Premio impresa 2017, tra i vincitori il caseificio “La Stella Bianca”

Caseificio "La Stella Bianca" Grazzanise

Garanzia, trasparenza e salubrità, queste le caratteristiche principali per la produzione di latticini, mozzarelle e formaggi, con cui Antonella Schiavone e suo fratello Francesco assicurano genuinità e sapori ai loro prodotti, che rappresentano il frutto della tradizione e dell’esperienza acquisita negli anni sulle proprie terre, curate con rispetto per ottenere dei risultati sempre migliori.

Antonella, laureata in psicologia, sposata e mamma di un bimbo di tre anni, decide nel 2009 insieme al fratello, dopo il caso diossina, avendo il papà allevatore di un’azienda bufalina di famiglia, di produrre mozzarelle con il proprio latte.

È una grande scommessa, che inizialmente gli fa affrontare molte difficoltà, visto che si viene ad aprire un nuovo caseificio in un’areale dove esistevano e sono tutt’ora presenti, da decenni, nomi storici della produzione casearia bufalina.

Il Caseificio “La Stella Bianca” lavora il proprio latte, prodotto nell’azienda bufalina di famiglia ubicata nel comune di Grazzanise e da altri due allevamenti certificati, ricadenti nel comune di Cancello ed Arnone.

Da imprenditrice giovane, coraggiosa e rispettosa delle tradizioni, guardando all’innovazione, Antonella iscrive questo patrimonio, fatto di allevamento e caseificio, all’Associazione Nazionale Specie Bufaline che ha come fine un miglioramento genetico della specie bufalina, dalla filiera controllata alla morfologia degli animali stessi con il fine di ottenere valori aggiuntivi per gli stessi animali e per i prodotti finali che ne derivano. Particolare importanza assume all’interno dell’Associazione la presenza del Libro Genealogico della specie bufalina che seppur istituito nel 1980 ha trovato piena applicazione nel 2000 quando il MiPAF non solo affida la gestione dello stesso proprio all’Associazione ma con apposito decreto riconosce la bufala iscritta al L.G. ad una propria razza la “Mediterranea Italiana”.

Quest’anno Antonella decide, di comune accordo con la propria famiglia, di guardare più avanti aderendo al progetto, sia per la fattoria che per il caseificio, della Regione Campania denominato “QR-CODE”. In pratica l’Ente Regionale, in collaborazione con l’Istituto Zooprofilattico Sperimentale del Mezzogiorno decide di intervenire con azioni mirate, con controlli sistematici e analitici sui prodotti agroalimentari a garanzia della loro genuinità. Un software appositamente sviluppato di lettura dei dati delle analisi che permette ad una commissione tecnica e un Comitato di Garanzia formato da esperti, di valutare il rischio aziendale e altresì, di intervenire immediatamente, qualora si rilevassero delle difformità nelle analisi, convocando il produttore e guidandolo nella risoluzione del problema e attivando Azioni Correttive. Non per ultima l’iscrizione alla Conferesercenti di Caserta.

 

Premio Impresa 2017 al Caseificio La Stella Bianca
Premio Impresa 2017 al Caseificio La Stella Bianca

 

A coronamento di questo anno, questa nuova realtà casearia del territorio che si identifica nelle persone di Antonella, Francesco e dell’altra sorella Sabrina, impiegata nell’azienda in qualità di responsabile delle vendite, il 29 Novembre 2017 a Caserta, all’interno della Reggia, ha ottenuto il riconoscimento “Premio Impresa 2017” che rappresenta un riconoscimento per quelle aziende che nel 2017 si sono contraddistinte per innovazione e competitività, per il loro impegno nella promozione del territorio e del turismo, della legalità, della cultura, dell’arte e dell’enogastronomia.

Oggi il Caseificio “La Stella Bianca” annovera nella sua filiera, oltre ad una azienda bufalina di famiglia, un punto produzione e vendita in Casal di Principe e dei punti vendita divisi tra Bacoli (NA) e Monte di Procida (NA) e non per ultimo il nuovissimo e proprio punto vendita ricadente nella bellissima città di Vienna, capitale dell’Austria.

Un progetto in cantiere guardando al futuro è per Antonella poter sviluppare energia da fonti rinnovabili sia per la sua azienda che per la comunità.

di Antonino Calopresti