Politici e Guardia di Finanza a confronto sui sindacati militari

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Gli esponenti del SIM Guardia di Finanza mettono in evidenza i punti critici della proposta di legge

 Durante la tavola rotonda, gli interventi degli esponenti della Guardia di Finanza (ma erano presenti anche rappresentanti delle altre forze sia di polizia che dei carabinieri), hanno tuttavia evidenziato alcune criticità’ della proposta di legge, relative in particolare all’articolo 5 che introduce delle limitazioni alle prerogative sindacali.

Il tutto parte da quella che e’ stata quasi una “provocazione” dell’avvocato Giovanni Carta: «Qualcuno mi spieghi che differenza c’e’ tra un poliziotto e un finanziere, o un carabiniere». Si tratta, ha spiegato Massimiliano Zetti, Segretario generale aggiunto Sim (Sindacato Italiano Militare) Cc, “di ordinamento, addestramento, operazioni, e impiego del personale. Il problema e’ che sono cinque branche che comprendono tutta la vita delle forze armate. Quando entrerà’ in vigore la legge io non potrò parlare di certe cose, mentre il sindacalista della polizia può farlo e io che faccio il suo stesso lavoro nell’ordine pubblico non ne posso parlare perché la legge me lo vieta”.

Per questo Andrea Leccese, Presidente Sim Guardia di Finanza ha chiesto alla politica “di prendersi più tempo, di riflettere meglio. E’ necessario un dibattito pubblico e una maggiore attenzione per questa svolta epocale che ha conseguenze su di noi, ma anche sulla società all’esterno”. Infine il Segretario generale del Sim Gdf, Cleto Iafrate, ha detto: «I Paesi del Nord Europa hanno da anni i sindacati e un presidente di Corte di Cassazione olandese mai si sognerebbe di scrivere un libro dal titolo ‘La Repubblica delle stragi impunite’ per carenza dei presupposti. Attenzione onorevoli perché stiamo parlando dell’obbedienza della polizia giudiziaria all’ordinamento militare».

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