Pierre Auguste Renoire – una finestra sull’arte

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Una finestra sull’arte: “Pierre Auguste Renoir, poeta della bellezza femminile e della vita parigina”.

Care lettrici e cari lettori, l’arte e la cultura non si fermano! In questo periodo di forzato isolamento l’arte e la cultura hanno rappresentato una zattera di vita a cui aggrapparsi per non essere sommersi dall’angoscia, dalla paura, dallo sconforto. Sperando di fare cosa gradita, oggi ho deciso di presentarvi uno tra i massimi esponenti dell’impressionismo francese, Pierre Auguste Renoir (Limoges, 1841- Cagnes-sur-Mer, 1919), il pittore della gioia e dell’eleganza. Le sue opere sono un inno all’ottimismo, alla gioia di vivere e alla spensieratezza. La sua produzione pittorica raggiunse il numero di circa seimila dipinti e le sue opere rappresentarono lo specchio della vita bohemien di fine Ottocento. “Per me, un dipinto deve essere una cosa amabile, allegra e bella, sì, bella…” (Pierre-Auguste Renoir). Renoir fu tra gli animatori del gruppo degli “impressionisti”, artisti accomunati dall’impegno per una pittura dal vero basata sull’impressione individuale difronte al soggetto, un’impressione visiva che muta col variare delle condizioni di luce.

Renoir nacque a Limoges il 25 febbraio del 1841, quattro di cinque figli, e  quando egli aveva quattro anni la famiglia si traferì a Parigi. All’età di tredici anni, iniziò la carriera artistica come pittore decoratore in una manifattura di porcellane a Parigi, per poi intraprendere gli studi di pittura e dedicarsi interamente a all’arte intorno ai diciannove anni. Deluso dagli insegnamenti della Scuola di Belle d’Arti, Renoir nel 1862, all’età di ventuno anni,  entrò nello studio di pittura di Charles Cleyre dove fece la conoscenza con i pittori Claude Monet, Frédéric Bazille e Alfred Sisley, con i quali si recò a dipingere nella foresta di Fontainebleau cercando nella pittura  “en plein air” la gioia di provare emozioni e di restituirle in pittura attraverso la luce e il colore, una via più consona alla propria vocazione.

Cos’è l’Impressionismo? L’Impressionismo fu una corrente pittorica che si sviluppò in Francia nella seconda metà dell’Ottocento. Nacque ufficialmente il 15 aprile del 1874, quando un gruppo di pittori che si opponeva alla tradizione accademica organizzò la sua prima esposizione presso un vecchio studio parigino in boulevard des Capucines, messo a disposizione dal fotografo Nadar. Renoir vi partecipò con sei tele e un pastello e fu incaricato dell’allestimento. In questa esposizione Louis Leroy, critico d’arte del giornale Le Charivari, utilizzò il termine “impressionista” per definire in senso peggiorativo l’intero movimento ispirato dal quadro “Impression soleil levant” di Monet, in cui era raffigurato uno scorcio del porto di Le Havre in un preciso momento della giornata. Da far notare che i quadri dei pittori impressionisti,  prima della mostra allestita presso l’atelier del fotografo Nadar, non vennero mai accettati dal Salon di Parigi ma vennero comunque esposti nel “Salon des Refusés” (Salone dei rifiutati).

Monet, “Impression soleil levant”, 1872, olio su tela, cm48x63cm, Musée Marmottan Monet, Parigi.

Il precursore di questo movimento fu Edouard Manet che, pur realizzando i primi quadri all’aperto, non abbandonerà la pittura d’atelier.

Una delle sue opere più belle fu “Colazione sull’erba”, (Le Déjeuner sur l’herbe),1862-1863, olio su tela, cm208x264cm, museo d’Orsay di Parigi.

