annamaria rufino

PoliticaMente – Rubrica di riflessione civile e democratica. Ep 5 Il tempo dell’emergenza

Nicola Iannotta 23/09/2022
Updated 2022/09/23 at 4:29 PM
5 Minuti per la lettura

Siamo giunti alla fine di questa piccola rubrica, PoliticaMente. L’avevamo pensata come un appuntamento settimanale per accompagnare voi cittadini verso la giornata delle elezioni. E il 25 settembre è a un solo passo da noi. Non abbiamo voluto parlare di partiti, di programmi, di liste in gioco. Non era nostro interesse fare propaganda, bensì ricordare quali sono i principi su cui si è costituita la democrazia e quali sono quei doveri-diritti che i cittadini dovrebbero rispettare e tutelare, proprio in quanto cittadini democratici.

Ad averci accompagnato in questo piccolo viaggio esplorativo è stata la Prof.ssa Annamaria Rufino, ormai una figura solida, che anima le pagine del nostro magazine. E con lei che abbiamo dialogato anche in quest’ultima puntata. Auguriamo a tutti una buona lettura e un sincero voto democratico.

Prof.ssa, ci indichi una parola chiave del nostro tempo democratico.

A conclusione di questo focus sulla democrazia, non si può non convenire che il dato ricorrente del nostro tempo è l’emergenza. Il principale paradosso della crisi democratica che il mondo vive si è concretizzato nell’aver accomunato tutti nell’emergenza, da est a ovest, da nord a sud.

 Ma si potrebbe chiosare la riflessione con una valutazione altrettanto paradossale, comparando il tema dei diritti e dei valori democratici, con i processi decisionali che, sembra, riguardino la svolta ecologica ed energetica. Di fronte all’emergenza energetica di questi ultimi mesi, i governi sembra che stiano ipotizzando e programmando una svolta, finalmente, nel senso della sostenibilità.

Di che “svolta” si tratta?

Sappiamo tutti che tale dichiarazione d’intenti è stata attivata dalla grave emergenza derivante dalle forniture del gas russo. Forse che, prima, il problema non esistesse? Certamente esisteva, ma la “svolta” si è determinata o si determinera’ perché’ l’emergenza “insiste” sui profitti e sugli interessi economici, di gruppi economici o di Stati. Non si può negare che, comunque, l’auspicato impatto positivo sarà goduto anche dai cittadini, anche se si tratta di aspettare qualche decennio, sistematicamente procrastinato. Ma, nel frattempo, quanti sono stati e quanti potranno essere ancora sacrificati da tanto ritardo? Anche per questo aspetto prevarranno considerazioni attinenti agli interessi economici che dominano il pianeta.

Questo tema possiamo compararlo a quello dei diritti e dei valori democratici. Quali Stati, con adeguata consapevolezza, negli ultimi decenni si sono preoccupati di arginare la negazione dei diritti e la disattenzione per i valori democratici? È faticoso e ostico, dal punto di vista argomentativo, fare una graduatoria.

Dunque, ad oggi, non hanno riservato sufficiente attenzione ai rischi sociali, oltre che umani determinati dalla negazione dei diritti, enfatizzata da pandemia e guerra.

Questa disattenzione è ricorsiva del nostro tempo, cosa ci indica?

Potrebbe essere questa negazione e questa disattenzione a confermare la grave crisi che attraversa il mondo democratico, ma rispetto a tale crisi sociale, ad oggi, non si evidenziano processi decisionali fattivi e responsabili. Eppure, l’emergenza sociale c’è: è sotto gli occhi di tutti, ma, diversamente dal tema dell’emergenza energetica, non è considerata attenzionatile, perché non impatta su interessi e profitti.

La democrazia, come più volte evidenziato, è un complesso sistema di valori materiali e immateriali. È necessario che tali valori si conoscano e si riconoscano nel sistema sociale. Purtroppo, pandemia, conflitti, emergenze economiche e altri fenomeni critici hanno dimostrato quanta “ignoranza” regna nel mondo.

Ed è all’ignorante che conviene disattendere i diritti e i valori della Democrazia, soddisfacendo i propri interessi.

Prof.ssa a chi toccherebbe dunque tutelare lo Stato di diritto?

Piuttosto, occorrerebbe chiedersi, prima, quanti ricordano o sanno cos’è lo Stato di diritto, tra i decisori e i cittadini. La risposta è breve: il rispetto del diritto. Tanti cittadini pensano che a doverlo rispettare siano solo le Istituzioni o meglio chi le governa! Certamente la responsabilità principale ricade sulle Istituzioni, ma non bisogna sottovalutare la co-responsabilità dei cittadini, di tutti! Lo Stato di diritto è fondato sulle norme, sulla legalità e sulla responsabilità di tutti. Nessuno dovrebbe sentirsi esonerato da questo dovere, se si chiede il rispetto dei diritti. Lo Stato di diritto coincide con il dovere, da parte di tutti, del rispetto delle norme, dell’onestà e degli altri cittadini!

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