Petizione contro la sanità Campania per i malati oncologici: raccolte oltre 85mila firme

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Manuela Dell’Unto è una delle pazienti oncologiche della provincia di Caserta, che negli ultimi mesi, oltre a superare giornate difficili si trova a combattere anche un’altra battaglia, i costi altissimi degli esami di controllo e quelli diagnostici. Il sistema sanitario regionale, anno dopo anno desta condizioni sempre più spaventose lasciando i pazienti senza assistenza.

In Campania, secondo alcuni dati registrati dall’Istat ci si ammala di più, e in tanti, sono costretti a rinunciare a curarsi. Un tempo, i budget delle spese sanitarie che dovevano durare per tutti i 12 mesi si esaurivano ad inizio ottobre, lasciando i pazienti privi di cure mediche per i tre mesi successivi. Oggi, pur con gli stessi insufficienti parametri di assegnazione, le risorse vengono distribuite non più alle cosiddette macroaree (branche specialistiche) ma alle singole strutture private accreditate, mese per mese. Ciò significa, che ognuna riceve una determinata quota e quando quest’ultima è esaurita, non si riesce più a garantire prestazioni in convenzione ai pazienti che già vivono nella paura della regressione della malattia. Così Manuela, il 5 aprile scorso scrive una petizione online si Change.org: “Malati e derubati in Campania” per dare voce a tutte le persone che si trovano nella sua stessa condizione, in seguito alla delibera numero 599 varata dal consiglio della Regione Campania, dello scorso dicembre, che ha cambiato il metodo di erogazione dei fondi destinata alla sanità. Un risvolto tragico nella vita quotidiana dei pazienti oncologici come Manuela, perché non tutti hanno la possibilità economica per prenotarsi esami di alta diagnostica radiologica (Tac, Risonanza, Pet, scintigrafia), con tranquillità. Hanno dei costi molti alti e nella maggior parte dei casi sono esami salvavita.

La testimonianza di Manuela

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«Io sono malata dal 2019, adesso sono in terapia di mantenimento, immunoterapia. Dal 2019 fino a marzo 2022, non ho mai avuto alcun problema economico, ho sempre solo avuto il problema di dover combattere un cancro. Un cancro che mi ha tolto la possibilità di avere figli. Avevo da combattere tanto, come ognuna di noi, ogni paziente ha uno zaino di 40 chili sulle spalle. Chiunque ha una diagnosi di una malattia ha uno zaino di quaranta chili. E questa delibera è una cosa vergognosa; inoltre, andando a fare terapia, mi reco in ospedale ogni ventuno giorni e il mio oncologo mi ha detto più volte che gli screening sono fermi. A noi pazienti oncologici che già stiamo combattendo la malattia, ci state invitando a “mollare”. Ci sono persone che non riescono a pagare le bollette a fine mese, come possono mettere insieme i soldi di una Tac per capire se la terapia sta facendo effetto? Sono riuscita, grazie a Antonio Ciontoli a raggiungere il presidente della giunta regionale Gennaro Oliviero, che mi ha ascoltato. Il paziente oncologico, non solo è cronico è sottoposto più degli altri ad esami, a controlli, ma la cosa più preoccupante che sono fermi gli screening, e ricordiamoci che siamo nella Terra dei Fuochi. Un mese si e un mese no ci sono i soldi, questa è questa delibera, prima invece era annuale. Avevamo i fondi che arrivano anche per fine novembre, solo durante il mese di dicembre non si aveva la possibilità di sottoporsi a controlli. Ma anche se non vi erano i fondi, il codice 048 o meglio il codice che identifica la mia patologia, andava sempre nel database. Anche quando nel mese di dicembre non c’erano fondi, potevo controllare lo stato del mio tumore. Ci stanno togliendo il diritto alle cure, questo è un reale attacco all’assistenza sanitaria. Un attacco all’art. 32 della Costituzione, è un attacco a noi. Ci stanno invitando a non curarci, io stessa ho minacciato di non voler farmi la Pet a settembre».

Perciò Manuela, un giorno alle 4 del mattino le viene l’idea di raccogliere quante più firme da portare in Regione, in quanto nessuna associazione le ha dato voce. Ad oggi sono stati oltre 85 mila i firmatari che proprio in questi giorni sono in continuo aumento. La speranza è quella che non solo venga ritirata tale delibera ma che ciò venga fatto nel minor tempo possibile, visto che in Campania sono migliaia i pazienti che hanno bisogno di cura e monitoraggi continui.

di Grazia Sposito

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