Quest’opera di Manet che non venne accettata al Salon del 1863 poiché contestata per la mancanza di prospettiva, per la pennellata appena abbozzata, per l’assenza di linee di contorno intorno alle figure e perché considerata maliziosa e volgare non tanto la nudità femminile ma piuttosto il fatto che i protagonisti del quadro fossero personaggi contemporanei, ovvero studenti e prostitute.

Del gruppo impressionista facevano parte Degas, Renoir, Cézanne, Pissarro, Sisley e Monet, quest’ultimo considerato uno dei fondatori dell’impressionismo francese.

Questo movimento realizzò una vera rivoluzione espressiva: l’immediatezza della percezione, le variazioni cromatiche, il movimento reso con rapidi tocchi di pittura, con macchie di colore che stemperavano contorni e forme, imprimendo l’attimo fugace che la natura regalava loro.

Obiettivo degli impressionisti era imprimere sulla tela gli effetti di luce che colpiscono l’occhio ancor prima che il cervello. Ciò che rimaneva impresso sulla tela era l’impressione. La fugacità dell’attimo era resa ben visibile dall’ utilizzo di colori puri stesi uno accanto all’altro direttamente sulla tela  pennellate rapide e piccole riportate con colore molto denso, spesso posto sul pennello dal tubetto stesso, direttamente sulla tela. I pittori impressionisti erano affascinati dalla luce e dal cambiamento che subiscono i soggetti al mutare della luce stessa durante il giorno e poiché la luce naturale cambia velocemente svilupparono uno stile pittorico caratterizzato da pennellate veloci e macchie di colore.

Dopo aver fornito alcune informazioni generali su “Cos’e’ l’Impressionismo”,  continuo con la presentazione della vita e delle principali opere di Pierre Auguste Renoir.

Renoir “ In estate (Ritratto di Lise Tréhot in veste di zingara)”, 1868, olio su tela, cm85x59cm, Berlino, Alte Nationalgalerie.

Quest’opera è nota anche come “ La zingara”, per analogia con un quadro esposto al Louvre e dipinto nel Seicento da Frans Hals, pittore che proprio Manet e i suoi amici avevano riscoperto

La tela raffigura la giovane Lise Tréhot, amante del pittore e modella favorita della prima maturità di Renoir. Più di venti ritratti videro la giovane Lise protagonista. In seguito, lei troncò i rapporti con Renoir, si sposò con un architetto e si dedicò esclusivamente alla nuova famiglia. Renoir ritrasse Lise in pose diverse. Nella “Donna di Algeri” ( Washington, National Gallery), la rappresentò nei panni di una donna di un Harem orientale dallo sguardo invitante e ambiguo.

“Alla Grenouillère”, 1869, cm 66x81cm, Stoccolma, Nationalmuseum.

Il dipinto è un’istantanea della vita quotidiana parigina che ha come protagonisti gruppi di persone intenti a trascorrere insieme ore felici.

La Grenouillère era uno stabilimento balneare sull’isolotto di Croissy, sulla Senna, frequentatissimo dalla borghesia parigina a metà dell’Ottocento.

Renoir e l’amico Claude Monet dipinsero entrambi più di una volta La Grenouillère.

Renoir, “Il sentiero nell’erba alta”,1874, olio su tela, cm60x74cm, museo d’Orsay di Parigi.

In questo quadro i fiori, i cespugli si illuminano di una forte luce estiva. Il pittore uscì dal chiuso dell’atelier per dipingere il paesaggio all’aperto e per aprirsi all’analisi della luce attraverso i colori.

Renoir, “Il palco”, 1874, olio su tela, cm80x64cm, Londra, Courtauld Institute Galleries.

Nel dipinto sono effigiati il fratello di Renoir, Edmond, e una modella di Montmartre, Nini, mentre sono su un palco dell’Opéra di Parigi.  Questo dipinto, realizzato in atelier,  fu uno dei suoi capolavori da cui emerge il duplice interesse per le scene di vita parigina e per lo studio della luce.

“La prima uscita”, 1876-7, olio su tela, cm65x70cm, Londra, National Gallery.

In questo magico dipinto Renoir catturò la sensazione di trepidante eccitazione di una giovane donna alla sua prima serata a teatro. Il pubblico intorno è rappresentato attraverso pennellate larghe e indistinte e l’indefinitezza dei lineamenti suggerisce i movimenti delle teste degli spettatori.

Renoir, “Bal au Moulin de la Galette”, 1876, olio su tela, cm131x175cm, museo d’Orsay di Parigi.

In questo capolavoro Renoir dipinge l’allegria e la spensieratezza di un ballo in un ritrovo popolare. I personaggi raffigurati in questa animata scena d’insieme in un caffè all’aperto non sono clienti abituali del Moulin, un locale di Montmartre, ma amici del pittore e modelle dei suoi quadri( la donna vestita di rosa che balla sula sinistra è Margot, modella della “Liseuse”). Il pittore utilizza una gamma cromatica vibrante. Una prima versione di questo dipinto è conservata a New York (Whitney collection).

Renoir, “La Liseuse”, 1875-1876, olio su tela, cm47x38cm, museo d’Orsay di Parigi.

In questo dipinto è raffigurata una delle modelle preferite di Renoir, Marguerite Legrand, nota come Margot, nell’atto di leggere, o meglio, nel fugace momento in cui la sua immagine ha colpito il pittore. La figura di Margot è immersa nella luce, che varia continuamente i colori del quadro e la sua pelle sembra riflettere la luce. In questo continuo gioco di luce e colori, i contorni sono completamente sfumati e vibrano anch’essi nel movimento di riflessi luminosi.

Renoir, “ L’altalena”, 1876, olio su tela, cm92x73cm, museo d’Orsay di Parigi.

È un quadro dipinto all’aperto nel giardino ombreggiato dello studio del pittore. Ambientato a Montmartre come il “Bal au Moulin de la Galette” ed eseguito quasi contemporaneamente, il quadro rappresenta una giovane (l’attrice Jeanne Samary)  che si diverte su un’altalena accompagnata da un uomo. Per dipingere le ombre Renoir si serviva del blu ed egli prediligeva due tipi di blu, il cobalto e l’oltremare. La luce che filtra tra le foglie crea la mirabile atmosfera del quadro. Il pittore usò il giallo e il rosa per le macchie di luce solare.

Renoir, “Madam Charpentier e i suoi figli”, 1878, olio su tela, cm153x190cm, New York, Metropolitan Museum.

Questo grande dipinto, insieme a “Le Moulin de la Galette”, segnò la definitiva affermazione del pittore francese. Nel 1881 Renoir visitò l’Algeria e poi proseguì per la Spagna e l’Italia.

Fu un periodo fondamentale per lo sviluppo della sua personalità e per la usa evoluzione artistica che lo porto a definire un nuovo stile, la cosiddetta “manière sèche”, consistente nel contornare le figure con tratti incisivi e sinuosi. Una testimonianza di questo nuovo stile è rappresentata dal dipinto

“Le grandi bagnanti”, (1884-87), Filadelfia, Museum of art.

Renoir, “La colazione dei canottieri”, 1880-1882, olio su tela, cm129,5×172,5cm, Phillips Collection, Washington.

Questa è una delle opere più rappresentative di Renoir. I personaggi ritratti presso il luogo d’incontro dei canottieri sulla terrazza del ristorante di Fournaise presso Chatou, sulle rive della Senna, sono amici del pittore e la sua futura consorte Aline Chargot che, seduta al tavolo, gioca con un cagnolino.

“Ballo in campagna (Danse à le campagne)”,1883, museo d’Orsay, Parigi.

In questo dipinto, così come in quello del “Ballo in città (Danse à la ville),1883, olio su tela, cm 180x90cm,  museo d’Orsay, Parigi”.

