Più forti del destino… Alex Zanardi, l’uomo dal cuore al passo col motore

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“Se mi dovessi rompere di nuovo le gambe, questa volta basterebbe soltanto una chiave a brugola per rimettermi in piedi, e ora non rischio più di buscarmi un raffreddore camminando scalzo.” 

La forza di volontà è più forte di qualsiasi handicap. La voglia di vivere regge in piedi  anche chi è costretto ad utilizzare apposite protesi per camminare. Un atteggiamento positivo verso la vita e le sue avversità garantisce un’esistenza tranquilla. Sono le parole di un campione che ha fatto della sua disavventura la rampa di lancio per una rinascita. Un quarantaseienne simpatico e apprezzato proprio per come affronta la vita. Il sorriso che non gli manca mai. Il coraggio insito nella sua persona. Vincitore nella vita e nello sport. È la storia di Alex Zanardi. Alessandro all’anagrafe. Nasce a Bologna l’uomo dal cuore che va al passo col motore delle auto. Sin dai primi anni dell’adolescenza Alex era affascinato dal brivido della velocità, che però condanna sua sorella, morta in un incidente stradale. La paura non lo condiziona e negli anni diventa un professionista, lasciando il segno come pilota e come persona in ogni scuderia per le quali ha corso. Il cuore italiano viene rapito dal fascino della bandiera a stelle e strisce degli Stati Uniti d’America. Gareggia  nel campionato statunitense CART, oggi conosciuto come Champ Car, una delle principali serie automobilistiche americane per monoposto. Conquista l’Oltreoceano vincendo due titoli consecutivi, nel 1997 e nel 1998. Diventa idolo. Leggenda, quando, durante l’ultimo giro di Laguna Seca, sorpassa l’esperto Bryan Herta in modo spettacolare nella curva chiamata “Cavatappi”, rimanendo nell’immaginario collettivo della gente. Dopo aver provato l’esperienza della Formula 1 nel 1999, senza ricavare alcun successo, ritorna a correre nella CART, gareggiando sino al 15 settembre 2001, giorno in cui la sua vita cambia. Circuito di Lauistzring in Germania. Alex esce dai box dopo un rifornimento di benzina, ma al rientro in pista l’asfalto è bagnato d’olio e d’acqua. Testacoda incontrollabile. E intanto arriva Alex Tagliani, pilota italo-americano, che ad alta velocità trafigge la Reynard Honda all’altezza delle gambe di Zanardi. Incidente scioccante. Il pilota bolognese è ferito gravemente. Lo schianto è violento, tanto da provocargli l’amputazione degli arti inferiori, rischiando di morire dissanguato.

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Trasportato all’ospedale di Berlino, è dato per spacciato. Rimane in coma farmacologico per due settimane. Poi incredibilmente si riprende. Dopo un lungo periodo di riabilitazione, mediante l’aiuto di apposite protesi, Alex torna a correre, spingendo l’acceleratore. Una passione che va oltre l’handicap. Un brivido che non può finire e mai più sentire. Dopo il ritiro dall’automobilismo, Zanardi si dedica all’handbike, una disciplina che prevede l’uso di un particolare tipo di bicicletta, mossa delle sole braccia umane. Mr. Pineapple, così soprannominato per la sua testardaggine e pignoleria in ambito tecnico, diventa un pilota esperto anche in questa disciplina sportiva per disabili, diventando il vicecampione mondiale. Forza e coraggio. Perseveranza e volontà. Non ci sono limiti per la passione. Il brivido della velocità lo si prova vivendo. Esempio da seguire. Alex… più forte del destino.

di Fabio Corsaro

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