Pistorius esce dal carcere dopo 9 anni: uccise la fidanzata nel 2013

Martina Amante 06/01/2024
Updated 2024/01/06 at 4:36 PM
3 Minuti per la lettura

Oscar Pistorius è uscito dal carcere venerdì 5 gennaio. Dopo aver scontato quasi 9 anni di condanna per l’omicidio della fidanzata Reeva Steenkamp. Il corridore olimpico, che da novembre era in libertà vigilata, ha lasciato definitivamente il centro di detenzione di Atteridgeville, a Pretoria. Non potrà essere considerato a tutti gli effetti un uomo libero. Vivrà, infatti, agli arresti domiciliari fino alla scadenza della sua condanna (13 anni e 5 mesi) che terminerà a dicembre 2029. In tutti questi anni, Pistorius ha sempre sostenuto di aver sparato perché convinto che dietro la porta del bagno ci fosse un ladro.

Adesso Pistorius alloggerà nella villa di tre piani del valore di 2 milioni di sterline dello zio Arnold, a Waterkloof, Pretoria. Arnold, magnate immobiliare e del turismo, dispone di guardie armate con cani addestrati all’attacco e ha installato recinzioni con filo spinato intorno alla villa. 

Familiari della vittima furiosi

Mentre una parte di mondo combatte contro l’atrocità dei femminicidi, la violenza di genere, la vicenda Pistorius resta sospesa in un’atmosfera rarefatta e strana. June, la madre di Reeva, ha commentato il rilascio dal carcere dicendo che è il suo il vero ergastolo. Quella di June è un’isola di dolore da cui è impossibile scappare.

«Con il rilascio di Oscar Pistorius con la condizionale, il mio unico desiderio è che mi sia permesso di vivere i miei ultimi anni in pace, concentrandomi sulla Fondazione Reeva Rebecca Steenkamp, per continuare l’eredità di mia figlia».

Pistorius dovrà seguire dei corsi per imparare a gestire la rabbia e programmi sulla violenza di genere. Sono le condizioni per la libertà vigilata concessagli prima della fine della pena, fissata a 13 anni e cinque mesi, che scadranno nel 2029. I giudici hanno definito l’omicidio «una tragedia di proporzioni shakesperiane».

Pistorius: dal successo ai record, fino all’omicidio di Reeva Steenkamp

Nato a Johannesburg il 22 novembre 1986, a soli 11 mesi gli vengono amputate le gambe a causa di una malformazione, l’emimelia fibulare. Fin da ragazzo pratica diversi sport dal rugby alla pallanuoto fino all’atletica leggera.  Nel 2004 a 17 anni, arriva il grande appuntamento ai Giochi paralimpici di Atene e vince l’oro nei 200m e il bronzo nei 100m. 

Ai Giochi di Pechino, nel 2008, si ripete e vince l’oro nei 100m, 200m, 400m, stabilendo un nuovo record paralimpico. Nel 2011 vince l’argento nella 4x100m ai Mondiali di atletica a Taegu, in Sud Corea, gareggiando con i normodotati. Nel 2012 diventa il primo atleta amputato a gareggiare ai Giochi olimpici, partecipando a quelli di Londra.  L’anno successivo, invece, è quello della tragedia. Secondo la legge sudafricana, però, chi si è macchiato di reati gravi può accedere alla libertà condizionale dopo aver scontato metà della pena. 

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