Anche quest’anno il Premio Bianca D’Aponte è stato magico. Aversa per due sere, venticinque e ventisei ottobre, è diventata la capitale italiana della musica.

Le dieci concorrenti che abbiamo visto esibirsi sul palco sono state attentamente selezionate. Tra le numerose candidate iscritte al concorso, sono state scelte, dal Comitato di Garanzia del Premio formato da giornalisti, produttori, autori e musicisti, venti candidate, poi portate, come da regolamento, a dieci. Ogni anno l’incessante, attento, lavoro degli esperti colloca sul palco della manifestazione, che si svolge all’insegna del ricordo di Bianca, musica daltissima qualità.  

Il concorso si rivolge esclusivamente a cantautrici donne che abbiano compiuto il diciottesimo anno d’età. 

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Protagoniste della quindicesima edizione del Premio Bianca D’Aponte, sono state: 

Eleonora Betti da Arezzo con “Quaranta volte”Chiara Bruno, da Palermo, con la sua “Ammazziamo questi padri”. Il brano ha espresso pienamente il distacco è al contempo la forte nostalgia per le tradizioni e i grandi padri che ci hanno preceduto. Poi è salita sul palco Chiarablue (Maria Chiara Mariantoni), da Rieti, con “DueAgostoMillenovecentottanta. Il testo tratta della strage di Bologna, del dolore, della forza dei parenti delle vittime e di quanti sono sopravvissuti alla tragedia. Quando interviene la morte, in maniera così inaspettata, chi sopravvive tenta dandare avanti, ma una parte di sé e come se rimanesse bloccatacristallizzata in quel momento. Solo il ricordo, l’evoluzione consola. Trasformare il dolore in una nuova creazione, in una nuova vita che porti benefici anche agli altri: è questa la nostra missione. Il ricordo, la memoria, in questo modo, in parte rimangono, in parte si evolvono; diventano qualcosa di nuovo, ed è proprio quello che è successo alla memoria di Bianca: grazie alla passione di questa giovane cantautrice, morta prematuramente alla vigilia dell’incisione del suo primo album, decine di ragazze, hanno potuto vivere un’esperienza altamente formativa soprattutto dal punto di vista umano; ricevere premi e borse di studio che le aiuteranno nel mondo della grande musica. La manifestazione poi è continuata con Rebecca Fornelli da Bari e la sua “Quello che ci manca”Dopo è stata la volta della dolcissima Jole (Jolanda Virgilio), da Manfredonia, con “La turista e il gondoliere nelle sfere di vetro con neve”. A seguire Martina Jozwiak da Ancona con “Scrivimi” e Lamine (Viviana Strambelli) da Trapani con “Penna bic”La Tarma (Marta Ascari), da Reggio Emilia, con “Usignolo meccanico” ha portato in scena una vicenda profondamente personale. Poi ancora Giulia Ventisette da Firenze con “La bellezza”. E infine la vincitrice: Cristiana Verardo, da Lecce, con “Non potevo saperlo”. Il suo pezzo è un pezzo forte, profondamente attuale: parla della figlia di un mafioso che viene a sapere all’improvviso la verità. Il dolore, la vergogna, quel padre che aveva giurato di proteggerla da tutto, ma che adesso le fa paura. La figlia che ha appena appreso la notizia lo maledice e maledice la sua stessa vita. Quante donne si trovano realmente in questa situazione? Il pezzo è stato accompagnato da un’interpretazione magistrale della Verando.  

La quindicesima edizione del Premio è stata aperta, come da tradizione, dalla vincitrice dello scorso anno: Francesca Incudine con “Quantu stiddi”, che passa il testimone alla nuova vittoriosa.  

La manifestazione si è svolta sotto l’occhio vigile e silenzioso di Gaetano D’Aponte, papà di Bianca, fondatore dell’associazione, e di Ferruccio Spinetti, direttore artistico, che ha proseguito il compito di Fausto Mesolella, coideatore e fervido sostenitore del Premio, dopo la sua morte.  

Madrina di questa quindicesima edizione è stata Tosca, che ha regalato ai presenti oltre a una magistrale interpretazione, come da tradizione, di un brano di BiancaAnima Scalza, un’ampia varietà di influenze musicali provenienti da varie parti del mondo. Queste sono statcustodite, rielaborate, nella creazione del suo nuovo lavoro discografico. 

Tra gli ospiti presenti in sala e quelli che sono saliti sul palco vi erano: Enzo Gragnaniello, Elena Ledda, Carlo Marrale, Mariella Nava, Mauro Palmas, Ginevra Di Marco, Cristina Donà, Giuseppe Anastasi, Gabriele Avogadro, Tony Canto, Kaballà, Pilar e Giulio Rapetti Mogol. 

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Per maggiori informazioni: Premio Bianca d’Aponte

 

di Grazia Martin

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