Non sempre ciò che si fa nella vita corrisponde alle proprie aspirazioni. In un’epoca difficile come la nostra, laddove la società stessa ha finito quasi per imporre delle consuetudini cui siamo ormai assuefatti, la maggior parte delle scelte sono un ‘ripiego’ per sopperire a ciò che non si può fare. L’essere umano, dunque, si trova a fare delle ‘non-scelte’, che col passare del tempo danno vita a malessere ed insoddisfazione sempre più forti.

Nell’intervallo che spesso esiste tra ciò che mi piace e ciò che faccio giace, latente, il sogno.

È proprio al sogno che Luciano Goglia dedica una poesia: “Il Potere dei Sogni”. Un inno alla speranza di credere ancora che sia possibile realizzarli. Anche quando mettiamo i piedi per terra e ci accorgiamo che in realtà è quasi impossibile concepire l’idea stessa di averne uno.

Le cose belle sono sempre complicate da raggiungere. Così i sogni. La loro entità evoca qualcosa di evanescente, immateriale, che a tratti par tradurre l’impossibilità stessa di porli in essere. Sui sogni si è scritto, detto e letto tanto. Coloro che sono riusciti a realizzarli hanno assaporato l’essenza stessa della felicità. Poco importa se la fama sia arrivata dopo; poco importa se fossero malati. Loro ci credevano. Forse la soluzione a tutti gli ostacoli è proprio questa: crederci sempre e comunque. Anche se non c’è la minima speranza di una concreta realizzazione. Credere in qualcosa è, infatti, già vederla.

E allora proviamo a crederci davvero. Chissà che un giorno la nostra determinazione possa trasformare quest’entità fuggevole in qualcosa di concreto. E visibile solo grazie a noi.

di Teresa Lanna

 

Il potere dei sogni

Vivi la vita aggrappandoti ai sogni,
il motivo che dona valore ai tuoi giorni.
Credi in qualcosa che ti faccia star bene,
che riesca a portarti dove l’occhio non vede.
Che trasporti il tuo io verso nuovi orizzonti,

dove dopo ogni alba non ci sono tramonti.
Che ti dia nuova luce e accompagni il risveglio.

Che tramuti un sorriso in qualcosa di meglio.
Che riempia di senso ogni singolo giorno

in cui tutto è reale e non solo un ricordo.
Che ti faccia gioire e guardare al domani
come ciò che realizzi i tuoi splendidi piani.
Che ti faccia capire il tuo senso nel mondo,
quello a cui sei chiamato senza un fine secondo,
perché i sogni son nostri fin da quando nasciamo.
A inseguirli è l’istinto di cui il cuore è il richiamo.

Credi in te stesso e trova la forza
per poter superar ciò che arresta la corsa.
Per poter proseguir sul tortuoso tragitto
dove la volontà non ti rende sconfitto,
ma ti fa intravedere l’ambito traguardo,
quel paesaggio in cui trova conforto il tuo sguardo.
Quello al quale hai donato tutti i tuoi sacrifici,
le cadute, gli sforzi e i momenti infelici.
Quello a cui non hai dato mai la giusta importanza,
era un punto lontano per la troppa distanza,

ma che poi si avvicina col passare del tempo
e intravedi la meta che realizza il tuo intento.

Non dar spazio a chi crede che tu non sia abbastanza,
chi non vede l’audacia e la grande costanza.
Chi dà spazio eccessivo a quei luoghi comuni
da cui solo volerlo ci può rendere immuni.
Sii il chiarore di luna durante la notte.
Sii la roccia montana che per l’acqua è la fonte.
Alimenta la fiamma che dà vita al tuo sogno.
Sii la legna di cui il calore ha bisogno.
Sii la foglia di marzo sopra l’albero spoglio.
Dona tutte le cure al prezioso germoglio
e raccogline i frutti con fierezza ed orgoglio.

di Luciano Goglia

Tratto da Informare n° 182 Giugno 2018