Patrizia Stasi: «Castel Volturno, il futuro è già arrivato»

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La presidentessa della FBNAI dà la carica ai giovani di Officina Volturno

Siamo felici di annunciare ai nostri lettori e soprattutto ai cittadini di Castel Volturno che il progetto presentato da Officina Volturno, che si pone come obiettivo lo svolgimento di attività formative e percorsi volti a ridurre la povertà educativa e la marginalità sociale nel territorio di Castel Volturno, è stato approvato dalla Fondazione Banco Napoli per l’Assistenza all’Infanzia (FBNAI).

Informare e Officina avvieranno corsi di legalità, rispetto del territorio e delle ricchezze che lo circondano proprio nelle scuole superiori di Castel Volturno e comuni limitrofi, dove gli studenti saranno protagonisti di nuove attività formative in grado di arricchirne la cultura attraverso una forma comunicativa giovane, basata sulla promozione culturale e sui valori di legalità e trasparenza.

La FBNAI decide coraggiosamente di puntare su Castel Volturno per far fronte alla povertà educativa, sintomatica per uno dei comuni più complessi della regione. In questo comune abbiamo visto spesso soggetti, privati e non, depredare quanto di bello c’era, oppure risaltare unicamente i tanti lati oscuri di questa cittadina. La strada intrapresa dalla FBNAI e da Officina è una strada differente, perché i protagonisti sono i giovani che vivono sulla loro pelle questa terra e le sue problematiche; un grande impegno per i 50 ragazzi di Officina Volturno e Informare. Per approfondire questo ambizioso progetto abbiamo intervistato la presidente della Fondazione, la d.ssa Patrizia Stasi.

Cos’è la povertà educativa e a cosa mira questo progetto?

«La povertà educativa è soprattutto l’assenza di strumenti per adolescenti e adulti per leggere il contesto che li circonda e per trasformarlo. Gli strumenti sono indispensabili per chiunque voglia trattare un qualsiasi argomento: conoscenza ed informazione sono essenziali. Quando parliamo di Castel Volturno con tutte le problematiche collegate, sia di povertà strutturale sia di povertà educativa, crediamo sia importante far nascere un progetto di cittadinanza attiva. Con cittadinanza attiva si intende, appunto, dare alle persone gli strumenti per elaborare i contesti e diventare protagonisti della propria comunità. È così che si sconfigge la povertà educativa».

Per la Fondazione cosa rappresenta Castel Volturno?

«È una sfida. Su Napoli intervengono già fondazioni, ma Castel Volturno è messa ai margini senza possibilità di intervento. Quando la commissione ha letto il progetto di cittadinanza attiva presentato ha accolto la sfida più importante: quella della legalità, dell’integrazione, dello scambio tra i ragazzi del posto e i ragazzi immigrati, di rendere la comunità accogliente. Castel Volturno è l’inizio di una sfida per ridare dignità all’immigrazione e quindi ai ragazzi che non hanno strumenti di crescita, per riuscire a creare nuovi modelli di convivenza e per creare una comunità educante».

La cittadinanza giovanile di Castel Volturno si divide tra chi è attivo e chi è completamente disinteressato alle vicende della città. Il progetto deve muoversi per entrambe le figure?

«Deve interessare queste due tipologie di persone, ma anche quelli nella zona grigia: ci sono ragazzi che a volte sono attivi e a volte meno, a volte si sentono protagonisti e a volte arretrano. A Castel Volturno ci sono tante belle realtà e Informare è una di queste. Dobbiamo riuscire a dare a questi ragazzi che hanno perso la speranza di un cambiamento, una rete in cui possono essere protagonisti della loro città. Cittadinanza attiva, per esempio, può essere anche ripristinare un parco giochi sostenibile ed affidarlo a giovani del posto. Con la prossima programmazione speriamo di riuscire ad allargare l’orizzonte di questo progetto come fatto ad Eboli, e quindi tentare di attivare coloro che già hanno una coscienza critica per essere un motore per chi è quiescente».

La conforta la conferma dell’Assessora regionale Lucia Fortini alle Politiche sociali?

«La conferma dell’assessore Fortini ci dà la sicurezza che l’attenzione per le problematiche sociali ed il supporto che ha dato alla fondazione continuerà ad esserci. Siamo contenti per la sensibilità che ha dimostrato sulla tematica della povertà educativa. Penso che lei abbia una buona visione delle cose che possono essere messe in moto e che quindi la sua battaglia sulla povertà educativa sarà incisiva come gli anni scorsi».

Un messaggio per i ragazzi di Officina Volturno e di Informare?

«La vostra forza è la bellezza, la bellezza del pensiero e di come lo esponete, la bellezza del vostro sguardo verso l’esterno. Sono sicura che sarà un ottimo progetto e che la commissione che l’ha selezionato sia stata attenta e lungimirante: in un territorio nuovo dove alcune forze giovani stanno dimostrando di saper fare, le cose vanno potenziate. Il futuro è già arrivato per Castel Volturno».

di Antonio Casaccio 

TRATTO DA MAGAZINE INFORMARE N°210
OTTOBRE 2020

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