Piantedosi: “Usura in aumento e rischio infiltrazioni in fondi pubblici”

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”Prevenire e intercettare le infiltrazioni della criminalità organizzata sul tessuto economico e sociale della città, soprattutto adesso che l’emergenza Covid rischia di fare crollare le piccole e medie imprese e generare disoccupazione”. Questa la ‘mission’ di Matteo Piantedosi, dal 7 agosto nuovo prefetto di Roma.

In un’intervista al Messaggero Piantedosi fa riferimento al problema dell’usura nella capitale: ”Il numero delle denunce – dice – mostra una tendenza in aumento, c’è chi ha disperato bisogno di liquidità e chi ne ha tanta, provento di attività illecite, pronta per essere riciclata. Gli arresti di oggi da parte dei carabinieri ai danni del clan Moccia che si accaparrava ristoranti e attività commerciali una dietro l’altra fa riflettere. E questa inchiesta risale a tempi pre-Covid. Ma c’è dell’altro – aggiunge il prefetto -. Stanno per arrivare nella Capitale ingenti fondi pubblici europei e sappiamo per esperienza che le consorterie criminali faranno di tutto per impossessarsene. Vanno fermate, anche attraverso il sistema di incrocio dei dati societari illustrato recentemente dal comandante generale della Guardia di Finanza: ci sono strumenti tecnologici e database che debbono essere messi in rete e condivisi dalle polizie giudiziarie per intercettare movimenti sospetti. Questo è un primo passo”.

“Le regole Covid non bloccheranno il piano sgomberi dei palazzi occupati – assicura Piantedosi -. La proprietà privata è sacra. Siamo pronti a riprendere in mano il programma, ci sarà un’accelerazione, niente tempi lunghi, ma senza trasferire il problema altrove: vanno cercate soluzioni alternative per chi ne ha bisogno. In cima alla lista c’erano Caravaggio, Tempesta e Villa Fiorita: partiremo da qui”. Quanto a Casapound, ”non faremo distinzioni di colore politico. Chi è illegale, è illegale. Sarà restituita a tempo debito alla legittima proprietà come per tutti”.

Sull’omicidio dell’albanese Selavdi Shehaj, freddato da un sicario di domenica mattina sulla spiaggia di Torvaianica in mezzo ai bagnanti, così come l’omicidio, un anno fa di Fabrizio Piscitelli, alias Diabolik, capo ultras della Lazio, ucciso anche lui di spalle, in un parco pubblico, da un killer vestito da runner, il prefetto afferma che ”questi fatti testimoniano la crescente importanza di alcune consorterie straniere, specie dell’Est, che una volta avevano stretto patti o erano la manovalanza di una malavita locale consolidata e che ora si stanno autonomizzando. La droga è il mercato su cui sono puntati quasi tutti gli appetiti criminali. E Roma è crocevia. È riapparsa l’eroina, è tornato il buco in strada, anche se la cocaina è pur sempre quella con maggiore appeal”.

Degrado e delinquenza: ”Sul campo rom di Castel Romano ci sarà una significativa riduzione – afferma -. Lì abbiamo già messo l’Esercito. E presto invieremo militari anche negli altri campi rom. La prospettiva è di delocalizzare le pattuglie impegnate nell’operazione Strade Sicure dal Centro, più vuoto di turisti e lavoratori in questo periodo Covid, per portarle nelle periferie. Su Roma c’è una marginalità crescente, ci sono baraccopoli e situazioni che destano preoccupazione e paura nei cittadini. E io della paura dei cittadini devo farmene carico, non minimizzarla”.

Quanto all’impegno della Prefettura per fare rispettare le misure anti-Coronavirus, ”ci vuole innanzitutto la partecipazione dei cittadini a cui mi appello – dice Piantedosi – state attenti. Soprattutto lo dico ai più giovani. La capacità di risposta sanitaria è molto migliorata ma ci vuole cautela. Dal 10 marzo a Roma sono state controllate quasi 3 milioni di persone, 756mila gli esercizi commerciali. E se le mascherine diverranno obbligatorie anche all’aperto controlleremo. Per garantire la sicurezza potremo impiegare i volontari o la protezione civile, sugli autobus può pensarci anche Atac stessa.

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