesie miste, ma soprattutto emotivamente cariche: rabbia, amarezza, malinconia e, sul finale, amore e solo il più puro amore. Uno stile senza eguali che riesce a mescolare dolore e amore, sarcasmo e malinconia assoluta in una confessione dell’essenza umana, ripercorrendo la storia in ognuna delle singolarità.

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Una poesia definita da molti “Malapoesia” e che continua energicamente a portare in scena, raccontando l’essenza dei nostri giorni senza lasciare nulla al caso tra aspetti negativi e aspetti positivi e incastrandoli in una trama avvincente che tiene legato lo spettatore alla dualità del personaggio tra doppio schermo, realtà e movimenti soavi delle artiste.

Teatro: modo finito di accarezzare l’infinito“: è così che Tato Russo definisce il teatro ed è così che, dopo tanti anni di carriera, continua a portare in scena. Accarezzando l’infinito ed emozionando il suo pubblico che egli stesso definisce come “amici”. Sapendosi rinnovare, saper ancora meravigliare. Saper fare arte senza mai cadere nel banale o nel già visto. Riuscire a racchiudere in poche parole i tormenti dell’animo umano, parlando di morte, ma allo stesso tempo esorcizzandola e ritornando alla vita. Senza perdersi, senza confondersi, imparando a riconoscere l’altro e sé stessi, nonostante il tempo che passa.

ph. Luisa Del Prete

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