Ponte sullo Stretto, documenti illeggibili: l’ennesimo caso tutto italiano

Gianmario Ricciardi 23/04/2024
Updated 2024/04/22 at 11:46 PM
3 Minuti per la lettura

Qualche giorno fa un nuovo scandalo sul Ponte sullo Stretto di Messina ha per un po’ invaso i giornali nazionali. Secondo il Ministro dell’Ambiente, infatti, i documenti presentati dal Ministero delle Infrastrutture retto da Salvini sarebbero “carenti, datati e talvolta persino illeggibili”. e lo sono davvero, stando alle immagini rilasciate qualche giorno fa da Il Post: un guazzabuglio di lettere e numeri senza alcun senso apparente.

Documenti del Ponte sullo Stretto: errore di esportazione

Stando alle caratteristiche dei caratteri all’interno delle foto, si è pensato ad un errore nella cosiddetta codifica dei caratteri, quel meccanismo che permette la corretta visualizzazione di lettere e numeri sullo schermo. Evidentemente l’addetto/i all’esportazione dei files al Ministero delle Infrastrutture ha commesso un grave errore con il codice di codifica, rendendo lo studio sul traffico GERO330, una parte fondamentale del progetto, un ammasso illeggibile di lettere e asterischi. Gli addetti al Ministero dell’Ambiente hanno richiesto il reinvio di tutto il materiale da parte della società che si occupa del Ponte, ma rimane il fatto che gravi errori di approssimazione come questo non sono tollerabili in un’opera pubblica da investimenti multimiliardari senza precedenti in Italia. Il tutto per la solita fretta e approssimazione tipica delle imprese che collaborano con il pubblico in Italia: questa fretta sarà dovuta forse alla solita propaganda populista?

Ponte: cattedrale nel deserto figlia del populismo?

La scoperta di questo studio con caratteri illeggibili è solo la goccia che fa traboccare il vaso in un progetto pieno di sospetti quale il Ponte. La definizione giornalistica di “cattedrale nel deserto“, infatti, sembra calzare a pennello a questa opera pubblica. In due territori disastrati a livello di trasporti quali Calabria e Sicilia, dove le autostrade sono a percorrenza lentissima, con asfalti non adeguati e nelle quali un tragitto medio-breve può durare anche tre o quattro ore quando normalmente bisognerebbe impiegarne la metà, un progetto tale sembra incomprensibile. Per non parlare dei trasporti su rotaia: per attraversare l’intera Sicilia in treno possono occorrere anche 10 ore, e per il tragitto Palermo-Catania si impiega mediamente lo stesso tempo del tragitto Parigi-Nottingham (Regno Unito). In un territorio così debole da questo punto di vista, non avrebbe più senso cominciare a migliorare più efficacemente le infrastrutture con una totale reinvenzione di autostrade e strade ferrate, prima di pensare ad un’opera faraonica come il Ponte? Senza contare i gravi rischi sismici e idrogeologici. E’ chiaro però che la propaganda populista non si ferma dinanzi a nulla per dimostrare la forza del governo e della sua ideologia.

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