Perspicaci osservatori, giornalisti del domani: la bella gioventù del Convitto G. Bruno di Maddaloni

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Il giorno giovedì 12 maggio Magazine Informare ha incontrato gli studenti del Convitto Nazionale Giordano Bruno di Maddaloni per dibattere sui temi della libertà di stampa e delle trasformazioni transmediali del giornalismo.

Quella del Convitto, nella direzione del suo Rettore, il Prof. Rocco Gervasio, è una delle realtà scolastiche più vive e più prestigiose del territorio nazionale. La scuola è la più antica istituzione scolastica della Provincia di Caserta; fu istituita nel biennio 1807-1808 dagli allora regnanti Giuseppe Bonaparte e Gioacchino Murat e prese dimora fra le mura di un antico e splendido convento francescano. L’ordine francescano di Maddaloni, si racconta, fu fondato dallo stesso santo d’Assisi, giunto in città, di ritorno da un pellegrinaggio effettuato in Terra Santa, per rendere omaggio alla figura dell’Arcangelo San Michele, di cui San Francesco era un devoto.

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maggio calatinoDi anni più recente, invece, è la costruzione del convento che risale ad un progetto architettonico elaborato nel XVI secolo.
Il Convitto gode di una ricca e importante tradizione di studi. Numerosi intellettuali, studiosi e dirigenti si sono formati in queste aule nel corso delle generazioni. Fra i suoi più grandi allievi si ricorda lo scrittore e patriota italiano Luigi Settembrini, che frequentò il Real Collegio dal 1821 al 1827.

Nel 1861, poi, il governo del Regno d’Italia trasformò il Real Collegio in Convitto Nazionale che nel 1865 fu intitolato al filosofo nolano Giordano Bruno. Filosofo dell’infinito e della libertà.

Oggi il Convitto Nazionale è sede di quattro scuole: Scuola Primaria, Scuola Secondaria di I grado, Liceo Classico, Liceo Classico Europeo, e conta una popolazione scolastica complessiva di circa mille alunni.
Entrati qui, si resta colpiti dall’ enorme bellezza del Salone Storico, dalle dimensioni grandiose di 240 palmi per 40 (corrispondenti a mt. 64,50 di lunghezza per mt. 9,52 di larghezza) e alto mt. 10.58, con il soffitto coperto dalla tela settecentesca di 720 mq., una delle più grandi al mondo.

La tela è un capolavoro dell’arte figurativa. L’opera è di imperiosa bellezza e di acuta elaborazione tecnico-prospettica. Fu realizzata dai fratelli Funaro, il cui progetto ricoprente interamente il grande salone rettangolare, venne commissionato in parallelo ai lavori per la Reggia di Caserta. Questa magnifica tela del 1756 continua ad affascinare coi suoi giochi prospettici che allargano illusoriamente ed in verticale lo spazio della sala, tra i quali sono raffigurate le tre allegorie del Trionfo della Fede sull’Eresia.

Nella giornata di giovedì 12 maggio noi di Magazine Informare, su invito del Rettore Rocco Gervasio, siamo stati accolti nella prestigiosa Sala Settembrini del Convitto e abbiamo avuto l’onore e il piacere di partecipare al ricco mese di eventi, che prende il nome di “Maggio Calatino”.

Il Maggio Calatino è un ambizioso programma di valorizzazione culturale; un modo originale di porre in dialogo gli studenti con le realtà attivamente impegnate nello sviluppo del mondo sociale, artistico e culturale del territorio.
L’incontro dei ragazzi con la realtà giornalistica della nostra redazione è stato un momento vissuto con forte partecipazione; nonostante la loro giovane età questi ragazzi sono particolarmente sensibili ai temi di attualità e di interesse del dibattito pubblico, e sono altresì curiosi del modo odierno di fare giornalismo.

Essi stessi cercano di raccontare, sulle pagine di un magazine da loro fondato e curato, “Scrocco”, la complessa rappresentazione della realtà e le dinamiche degli eventi nati in seno alla scuola: un laboratorio di scrittura, di impegno sociale e crescita morale sapientemente guidato dai loro docenti che li incoraggiano e li supportano in questa iniziativa redazionale. Con loro, noi di Magazine Informare abbiamo discusso dei temi di libertà di stampa e di trasformazioni transmediali che il giornalismo oggi sta attraversando: dalle nuove tecniche di scrittura alla presenza ontologica del giornalismo sul web, dalla libertà di stampa alla censura occulta, dalla visual art alla cancel colture, ogni argomento trattato ha trovato l’ascolto sincero da parte dei giovani che, supportato da una serie lunga di domande da loro poste, ha creato le condizioni favorevoli ed essenziali per instaurare un dialogo più duraturo. Il loro entusiasmo è stato coinvolgente e ci ha ricordato il perché facciamo del giornalismo la nostra quotidianità. Fiduciosi che le loro fresche energie siano uno stimolo per tutti noi, non vediamo l’ora di poter riportare le loro firme sotto gli occhi di voi cari lettori.

TRATTO DA MAGAZINE INFORMARE

N°230 – GIUGNO 2022

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