Torna a grandissima richiesta, dopo il successo della stagione scorsa, Ferdinando, nella messa in scena a cura di Nadia Baldi. La storia racconta, in un perfetto equilibrio tra comico e tragico, della baronessa Donna Clotilde che, agli albori dell’Unità d’Italia, si ritira in un’antica villa vesuviana. Sceglie l’isolamento come segno di disprezzo per la nuova cultura piccolo borghese che si va affermando dopo l’unifità d’Italia. Le sue giornate in compagnia della cugina Gesualda, che svolge l’ambiguo ruolo di infermiera/carceriera e del parroco del paese, Don Catellino, trascorrono anonime e noiose, finché non arriva Ferdinando, un giovane nipote di Donna Clotilde, dalla bellezza “morbosa e strisciante”, che scatena un intrigo passionale che coinvolgerà tutti i personaggi in un gioco morboso di rimandi e ricatti che faranno emergere scomode verità fino all’inarrestabile degrado.

Nadia Baldi firma la regia di FERDINANDO, il testo forse più famoso di Annibale Ruccello, andato in scena per la prima volta il 28 febbraio 1986. L’opera ha vinto due premi IDI: uno nel 1985 come testo teatrale, il secondo nel 1986 come miglior messinscena.  Lo spettacolo sarà in scena a Roma al Piccolo Eliseo dal 18 ottobre al 5 novembre.

«Ferdinando contiene notevoli elementi espressivi per una realizzazione teatrale delle emozioni umane specchiandosi nella tagliente forza di una storia che attraverso il teatro ruoti intorno al disvelamento di una serie di segreti», ha dichiarato Nadia Baldi. «Ferdinando si concentra su quello che è forse il più insondabile mistero: la mente umana. Nasce così in me l’esigenza di indagare il possibile e impossibile mondo creativo che le donne sanno attuare quando i freni inibitori e culturali non hanno più il loro potere censurante. Tutti i personaggi in una prima fase si presenteranno nel loro quotidiano per poi disvelare geniali strategie e stupefacenti mondi interiori. Lo spettacolo si incentrerà su  un’indagine minuziosa, sul cogliere le sottigliezze dei gesti, degli sguardi, dei corpi in agguato. FERDINANDO mette in luce le connessioni esistenziali fra dramma e malinconia, comicità e solitudine, sottolineando tali contrasti attraverso un uso di una messinscena che mira a svelare gli opposti sentimentali disseminati in tutte le esistenze».

 

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