Passengers

Passengers, un grande film…o quasi

Lorenzo La Bella 24/04/2020
Updated 2021/08/31 at 12:57 PM
4 Minuti per la lettura

Passengers è un film uscito nel 2016 con molta fanfara e poco successo, parte dell’improvvisa esplosione di Chris Pratt frutto della tripletta Guardiani della Galassia, The LEGO Movie e Jurassic World. 

La trama

In esso, Jennifer Lawrence e Pratt interpretano due civili bloccati in un’astronave diretta verso un pianeta da colonizzare. I due dovevano rimanere in ibernazione per la durata secolare del viaggio, ma dopo soli trent’anni, Pratt si risveglia per un guasto. Scopre che non ha modo di tornare in ibernazione, e non può usare un’altra capsula di stasi perché tutte le altre sono occupate. Siccome mancano altri novant’anni alla fine del viaggio, Pratt è spacciato. Pian piano la solitudine e la depressione, lo portano a contemplare il suicidio. Ma qualcosa lo ferma: una capsula con dentro Jennifer Lawrence. Nella più crudele delle scelte, Pratt decide di svegliarla e condannarla a morte certa come lui per avere un po’ di compagnia. 

Lawrence, come Pratt, è disperata per essere stata svegliata troppo presto. Pratt cerca di confortarla, nascondendole di averla svegliata lui, e piano piano inizia a manipolarla per farla innamorare di lui, con sconcertante successo. Ma proprio quando stanno per sposarsi, Lawrence scopre tutto. Rivoltata, cerca di fuggire da Pratt. Ma numerosi guasti all’astronave li costringono a lavorare insieme, e Pratt si sacrifica per salvare Lawrence e il resto dell’equipaggio, redimendosi agli occhi della donna. 

L’analisi

Se questa trama vi mette a disagio, vuol dire che non siete dei maniaci. È questo a mio parere il problema del film: rende Chris Pratt il protagonista, il personaggio attraverso cui viviamo il film e con cui dobbiamo identificare, pur essendo qualcuno che inganna e manipola emotivamente Jennifer Lawrence per farsi amare, incurante del fatto che la stia condannando a morire prima del tempo. E certo, lo fa per ragioni che spingerebbero quasi chiunque ad atti ignobili, ma rimane il fatto che così com’è il film ci chiede di accettare qualcosa di mostruoso, e la catarsi della morte redentoria di Pratt si perde del tutto.  

Viceversa, rendendo Lawrence la protagonista, Pratt avrebbe potuto rimanere una figura ambigua i cui motivi vengono scoperti solo più tardi, permettendoci anche magari di empatizzare di più con questo ‘villain accidentale’, e di avere più catarsi quando si redime e muore. Sarebbe bastato montare il film in una maniera diversa. In questo modo il film può diventare davvero l’horror che è visibile nella tensione sotto la superficie, con personaggi complicati e scelte difficili. Perché, in effetti, pensateci. Siete in un pezzo di metallo perso nel vuoto cosmico, senza possibilità di uscire, fuggire, cambiare direzione, e siete soli, terribilmente soli. Lo spazio è qualcosa di incredibile, sì, e come ogni astronauta può testimoniare, recarvisi è un’esperienza che mette a nudo quanto siano insignificanti gli odii, i rancori di noi piccoli umani di fronte a qualcosa di così vasto come l’Universo. Ma gli astronauti sono persone addestrate a rischiare la vita nel peggiore degli ambienti per il bene dell’umanità. Pratt e Lawrence sono comuni civili, come noi. E nella loro situazione…non diventereste anche voi dei mostri? 

di Lorenza La Bella

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