UE Deforestazione

Passo avanti dell’UE: stop all’import di prodotti da deforestazione

Ludovica Palumbo 14/12/2022
Updated 2022/12/13 at 9:34 PM
3 Minuti per la lettura

Incredibile ma vero, l’Unione Europea ha deciso di fare un grande passo avanti per frenare il fenomeno della deforestazione. Esso rappresenta infatti uno dei principali problemi legati al clima, causa della riduzione delle aree verdi naturali della Terra per l’eccessivo sfruttamento delle stesse.

Il WWF, da sempre impegnato in questa battaglia, afferma: «Il problema della deforestazione colpisce molte aree del Pianeta. In particolare quelle aree che forniscono legname pregiato e purtroppo sono anche più ricche di biodiversità come le foreste pluviali e tropicali. Negli ultimi 30 anni la superficie forestale a livello mondiale si è ridotta di oltre 420 milioni di ettari, con un ritmo, che dal 2010, è di circa 4,7 milioni di ettari all’anno».

Qual è la situazione attuale?

L’Unione Europea risulta essere uno dei maggiori importatori di deforestazione tropicale al mondo. Tutto ciò a causa del consumo di prodotti frutto di questo fenomeno che non solo aggravano la stesso, ma comportano anche grossissime emissioni di CO2. Solo tra il 2005-2017, i prodotti importati Dall’UE con la maggiore deforestazione tropicale sono stati: soia, olio di palma, carne bovina ed ancora legno, cacao e caffè.

Ed il ritmo con cui stiamo letteralmente distruggendo le foreste del pianeta dovrebbe creare non poche preoccupazioni per vari motivi, tra tutti: la presenza di biodiversità in queste zone che andrebbe invece tutelata e preservata.

L’iniziativa dell’UE

E finalmente l’Europa sembra aver aperto gli occhi sulla situazione e finalmente ha fatto un passo avanti.

Il Parlamento europeo e gli stati membri dell’Unione europea hanno raggiunto un accordo per vietare l’importazione nell’Ue di diversi prodotti (tra cui quelli già citati) che contribuiscono alla deforestazione. 

L’iniziativa sembra renda obbligatorio per le aziende verificare che i beni venduti nell’UE non siano stati prodotti su terreni disboscati o degradati. In che modo? Attraverso la verifica e l’emissione di una dichiarazione di “due diligence” sull’origine delle loro merci. Tutto questo per garantire che quei determinati prodotti (tra cui quelli già precedentemente citati) non abbiano contribuito alla deforestazione o al degrado forestale.

Inoltre, le aziende dovranno anche verificare il rispetto dei diritti umani (pensiamo ai diritti delle popolazioni indigene dei luoghi).

In questo modo si ridurrà il contributo dell’UE ai problemi legati al cambiamento climatico ed alla perdita di biodiversità.

All’iniziativa verrà unito un forte sistema di controllo e monitoraggio ed in caso di inosservanza dei suddetti obblighi, si andrà incontro ad aspre sanzioni.

Che sia finalmente un primo passo verso il recupero del nostro Pianeta?

Condividi questo Articolo
Lascia un Commento

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *