Perché il Ramadan è così importante per l’Islam?

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In questo ultimo periodo probabilmente avrai sentito parlare del Ramadan, un momento molto importante per la religione islamica.

Si tratta di un mese di digiuno che i fedeli compiono in commemorazione della prima rivelazione del Corano da parte del profeta Maometto. Se ti sembra così tanto assurdo che una persona si dedichi completamente a questa pratica, in questo articolo proverò a farti cambiare idea sul Ramadan.

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Il digiuno è uno dei Cinque Pilastri dell’Islam, insieme alla testimonianza della propria fede, la preghiera, l’elemosina e il pellegrinaggio. È un precetto religioso fondamentale che tuttavia può essere non attuato da anziani, persone con malattie serie, in gravidanza oppure durante le mestruazioni. A discapito di ciò che molti sembrano aver capito, i musulmani non digiunano l’intero mese bensì dall’alba al tramonto di ogni giornata. Per “digiuno” si intende l’astinenza da qualsiasi forma di cibo e di bevanda, nonché dalla pratica di attività sessuali. Infatti, lo scopo di questo mese è quello di allontanarsi da ogni peccato, compresi quelli di parola (insulti e bestemmie) o di azione. Al contrario, i fedeli sono invitati a pregare e compiere beneficenza. Solo al termine del mese del Ramadan, riceveranno le ricompense spirituali per le loro azioni.

I pasti compiuti prima dell’alba e dopo il tramonto si chiamano rispettivamente suhur e iftar. A questo proposito ci sono mille pratiche culturali differenti per questi due pasti, ma ciò che le unisce è la tradizione dello stesso profeta che usava rompere il digiuno mangiando un dattero. L’inizio e la fine del mese sono determinati dal calendario lunare islamico, ciò comporta che ogni anno il digiuno cadi in un periodo diverso. Alla fine del Ramadan c’è la Festa della Rottura, chiamata Id al-Fitr, durante la quale si celebra il successo del digiuno e il successivo ritorno alla normalità.

Ragionando sul suo significato e sulle sue pratiche, possiamo renderci conto che il Ramadan dell’Islam non è poi così tanto diverso dalla Quaresima della religione Cristiana. Infatti, la penitenza cresimale comprende il digiuno ecclesiastico, l’astinenza dalla carne, la preghiera e la carità. La non conoscenza ci porta a credere che stiamo parlando di due mondi completamente differenti, ma in realtà sono molto più che affini.

di Iolanda Caserta

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