Plastic tax: il governo apre ad una modifica, ma la tassa resta

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L’obiettivo del governo è convertire la produzione nazionale e ridurre l’uso di plastica.

La plastic tax, cioè la tassa sulla plastica inserita nella prossima legge di bilancio che entrerà in vigore il 1 gennaio 2020, sta scatenando un grande dibattito tra i vari schieramenti politici che stanno animando la scena politica italiana.

Il Ministro dell’economia Roberto Gualtieri si è dichiarato favorevole all’applicazione della tassa. La maggioranza è divisa sulla modifica da apportare sull’imposta, le diverse opinioni non riescono a congiungere in una scelta univoca.

Ma quanto vale in termini economici la plastic tax?

L’imposta sulla plastica vale da sola 1,1 miliardi nel 2020, 1,8 miliardi nel 2021 e 1,5 nel 2022.  (Fonte: Documento Programmatico di Bilancio/ La Repubblica)

La plastic tax in termini economici ha un valore importante, ma il traguardo da raggiungere stando alle dichiarazioni degli esponenti delle forze di maggioranza, è quello di introdurre ed iniziare un percorso che porti l’Italia verso un’economia circolare per ridurre l’impatto ambientale.

Cosa colpirà la plastic tax? Quanto influirà nelle tasche dei consumatori?

La tassa colpirà tutti i prodotti monouso come: bottiglie di plastica, vaschette in polietilene, tappi di plastica, etichette di plastica, tetrapak, contenitori dei detersivi, polistirolo. La tassa esclude tutti i prodotti riutilizzabili come ad esempio taniche e contenitori utilizzati per la custodia di oggetti. Sono esclusi gli oggetti in plastica usati in campo medico.

Per i consumatori arriva l’allarme di Codacons, il quale stima che la tassa sulla plastica possa arrivare a pesare 165 euro per famiglia, mentre per Federconsumatori la spesa si aggirerebbe sui 138 per famiglia.

 

di Stefano Errichelli

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