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Più forti del destino: Dharma Mangia Woods racconta Costanza

Rossella Schender 09/03/2022
Updated 2022/03/09 at 5:22 PM
8 Minuti per la lettura

Adattamento della serie francese Le Bazar de la Charité, tratta da una storia vera, arriva in prima serata su Canale 5 “Più forti del destino”, una serie tv in costume diretta da Alexis Sweet che ci proietterà nella difficile realtà siciliana del XIX secolo. Imbevuta in temi attualissimi come la violenza di genere “Più forti del destino” ci proporrà la lotta per l’emancipazione di tre personaggi: Arianna Villalba, Costanza Di Giusto e Rosalia Catalano. Le tre protagoniste incarnano rispettivamente il coraggio, la ricerca di giustizia e la necessità della speranza; prestano loro il volto Giulia Bevilacqua, Dharma Mangia Woods e Laura Chiatti. Dharma Mangia Woods, giovane attrice romana e figlia d’arte, si presenta al piccolo schermo nel primo ruolo da protagonista raccontandoci un po’ di sé e della sua Costanza.

Come nasce la passione per il cinema e la recitazione?

«Questa passione nasce sicuramente grazie a mia madre, in casa si respirava cinema avendo lei lavorato come sceneggiatrice per tanti anni. Proprio lei mi racconta che la prima volta che dissi di voler fare l’attrice fu al mio pediatra durante una visita, all’età di quattro anni. Crescendo poi il fascino per quel mondo si è trasformato in voglia di voler studiare e saperne di più facendo sì che mi rendessi conto di avere una particolare capacità nell’empatizzare con i personaggi che leggevo. Terminato il liceo classico non ho avuto alcun tipo di dubbio sulla strada da percorrere per il futuro e ho cominciato a studiare recitazione».

Qual è l’aggettivo che ti descrive di più come attrice?

«Difficile, non saprei dirti un aggettivo piuttosto ti direi che sono un’attrice in continua evoluzione».

Frequenti la scuola d’Arte Cinematografica, quanto aiuto lo studio per la buona riuscita in scena?

«Io sono al terzo anno della Volonté ed è la terza accademia che frequento. Credo fermamente che al talento di un attore debba essere affiancato lo studio perché, al di là del fatto che studiando si ha l’opportunità di conoscere da cosa nasce la recitazione e incontrare gli archetipi che nel corso degli anni poi si sono evoluti, permette di acquisire maggior consapevolezza e sicurezza prima di andare in scena. Se non avessi studiato avrei incontrato maggior difficoltà nell’affrontare i provini, ad esempio, che sono una parte molto stressante soprattutto emotivamente del nostro lavoro. Studiare e andare in scena tutti i giorni davanti a degli insegnanti che ti correggono e ti aiutano a lavorare su te stesso è fondamentale».

Hai lavorato con Sorrentino e Muccino con dei ruoli minori, ti hanno dato dei consigli che poi si son rivelati utili per il lavoro con Più forti del destino?

«Sorrentino mi disse di continuare a studiare e l’ho seguito molto alla lettera, diciamo che se te lo dice uno come lui puoi sicuramente fidarti… Eravamo a Fontana di Trevi, a Roma, ed ero particolarmente emozionata, lui mi disse “quindi hai deciso di fare l’attrice?” alla mia risposta affermativa mi disse “continua sempre a studiare”. Quella frase è per me ormai un mantra, fa parte della mia persona. A Muccino devo il fatto di avermi portato in scena per la prima volta e di aver consolidato l’idea di voler fare l’attrice. Quando sono andata sul set non ho mai più avuto nessun tipo di dubbio».

Come ci si sente al primo debutto da protagonista?

«È Meraviglioso… ho aspettato questo momento da tanto e, devo ammettere, che c’è anche dell’ansia. Sto provando a vivermela al meglio, continuando a fare comunque tutto il resto. Questa mattina sono andata a scuola, ho fatto lezione con i miei insegnanti e sto già studiando per un nuovo provino… me la godo ma mi concentro anche sul futuro».

La serie abbraccerà temi importanti e attuali in cui la donna fa da perno, il personaggio di Costanza si può definire in questo una femminista d’altri tempi?

«In preparazione non mi sono soffermata sul dare a Costanza le sfumature di una femminista, non essendo comunque lei a conoscenza di quel che succedeva nel resto del mondo e che sarebbe successo poi negli anni successivi. Mi sono concentrata sulla sua lotta personale e nel coltivare il suo innato senso di giustizia. Quel che penso comunque è che inevitabilmente si coglieranno sfumature femministe nel suo personaggio quindi, sì, credo che si possa definire una femminista d’altri tempi».

Quanto Costanza ha di Dharma e viceversa?

«Dharma ha di Costanza il coraggio. Lei è arrivata in un momento in cui avevo proprio bisogno di un qualcosa nella mia vita che mi facesse pensare che sarebbe andato tutto bene. Mi ha dato tanto coraggio e tanta forza. Non so bene onestamente cosa io abbia dato a lei, probabilmente la mia determinazione nel riuscire a raggiungere il suo obiettivo: essere libera e indipendente. Probabilmente siamo più simili di quanto io creda motivo per il quale non riesco a tracciare un confine netto per dividerci e capire chi ha dato cosa a chi. Ricordo che sul set, ritornando al discorso del femminismo, mi veniva chiesto di reagire con maggior stupore difronte a delle situazioni poiché – come dicevo prima – lei tante cose proprio non le conosce al contrario di me che, vivendo nel 2022, molte cose me le aspetto e quindi le mie reazioni sono velate dalla rabbia dell’ingiustizia piuttosto che dallo stupore».

Com’è stato lavorare al fianco di Laura Chiatti e Giulia Bevilacqua le quali rappresentano ormai dei colossi all’interno della televisione italiana?

«È stato meraviglioso, all’inizio quando ho saputo il resto del cast ho avuto paura nel confrontarmi con loro. Però son state incredibili, fin dai primi incontri. Giulia mi ha subito messo a mio agio facendomi ridere. Con Laura ho avuto più tempo, abbiamo condiviso il set per tanto tempo e fin dalle prime letture, nelle pause, abbiamo affrontato delle lunghe chiacchierate proprio su temi come quello dell’emancipazione femminile. Da lì il nostro rapporto è stato un crescendo, siamo diventate come sorelle».

Cosa diresti a qualcuno per spingerlo a guardare Più forti del destino?

«Che è una serie che mette in scene tanta forza e coraggio e, probabilmente, visto il tempo storico in cui viviamo può esserci d’aiuto prender forza anche da una fiction».

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