Pubblicità

Di Giuseppe Sica, in arte PeppOh, ho dei ricordi che custodirò con soddisfazione. Oltre ad essere un rapper molto riconosciuto nell’ambiente hip-hop campano, a PeppOh piace spaziare tra vari generi. Ecco la sua originalità, l’arma che lo fa distinguere in questo ambiente: il suo essere aperto ad influenze e contaminazioni, la sua versatilità e la genuina curiosità verso la musica.

Proprio per queste caratteristiche, lo invitai come Special Guest insieme a Luca O’Zulù Persico per la prima edizione del “Corde Nuove – Festival Musica Emergente” a Casapulla nel 2019. Il risultato, come pronosticato, fu convincente. Oggi, grazie a Informare Online, si è presentata la possibilità di dialogare con lui sul suo nuovo lavoro musicale. L’ultimo progetto discografico di PeppOh, il terzo, si chiama MOOD Street. Di recente, l’artista di Secondigliano, ha pubblicato il suo brano “Chi Resta“.

Pubblicità

L’intervista a PeppOh: «Nel nuovo brano racconto gli stati d’animo della solitudine e della notte»

Un brano dalle sonorità elettroniche per chi ha passato troppe notti insonni, in un continuo dualismo di chi cerca un motivo per vivere e di chi sta vivendo ma non se ne rende conto. Un inno alla solitudine di chi vuole che nessuno resti solo, tra bianco e nero, tra chi dorme e chi resta. Il videoclip, che qui sotto vi alleghiamo, è un’idea di Gianluca “Dj Cioppi” Albrizio con A VISION BY TRVP alla regia.

Chi sono quelli che restano e quelli che dormono al giorno d’oggi? La mia impressione è quella che, almeno nel tuo brano, chi resta e chi dorme sono legati in qualche modo da un destino comune…

«C’è un legame fortissimo tra chi dorme e chi resta, un filo conduttore che è la notte. Io intendo la notte come uno stato d’animo. Il brano, appunto, attraversa lo stato d’animo della solitudine, della notte e delle lotte che si fanno quotidianamente. Penso allo ying e lo yang, alle tentazioni e anche al male che ci si provoca per non riversarlo sugli altri. Metaforicamente, chi dorme e chi resta, potrebbero essere anche chi è in vita e chi non c’è più. Questa può essere una probabile chiave di lettura…»

Qual è il tuo rapporto con la notte, con le notti insonni?

«Odi et Amo. Un rapporto catulliano. A me e a DJ Cioppi, autore e compositore insieme a SND_C del brano “Chi Resta“, la notte ha favorito il processo di scrittura. Personalmente, mi permette di pensare e di creare, di formulare idee che poi diventano frasi, o melodie, quindi canzoni. È proprio quell’inquietudine, quella consapevolezza di chiudere la giornata e di fare i conti con se stesso che poi ti permette tutto questo. Se da un lato esiste un fattore negativo, ovvero l’essere soli e lo stare a rimuginare, dall’altro lato c’è il fattore creativo che ti dona speranza nell’affrontare il giorno dopo».

E con la solitudine?

«Spesso adoro la solitudine. Ma per quelli come me, animali sociali che hanno bisogno di un confronto, di una parolina o di un abbraccio, spesso la solitudine può essere deleteria. Faccio sempre l’esempio dell’artista sempre brillante e sorridente che, nei momenti di solitudine, è il più solo di tutti. La solitudine a volte è uno sprono a voler fare qualcosa in più, ma certe volte può essere una mazzata».

Lavorare con DJ Cioppi, è come lavorare in famiglia. Continueremo a fare musica insieme

Dj Cioppi insieme a SND_C hanno realizzato una traccia davvero ricercata. Un brano dalle sonorità house che molto bene si adagiano sul tuo cantato. Quanto è importante trovare nuovi spunti nella musica per proporre un rap più articolato?

«Sebbene tutto il mio profilo artistico sulla scrittura e sul canto, per me la produzione musicale è fondamentale. Spesso cerco di seguire tutto il processo creativo della produzione. Credo sia importante che tutto deve avere una sua logica, una sua dimensione. Il pezzo “Chi Resta”, aveva tutto un’altro arrangiamento, un groove diverso. Quando poi Cioppi l’ha girata a Claudio SND_C, quest’ultimo ha apportato una nuova dimensione al brano rendendolo house. Ambivalenza tra un pezzo pop, ma super serio. Questi sono gli spunti che possono produrre una canzone che segua un filo logico, che in sè abbia un senso. La canzone può apparire come “leggera”, ma il testo e soprattutto il videoclip sono davvero forti».

Quali soddisfazioni ti sta dando l’album MOOD Street?

«Peccato per il periodo storico che stiamo vivendo! La situazione epidemiologica non ha permesso un tour con una band o in diverse modalità. Sono soddisfatto a metà: non avendo una etichetta, facendo tutto da solo, è stato comunque bello finire questo progetto. Ovvio che noi vorremmo sempre di meglio, perchè per noi gli album sono dei figli… Chissà, magari un giorno potremo dare una nuova identità a buona parte della mia discografia e soprattutto a MOOD Street per presentarlo al pubblico in una dimensione live. I live e il nostro pubblico ci sono molto mancati».

MOOD Street non è quindi un disco rap, ma anzi spazia e varia tra generi diversi e collaborazioni con personalità altrettanto diverse (penso a Livio Cori e Zulù). Il lavoro, si sente, è stato ben pensato per restituire al pubblico un sound particolare. Com’è lavorare alla musica con Dj Cioppi?

«Il titolo suggerisce proprio questo. Era un periodo in cui io e DJ Cioppi volevamo raccontare diverse situazioni e contesti, il bello e il brutto. Lo definirei un album con personalità e con diverse personalità. Lavorare con Cioppi è come lavorare in famiglia. Infatti, suoniamo insieme da anni. Prima della pandemia avevamo preso un buon ritmo di produzione. Dopo le varie quarantene, sono cambiati quei ritmi e stiamo prendendo delle strade diverse ma senza staccarci completamente. Lui è infermiere, io sto facendo dei laboratori di scrittura con dei ragazzi di Secondigliano. La nostra musica però deve andare avanti. Noi intendiamo la musica come una missione. Sul palco con DJ Cioppi era sempre una festa, volevamo coinvolgere il pubblico, le scalette cambiavano in virtù delle situazioni che ci capitavano. Pensavamo a fare musica così come ci piace, come secondo noi ci riusciva meglio. E comunque, come detto, non molliamo. Siamo sempre qui».

Pubblicità