Madre Rosa Lupoli
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Tra le donne premiate con il Premio Pavoncella

c’è Madre Rosa Lupoli, Badessa delle Cappuccine di Napoli

 

C’è anche Madre Rosa Lupoli, badessa del Monastero delle Cappuccine a Napoli, tra le vincitrici del Premio Pavoncella alla creatività 2022. La manifestazione, giunta alla sua XI edizione, è organizzata dall’associazione ArteOltre, no-profit romana, e nasce da un’idea di Francesca D’Oriano con la finalità di promuovere cultura, arte e spettacolo. Anche quest’anno ha ricevuto il patrocinio della Presidenza del Consiglio dei Ministri e l’appoggio di grossi brand nazionali.

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La manifestazione si è svolta a Sabaudia, nel Lazio, ed ha premiato solo donne. La giuria ha diversificato le tipologie del premio che ha messo in evidenza le donne che per successi professionali conseguiti con impegno e sacrificio nel riserbo e nella discrezione assoluta sono motivo di orgoglio per il Paese, capaci di alimentare la speranza di un domani migliore.

Il premio consegnato a Madre Rosa è “per essere riuscita a ricostruire l’ex refettorio del monastero, facendone un luogo di cultura e socialità aperto alla cittadinanza”. Era emozionata Madre Rosa durante la premiazione: «Ero molto emozionata nel venire a conoscenza di questo premio perché noi viviamo in clausura, fra quattro grandi mura. È una vita chiusa e sapere di avere avuto l’attenzione di altre donne per quello che noi abbiamo fatto è stato un momento di grande gioia». Madre Rosa è una donna felice e sorridente, di una napoletanità verace ed autentica, quella più bella e la moderatrice della manifestazione sottolinea questa sua caratteristica:

«Il suo sorriso che ci testimonia una grande felicità, quella che viene dalla fede, dalla realizzazione della propria vita». «Certo, un desiderio grande di felicità che ho trovato varcando la soglia della clausura 32 anni fa, come tante donne e ragazze che sono entrate in convento, eredi di grandi donne come Maria Lorenza Longo, delle tante madri sante che ci hanno preceduto in questo monastero ricco di storia, l’unico sopravvissuto alle soppressioni del 1861 con l’unità d’Italia». «Considerando il tipo di vita che che faccio, comunque vivo in un monastero di clausura, avere avuto l’attenzione per quello che facciamo in monastero, è stata una graditissima sorpresa, però certo mai pensavo di poter ricevere un premio».

Il logo della Manifestazione

 

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