CAR-T

Policlinico e Santobono: terapia Car-T per il tumore al sangue

Grazia Sposito 17/01/2023
Updated 2023/01/17 at 12:19 AM
4 Minuti per la lettura

Car-T, quattro lettere per definire una terapia innovativa nella cura dei tumori del sangue che offre speranze di guarigione a molti bambini che si trovano a combattere una battaglia già a pochi anni di vita. Una terapia che vede la Campania all’avanguardia come sottolineato dalla campagna informativa Caty “Destinazione Futuro” promossa da AIL (Associazione Italiana contro le leucemie, linfomi e mieloma).

Come funziona Car-T

Il meccanismo d’azione delle Car-T (acronimo che sta per “ChimericAntigen Receptor”, recettori chimerici per l’antigene) si basa su un concetto semplice e rivoluzionario al tempo stesso: combattere i tumori come se fossero un agente estraneo al corpo, una sorta di infezione, “modificando” le cellule linfocitarie del sistema immunitario del paziente in modo da risvegliare la risposta immunitaria e attivarla per riconoscere le cellule maligne e ucciderle.

Le CAR-T possono contrastare alcuni meccanismi di evasione tumorale, permettendo al sistema immunitario di individuare il tumore. Ma cosa sono queste cellule e da dove provengono? Sono cellule autologhe, cioè cellule del paziente stesso, che vengono prelevate ed inviate in laboratorio. Da quel momento si procede con la ingegnerizzazione delle cellule, che poi ritornano nel paziente come farmaco.

Il percorso sino ad oggi

La certificazione arriva dopo tre anni di impegno e lavoro nei quali l’azienda ha investito nella formazione del proprio personale medico ed infermieristico. In particolare, Il dottor Francesco Paolo Tambaro, attuale direttore del Programma Trapianto dell’Ospedale Pausilipon ha trascorso un anno presso l’MD Anderson Cancer Center  (center n 1 al mondo per tali terapie cellulari, sia in Italia che in USA) durante il quale è stato impegnato esclusivamente nella terapia cellulare con CART ed è uno degli autori delle linee guida per la gestione delle complicanze derivanti da tali terapie pubblicate quest’anno sulla nota rivista Nature Clinical Oncology Review.

Le dichiarazioni del Dott. Tambaro

“Possiamo dire che il percorso affrontato da un paziente pediatrico per alcuni versi è sovrapponibile a quello di un paziente adulto, soprattutto per l’individuazione della malattia ematologica, del target e della eleggibilità del paziente – spiega Francesco Paolo Tambaro, direttore UOC Trapianto di Cellule Ematopoietiche e Terapie Cellulari, dipartimento di Ematologia, Oncologia e Terapie Cellulari, AORN Santobono Pausilipon di Napoli.

Negli adulti sono molto più frequenti le complicanze di tipo neurologico rispetto a quanto accade nei pazienti pediatrici, nei quali tuttavia la tossicità neurologica è più difficile da individuare. Bisogna considerare inoltre che i pazienti pediatrici sono stati sottoposti a precedenti linee chemioterapiche e si deve comunque monitorare tutto quello che hanno potuto comportare tali terapie, come i disturbi della crescita, i disturbi gonadici, i disturbi cardiologici che possono essere una conseguenza delle precedenti terapie.

Inoltre, dobbiamo ancora capire se la terapia con CAR-T è definitiva o ha bisogno di un consolidamento con trapianto di cellule staminali successivo. Il follow up è molto orientato ad approfondire questi aspetti per i quali mancano ancora precise linee guida”.

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