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PoliticaMente – Rubrica di riflessione civile e democratica. Ep.4 Elisabetta II e il sovrano potere della rappresentanza

Nicola Iannotta 16/09/2022
Updated 2022/09/18 at 11:10 AM
6 Minuti per la lettura

In pochissimi giorni, grandi rappresentanti del secolo scorso hanno lasciato i nostri tempi generando un vuoto emotivo in quanti abbiano visto nel loro addio, la fine di un capitolo di un autorevole manuale di Storia. Gli ultimi ad averci lasciato sono stati Boris Pahor, Eugenio Scalfari, Piero Angela, Mikhail Gorbaciov, Elisabetta II e Jean-Luc Godard.

Nomi la cui autorevole forza suscita un leggero brivido alla voce di chi legge.

Fra questi, coloro che forse hanno suscitato un po’ più partecipazione, non solo emotiva, ma anche politica, sono stati Gorbaciov e, sicuramente, la regina Elisabetta II, rappresentanti costoro non più e non solo di un’epoca, ma di un popolo che ha animato quell’epoca. È come se a scomparire fosse stato persino l’odore del tempo, conservato sul vecchio abito gelosamente custodito.

A noi, in questa sede, interessa sviluppare un punto di vista critico – politico, che si lega alla scomparsa dell’ultima regina di Inghilterra e alla sua funzione simbolica rappresentativa. Per questo, abbiamo discusso con la Prof.ssa Annamaria Rufino, esperta di Sociologia del Diritto.

Prof.ssa, cosa ha significato la morte della regina Elisabetta II?

La scomparsa della Regina Elisabetta II ha colpito tutti, non solo i britannici. C’è da chiedersi il perché. Eppure, era una sovrana longeva, sicuramente testimone di eventi storici di grande valore simbolico. Ma, d’altra parte, era una sovrana che apparteneva ad un contesto politico assolutamente diverso dal nostro e, dopo la separazione dall’Europa, lontana non solo geograficamente. Dunque?

Certo, sono eventi di impatto scenico. Tutto vero! Ma il vero significato di tanto interesse è la sua funzione di rappresentanza. Una funzione non solo efficace per gli inglesi, ma, simbolicamente, per tutti. Tanto più quella funzione ha un senso per noi italiani, in un momento storico in cui “soffriamo” di un diffuso senso di mancanza di rappresentanza. Eppure, in un sistema democratico, la rappresentanza costituisce la sintesi di quella concordia di diritti e doveri di cui abbiamo già parlato. Cerchiamo di riappropriarci del valore della rappresentanza, provando a comprenderne il senso.

Che impronta ha lasciato con il suo essere al trono?

Molti altri sovrani sono morti in questi anni, eppure Elisabetta II è riuscita a lasciare un segno, in tutte le generazioni. Probabilmente, la sovrana britannica era riuscita ad interpretare in modo efficace la sua funzione, appunto di rappresentanza. Ma chi rappresentava Elisabetta II? Tutti, diremmo, se consideriamo quella funzione simbolica. Certo, con uno stile tipicamente inglese, ma con un effetto comunicativo che andava oltre la Manica.

La sovrana, nei decenni, ha svolto un ruolo genitoriale. Si potrebbe controbattere che i sovrani hanno quella funzione. Formalmente è così, ma non tutti i sovrani hanno saputo interpretare quella funzione, molti, addirittura, vi erano ostili. Una comparazione in tal senso potrebbe essere fatta con i papati. Non tutti i Papi hanno disseminato rispetto, affetto e fiducia incondizionata, come potrebbe essere il caso di Papa Francesco. Ma, da un punto di vista laico, di queste considerazioni cosa attiene alla rappresentanza politica?

Lancio una domanda e serve ancora citare Elisabetta: nessuno potrebbe o vorrebbe considerare Elisabetta di destra o di sinistra, dunque non serve essere politicamente schierati?

Serve, perché la politica ha il compito di interpretare fattivamente i diritti e i doveri che intende affermare. Elisabetta ha svolto una funzione super partes, ma perché era una sovrana, non una politica, innovando, se vogliamo, la capacità di un sovrano nella funzione che la storia aveva attribuito ai Re e alle Regine, ovvero un mero potere assoluto, sciolto da ogni vincolo. La sua capacità di riconoscimento della trasformazione di quel potere, le va riconosciuta. Come contraltare, la politica non si è adeguata, in quasi tutti i Paesi, ad una visione coerente con le trasformazioni, disattendendo il compito che le spettava, appunto la tutela dei diritti e dei doveri e la loro rappresentanza. Ecco perché è così diffusa la sfiducia nei confronti di chi ci dovrebbe rappresentare.

In conclusione, potremmo dire che Elisabetta II ha saputo essere all’altezza dei tempi, al contrario i politici non sono riusciti ad essere coerenti con la responsabilità attribuita loro dai cittadini, nel tempo.

Emerge dunque il problema della scarsa rappresentanza del popolo da parte della nostra politica di oggi…

Rappresentare i diritti dei cittadini assolvendo ai propri doveri, nel rispetto delle regole di un regime democratico ci appare, oggi, un compito eluso, così i cittadini si sentono attratti della funzione simbolica di una sovrana, senza poter tradurre nella realtà civile le derivazioni di senso che i simboli “rappresentano”!

La Costituzione rappresenta il simbolo civile, può ancora svolgere quel ruolo?

Se è vero, com’è vero, che i giovani inglesi non si riconoscono nella monarchia, forse possiamo ammettere che i nostri giovani non si riconoscono nella Costituzione. Le ragioni sono sovrapponibili.

La Monarchia, per tanti Paesi, è un sistema politico fuori dalla storia per gran parte dei cittadini del mondo, forse questo è il motivo per cui i giovani, in Inghilterra, non si sentono appartenere a quella forma politica. Ma cosa rispondiamo ai giovani, in Italia, che percepiscono come estranea la nostra Costituzione?

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2 Commenti
  • Molto interessanti le riflessioni della Prof. Rufino sulla pratica dei Poteri nel corso della Storia, assoluti, laico , sacrale e democratici. Aperto ad un discorso ancora più costruttivo , l’ approccio critico sull’ esercizio della nostra Carta costituzionale da parte dei cittadini, in particolare dei giovani.

  • Interessante l’intervento della Professoressa Rufino e anche preoccupante, perché sottende una realtà non solo inglese, ma che accomuna un po’ tutti noi, ovvero l’assenza della rappresentanza politica….anzi, potremmo dire, ma che fine ha fatto la politica?

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