Per non dimenticare, la redazione di Informare intitolata a Silvia Ruotolo

Intitolazione della Redazione di Informare a Silvia Ruotolo - Photo credit Gabriele Arenare

Lo scorso 4 novembre 2016, la redazione di Informare è stata intitolata a Silvia Ruotolo, giovane donna uccisa per errore dalla camorra l’11 Giugno 1997, mentre tornava a casa con il figlio Francesco, di 5 anni, mentre Alessandra, la figlia di 10 anni, guardava la scena dal balcone.

Una cerimonia emozionante, per tutta la redazione e per i figli di Silvia: Alessandra Clemente, ora Assessore alle Politiche Giovanili del Comune di Napoli, e suo fratello Francesco, che oggi collabora con Libera. Presenti rappresentanti delle Istituzioni e delle forze dell’ordine, e soprattutto il giornalista Sandro Ruotolo, cugino di Silvia.

Il primo a prendere la parola è Tommaso Morlando, presidente dell’Associazione “Centro Studi Officina Volturno” ed editore di Informare: «Ai recenti atti di vandalismo avvenuti ai danni della “Fondazione Silvia Ruotolo”, noi rispondiamo con questa targa commemorativa: bisogna resistere e non ci piegheremo». 

 

 

Antonino Calopresti, maresciallo dei Carabinieri in pensione, nonché collaboratore di Informare, scopre la targa. Dinanzi è posta la scultura moderna del maestro Nicola Badia, che si fa portatrice dei valori di libertà e legalità, i quali riescono comunque ad emergere in un mondo spesso dominato dalla violenza.

Si pronuncia poi, Alessandra Clemente descrivendo la mamma in modo molto toccante: «Mamma era una donna piena di vita e di sorriso. Ha fatto tornare ad amare nostro padre, devastato dalla perdita della prima moglie: il mio secondo nome è Giuliana, proprio in memoria di questa donna. Ciò fa capire che tipo di cuore avesse. Mio fratello somiglia molto a mamma ed è lui che oggi, con grande forza, prende per mano me e papà perché mamma ci manca tanto. Al contempo – continua Alessandra provata dall’emozione e senza mai lasciare la mano al fratello Francesco – abbiamo deciso che quello che aveva sconvolto le nostre vite non doveva cambiarci, dovevamo continuare ad amare, ad essere belli, felici e sorridenti come lo era nostra madre. Gli episodi di vandalismo che abbiamo subìto, ci fanno capire quanto la memoria di mamma dia fastidio e che tener viva questa memoria non rappresenta solo un atto di perbenismo, ma è uno strumento attraverso il quale ottenere un cambiamento. Non bisogna mai vergognarsi dei propri dolori e debolezze, ma è importante saper essere una comunità che, nonostante le cicatrici, le ferite e le lacrime, sappia alzare la testa, e andare sempre avanti – e conclude – penso che il nome di mamma stia veramente bene in questa redazione: dare un nome a qualcosa è importante, è la prima cosa che i nostri genitori fanno quando nasciamo, e noi siamo orgogliosi e felici di questa intitolazione».

Infine è Sandro Ruotolo a concludere la mattinata, invitando alla riflessione su importanti messaggi: «Di quel tragico 11 giugno ricordo bene, oltre al dolore e alla rabbia, che ci fu in me un forte sentimento di orgoglio per la risposta della mia famiglia: il grande rispetto per le istituzioni, che è un elemento fondamentale della “battaglia per la legalità – e aggiunge – Oggi quest’evento ha un valore enorme, essendo una redazione giornalistica a dedicare a Silvia la propria sede. C’è bisogno di un’informazione libera e con la schiena dritta che racconti i territori. La battaglia per l’art 21 (dedicato alla libertà di stampa ndr) si lega con la battaglia per i diritti civili. L’informazione rappresenta la democrazia, è il cane da guardia del potere e Silvia è proprio l’emblema della società civile che va tutelata. Ricordiamoci sempre che questa battaglia non è persa, ma non è ancora vinta».

di Fulvio Mele
Foto di Gabriele Arenare

About fulvio mele

Fulvio Mele: Ventunenne Giornalista Pubblicista da Marzo 2016 e Vicedirettore di Informare da Giugno dello stesso anno. Diplomatosi al Liceo Scientifico R. Caccioppoli di Napoli. Laureando in Sociologia (scienze sociali) presso la Facoltà della Federico II. Entra nell'associazione "Officina Volturno" nell'agosto 2013. Esordisce come giornalista nel mensile di ottobre 2013, scrivendo una rubrica sui libri, "Leggi che ti passa". "Credo che per essere giornalista bisogna essere curioso e andare oltre le cose; credo che la notizia non si crea ma la si racconta entrandoci dentro, aprendola dall'interno; credo che un vero giornalista scrive di emozioni e di storie, soprattutto dà voce a chi voce non ne ha ; credo che essere giornalista sia uno stile di vita"