Poserà,  per la figura maschile, Paul Auguste Lothe, un caro amico di Renoir, mentre la figura femminile non sarà più la futura moglie del pittore, Aline Chargot, ma la bellissima pittrice francese Suzanne Valadon.

Renoir, “Bagnante seduta che si asciuga un piede”, 1883, olio su tela, cm65x55cm,  Parigi, Orangerie.

Renoir disse: “Non penso mai di aver terminato un nudo finché non ho quasi l’impressione di poterlo pizzicare”. I quadri di Renoir evocano un mondo di sogno,  spensierato e colmo di luci e colori, nel quale splendide donne si muovono leggiadre. Egli dipinse in uno stato d’animo di felicità e la bellezza femminile fu soprattutto il suo soggetto favorito. “Il mio obiettivo”, diceva Renoir “è di riuscire a dipingere un nudo come se si trattasse di uno splendido frutto”.

“Il pomeriggio dei bambini a Wargemont”, 1884, olio su tela, cm130x170cm, Berlino, Alte Nationalgalerie.

Renoir era diventato famoso per questa abilità di ritrarre persone in interni, in atteggiamenti spontanei e domestici. Quest’opera è considerata uno dei capolavori dell’ Impressionismo. Il dipinto raffigura le tre figlie di Bérad, amico del pittore presso il quale si era recato in villeggiatura nell’estate del 1884 a Wargemont , in Normandia.

Le tre ragazze sono riprese mentre trascorrono le ore pomeridiane nel salotto di casa, in un’atmosfera improntata a una serena intimità familiare. All’epoca di questo ritratto, il pittore era insoddisfatto dalla pittura “en plein air“ e della tecnica impressionista. Infatti, dopo un viaggio in Italia (1881-82) e la visione delle opere di Raffaello, si convinse a recuperare la solidità della forma e del contorno, riscoprendo il valore del disegno contro l’immediatezza impressionista.

Renoir, “Gli ombrelli”, 1881-86, olio su tela, cm180x115cm, National Gallery di Londra.

In questo dipinto il vero fulcro del quadro è costituito dalla  bambina che tiene il cerchio in mano. Renoir ebbe a dire: “ mi piacciono i dipinti che suscitano il desiderio di passarvi dentro sé rappresentano paesaggi, di accarezzarli se raffigurano donne”.

Nel 1892 Renoir, con pennellata pastosa e tocco veloce, realizzò il dipinto “Giovani ragazze al piano”, olio su tela, cm116x90cm,  museo d’Orsay di Parigi.

Egli amava la musica e dipinse questo soggetto in varie occasioni. È questa la sua maniera che la critica definirà “ingresque”, perché chiaramente influenzata dal pittore francese Jean-Auguste-Dominique Ingres, (considerato uno dei maggiori esponenti della pittura neoclassica), oltreché dalla pittura rinascimentale italiana approfondita durante un viaggio in Italia nel 1881. Nel 1900 il pittore fu insignito della legion d’onore. Negli anni della maturità fu colpito da una dolorosa e incurabile malattia reumatica che lo rese infermo. Nel 1912 i reumatismi lo costrinsero su una sedia a rotelle e si racconta che nel dipingere il quadro “Le bagnanti”, 1919, si fece legare il pennello al polso perché non gli cadesse dalla mano malferma.

Renoir, “Le bagnanti”, 1919, olio su tela, cm60x110cm, museo d’Orsay di Parigi.

Per Renoir la pittura fu espressione del sentimento gioioso della vita, senza mai vergognarsi di fare una pittura spensierata ed edonistica. Sempre lo contraddistinse, in ogni sua opera, l’immensa gioia di vivere e un’amorevole e spensierata narrazione degli aspetti più comuni della vita quotidiana rappresentati e riflessi secondo una leggerezza di tocco ed un cromatismo tra i più felici ed accesi della storia dell’arte.

Renoir trascorse gli ultimi anni dipingendo sino alla morte che lo colse a 78 anni presso la località di Cagnes.

di Mattia Fiore

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