L’ecosistema dell’informazione, con l’avvento dell’era digitale, ha subito un profondo cambiamento. Se prima le notizie passavano solo attraverso la carta stampata e i telegiornali, oggi l’informazione digitale ha portato un netto miglioramento sia in termini di velocità che in termini di accessibilità della notizia. Il web, infatti, è diventato un vero e proprio “contenitore” di informazioni, le quali sono messe a disposizione dell’utente che, mediamente, si avvale dello smartphone come strumento principale per essere collegato in tempo reale. Se da un lato, però, internet ha facilitato l’accessibilità all’informazione, dall’altro diventa spesso un veicolo di notizie inventate, prive di qualsiasi fondamento, realizzate con l’unico scopo di creare disinformazione. Diventa sempre più difficile quindi, data la mole notevole di siti web dediti all’informazione, leggere tra le righe e capire se, la notizia pervenuta, sia o meno attendibile.

Nasce, quindi, l’esigenza di creare delle realtà che siano in grado di veicolare le informazioni nel modo giusto e che operino direttamente sui social. Quella di cui vi parlerò oggi è un’iniziativa che prende vita su Instagram, ideata da un team di dottori in Scienze Politiche appassionati di geopolitica e che prende il nome di Political Key. Per entrare nel merito di questa splendida iniziativa ho chiesto a Francesco Somma, co-fondatore del team, di raccontarmi cosa si cela dietro il loro lavoro.

Come nasce Political Key?

«Questa pagina nasce con un intento, ovvero quello di riempire uno spazio. Noi siamo studenti dell’Università degli studi di Salerno, siamo un gruppo di dottori che vogliono sfruttare le loro competenze e conoscenze per poter creare un’informazione su temi che siano principalmente geopolitici».

Qual è lo scopo principale della pagina?

«Il nostro obiettivo è quello di offrire una visione completa dal punto di vista politico, economico e sociale per poter dare alle persone una finestra sul mondo (che poi è lo scopo principale di una facoltà come Scienze Politiche). Quindi l’obiettivo principale è questo: fornire chiavi di lettura. Uno sguardo sul mondo che riesca a catturare l’attenzione di chi guarda, di chi legge e che, al contempo, riesca a dare un piccolo spicchio di conoscenze che noi inseriamo nel post».

In che modo riuscite a filtrare le informazioni che girano sul web?

«Quando ci troviamo di fronte ad informazioni politiche, noi operiamo un debunking, ovvero ci chiediamo: dov’è la verità? Come si può leggere, sotto quali punti di vista? Noi cerchiamo di offrire dei punti di vista, delle riflessioni. Non ci spostiamo mai su un piano di parte, fazioso, ma cerchiamo di offrire un punto di vista oggettivo o, appunto, vari punti di vista. Oltre questo, incorriamo in informazioni che vanno analizzate, verificate e quindi cerchiamo le fonti».

Spesso capire l’attendibilità di una fonte risulta difficile. Voi come scegliete le fonti da cui attingere le informazioni?

«Scegliamo accuratamente tutte quelle che sono le nostre fonti. Analizziamo scrupolosamente quotidiani, riviste, agenzie di stampa, i portali di istituti statistici e di varie organizzazioni mondiali. Tutto per cercare di ricavare un dato che possa offrirci una panoramica sul fenomeno».

Ultima domanda, Francesco. In che modo cercate di comunicare informazioni di questo tipo attraverso i social?

«Attraverso dei post che permettano la visione immediata di ciò che vogliamo dire. Ci sono post che hanno un carattere prettamente editoriale ed altri, invece, improntati sull’info-grafica, che fanno leva sulla curiosità. Abbiamo un team variegato che si muove, sostanzialmente, su due linee: una linea tesa ad un’analisi più approfondita e che mira di più ai contenuti ed un’altra, invece, che punta ad un’analisi più leggera e che sia, a livello comunicativo, efficace».         

di Antonio Bucciero

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