Polveri sottili, ecco i comuni campani più a rischio

informareonline-polveri-sottili

Purtroppo, nella realtà quotidiana della vita in città, l’inquinamento atmosferico rende spesso insalubre l’aria che respiriamo per cui negli ultimi decenni, anche grazie alla instancabile attività di sensibilizzazione condotta dalle associazioni ambientaliste, è notevolmente incrementata l’attenzione al problema.

Le cause dell’inquinamento sono legate alle attività che svolgiamo ogni giorno, soprattutto al trasporto, al riscaldamento domestico, alle attività produttive e all’agricoltura. Tra le sostanze inquinanti che determinano effetti negativi sulla salute sono riconosciute in particolare le polveri sottili, l’ozono, il biossido di zolfo ed il monossido di carbonio, a cui si ne aggiungono altre quali il benzene, il benzo(a)pirene, gli idrocarburi policiclici aromatici e i metalli.

I dati pubblicati dall’Agenzia Europea per l’Ambiente hanno stimato che nel 2015, in Italia, 60.200 morti premature possono essere attribuite all’esposizione nel lungo termine a polveri sottili, biossido di zolfo e ozono. Un dato più che allarmante che ha confermato la necessità prioritaria di affrontare la problematica.

La normativa vigente prevede un numero limite di giorni (35), in cui le polveri sottili non devono superare la concentrazione media giornaliera di 50 microgrammi per metro cubo; nel 2018, in 13 città della Campania è stato rilevato il superamento del numero di giorni con concentrazione media giornaliera. Il record di sforamenti è stato conseguito da San Vitaliano con 122 giorni, seguita da Pomigliano D’Arco dove i giorni di superamento sono stati 101; ancora a seguire Acerra con 73 giorni, Nocera Inferiore con 65 giorni, Teverola con 60 giorni, Aversa con 57 giorni, Casoria con 50 giorni, Avellino con 46 giorni, Sparanise con 43 giorni, Cava dei Tirreni con 39 giorni, Volla con 38 giorni, Napoli e Marcianise con 37 giorni. Una situazione che non deve certo rassicurare, in quanto sebbene si tratti di dati rilevati su un numero limitato delle tante città campane, consente per estrapolazione di attribuire ad aree vaste,e quindi ad un ben più cospicuo numero di comuni, la criticità.

Preso atto della diffusione del problema, occorre passare all’ adozione di misure per la riduzione dell’inquinamento con la consapevolezza che sia le istituzioni, che ogni singolo cittadino, sono chiamati a metterle in atto. Non ci sono soluzioni univoche e semplici, ma si deve adottare con decisione un’opportuna combinazione di misure volte a incrementare gli spostamenti a piedi e in bicicletta, rendendoli sicuri ed agevolandoli con la realizzazione di reti ciclabili e l’utilizzo di mezzi a trazione elettrica; potenziare ed efficientare i servizi di trasporto pubblico elettrico, limitando il transito ai veicoli diesel, scoraggiando l’uso dell’auto; operare nella riqualificazione energetica degli edifici pubblici e privati, e porre attenzione all’utilizzo consapevole del riscaldamento domestico.

In questo modo potremo dire che “respiriamo per un’aria migliore”.

 

di Giancarlo Chiavazzo

Print Friendly, PDF & Email