“Cammina” di Paolo Acampora

Torna la rubrica di poesia di Informare. Versi dal ritmo alternato, calmo nelle strofe iniziali, incalzante nel mezzo, per poi tornare pacato e riflessivo nel finale. Un contrasto che si riflette nei vari imperativi, che invitano a crederci o a mollare. E’ la strofa finale a chiarire il senso della poesia: continuare a camminare per apprezzare, nonostante tutto, le piccole cose belle della nostra vita.

Cammina

Credici,
credici finché avrai tempo per farlo,
finché la vita non ti prenderà a schiaffi,
finché il mondo non si sarà abituato
ai tuoi fallimenti.

Credici,
anche quando tutto è già caduto,
credici perché tutto quello che è accaduto
non tornerà.

Non crederci,
ritornerà,
ritornerà il dolore,
la sofferenza,
ritornerà il pianto
e la violenza.

Tanto nulla ti aiuterà
ad uscire dal tunnel,
e tutto quel che vedrai
sarà una luce piccina,
col cartello di “uscita”,
ma è un faro,
un abbaglio,
e rimmarrai senza occhi
e senza cuore.

Credici,
in quella pietra sul tuo cammino,
credi nel fatto che riuscirai a raccoglierla,
perché quando ci inciamperai
sarai più vicino di ora,
ma più lontano che mai.

di Paolo Acampora

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