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Perché l’ignoranza spopola sui social?

Updated 2023/04/06 at 4:23 PM
7 Minuti per la lettura

Negli ultimi anni vi è stato un progressivo aumento di fenomeni social, ovvero di soggetti che hanno trasformato l’esaltazione del trash in un mestiere. Ciò è accaduto per molteplici fattori che vale la pena analizzare per comprendere una realtà che ormai fa parte del nostro quotidiano. 

Si premette che il redattore di questo articolo non vuole ergersi e fare una critica del fenomeno ma analizzarlo nella sua interezza ed offrire meri spunti di riflessione. 

Quando è partito tale fenomeno sui social?

Ormai sono anni che persone comuni diventano delle star dei social, partiti dal niente parlando del reddito di cittadinanza, di faide tra famiglie, di gravidanze assai premature ed esibendosi in numeri, talvolta estremi, di eccentricità e ornati da pacchianerie, magari gettandosi a terra e gridando delle cose incomprensibili che poi sono diventate per loro un marchio tanto da essere riconosciuti e fermati in strada per una foto, un urlo tipico o per un un semplice attestato di stima (?). Volendo fare un excursus storico del fenomeno, è facile pensare che tale picco di video scanzonati sui social in cui soggetti comuni si sono poi trovati ad essere virali sia da ricondurre al periodo della pandemia. Nel corso del lockdown, costretti in casa, abbiamo passato numerose ore sui social a scrutare nelle vite degli altri per riempire un pochino le nostre giornate vuote, e taluno per puro divertimento, anche senza velleità di diventare popolare, si è esibito in lamentele folkloristiche contro il governo, la pandemia, green pass e vaccini. In molti non hanno guardato più la TV a causa dell’enorme mole di trasmissioni che ventiquattr’ore su ventiquattro e sette giorni su sette si occupavano di un solo argomento: il Covid. I litigi incomprensibili tra gli scienziati non divertivano e le persone si sono rifugiate nei social (TikTok soprattutto) per alleggerire quelle tediose giornate. Da quel momento storico a colpi di like cominciano a nascere i primi fenomeni virali, i vip del web.

Ma perché sono così famosi e seguiti?

Per dare una risposta a tale interrogativo in maniera semplicistica sono andato ad analizzare i commenti che compaiono sotto i post di alcuni re dei social. Cosa si scopre? Una cosa che forse già si sapeva, ovvero che nel tessuto social del nostro paese, ma non solo, vi è un’enorme spaccatura ed è proprio da questi contrasti che traggono popolarità questi personaggi. Nello specifico c’è una parte di chi segue che viene dallo stesso retaggio culturale e che si identifica nella popolarità del soggetto che dal nulla come loro è divenuto famoso, e il fatto che sia così seguito e apprezzato in qualche modo è come se riabilitasse il loro modo di essere ed agire agli occhi della società. “Anche noi gli ultimi, quelli che nessuno considera e che vivono ai margini della periferia possiamo diventare famosi” e per tali utenti della rete personaggi come Rita De Crescenzo diventano icone di una rivoluzione che viene dal basso. Si oppongono a questi i commenti critici, offensivi di coloro che cercano di mettere in evidenza la pochezza culturale dei nuovi famosi. Ed è qui entra in gioco il contrasto, gli idoli degli ultimi sono al contempo la valvola di sfogo per chi vuole ad ogni costo palesare la propria superiorità sociale e culturale. Quindi all’improvviso ci si ritrova in una bagarre in cui si fanno paragoni (assurdi) tra Rita De Crescenzo e Rita Levi Montalcini e tutto questo contrasto tra sostenitori ed odiatori non può che giovare alla popolarità del tiktoker di turno

Il meccanismo che sta alla base del successo

Il meccanismo alla base della popolarità lo possiamo riassumere con una massima che Oscar Wilde fece pronunciare al suo Dorian Gray:Non importa che se ne parli bene o male, l’importante è che se ne parli.” Quindi la popolarità di questi soggetti, più che dalla mera ostentazione del loro modo di essere ed agire (molto spesso frutto di caricature), è data dal contrasto che riescono a creare, da quanto sia profondo il solco e la crepa che riescono a creare tra le classi sociali. Ci si chiede spesso perché influencer o tiktoker che fanno informazione culturale o scientifica non abbiano la medesima popolarità. La risposta è piuttosto semplice: non creano contrasti e hanno seguaci per nulla eterogenei, pescano in quella parte di società che è interessata a tale tipo di contenuti e basta. Ad esempio nessun fan di Rita De Crescenzo si sognerebbe di andare a scrivere commenti critici sotto un post di GeoPop sui moti di rotazione della terra, il contrario appare assai più probabile. È la lotta costante tra “l’io so di non sapere” e “l’io so”, che appare talvolta senza esclusione di colpi, e quindi l’ignoranza non è Rita De Crescenzo che si dimostra ottima imprenditrice che sa sfruttare il fenomeno ma risiede nel voler imporre schemi di pensiero, voler pontificare, direzionare il pensiero verso ciò che ognuno di noi ritiene giusto. 

La risposta

Chi porta sui social contenuti leggeri si nutre del contrasto, non nel mero consenso dei suoi simili o sostenitori. Se quella pelliccia vistosa, quegli orecchini a ruota di carro o un verbo pronunciato male non generassero immotivate ventate d’odio, la popolarità di tali personaggi sarebbe la medesima? Molto probabilmente no. Allora possiamo dare una risposta seppur non definitiva alla domanda presente nel titolo di questo articolo, ovvero che la vera ignoranza forse sta proprio nel combattere ancora tra classi sociali, tra chi ostenta la propria la mediocrità e chi la superbia.

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