Pasqualino Esposito: oltre il velo della disabilità

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Quando ci pensa la vita a metterti i bastoni tra le ruote, non sono molte le cose che puoi fare. Pasqualino Esposito ha deciso di lottare e di far sentire la propria voce raccontando la sua storia affinché, chi in difficoltà come lui, potesse sentirsi un po’ meno solo.

La sua storia inizia quando, in tenerissima età, compagna per la vita diviene l’osteogenesi imperfetta: malattia genetica che comporta una grave fragilità delle ossa e la malformazione degli arti. Le sue ossa, divenute simili a un cristallo fragilissimo, gli impongono di condurre la vita disteso. A questa condizione si è ben presto aggiunta la bronchite cronica, motivo per il quale di notte ha bisogno dell’ausilio della ventilazione meccanica e dell’ossigeno.
Il difficilissimo quadro medico in cui Pasqualino è avvolto non gli ha comunque permesso di mollare o rinunciare ai suoi sogni.

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Appassionato di cinema e gastronomia, ha avuto la possibilità di vivere l’emozione del Red Carpet al Festival del Cinema di Venezia grazie all’impegno del direttore Alberto Barbera.
L’emozione di incontrare star del cinema internazionali gli ha permesso di staccare un po’ la spina dalla monotonia delle sue giornate e vivere quest’esperienza in compagnia dei suoi genitori e del fedele amico Daniele Esposito.

Proprio l’amicizia figura tra i pilastri della vita di Pasqualino: investito da un senso di solitudine, fin da bambino è alla ricerca di nuove amicizie che possano andare oltre quella che è la sua condizione fisica per approcciare col suo carattere solare e socievole. L’impossibilità di frequentare le scuole, colpevole il sistema scolastico dello Stato il quale si preoccupa poco dei bambini affetti da disabilità più o meno gravi, ha condizionato fortemente la sua vita. Poco a contatto con i bambini della sua età e poco seguito dagli insegnanti – i quali si premuravano di fargli lezione a casa solo due volte alla settimana e per due ore, come ci racconta – Pasqualino ha avvertito il forte senso di ingiustizia sin da subito.

Facile è infatti sentir montare la rabbia alle sue domande retoriche su episodi legati all’infanzia: «secondo te un bambino preferisce giocare con la palla oppure stare con qualcuno che non può muoversi dal letto?» queste le parole cariche di rammarico di fronte alle quali non si può far altro che stare in silenzio. Cosa si poteva rispondere?

Spinto dalle numerose ingiustizie delle quali si sente vittima ha deciso di raccontare la sua storia attraverso le pagine di un libro. Scritto con l’aiuto della professoressa Cinzia Ravallese, il messaggio che “Pasqualino, il sorriso di una stella” – titolo del testo del quale simpaticamente si astiene dallo svelare tutti i contenuti – è quello di spronare, chi vive condizioni simili alla sua, a non mollare e a continuare ad avere speranza.
A farla da padrone tra le pagine del suo libro sono soprattutto i racconti legati alla sessualità e, in generale, alla sfera amorosa della sua vita.

Ci racconta quanto difficile e sofferto sia per lui dichiararsi quando prova attrazione per una ragazza e quanto lo sia soprattutto poter avere una relazione. La scelta di inserire questi argomenti tra le pagine del suo libro ha l’obiettivo di donare a tutti una visione più ampia della sessualità dei disabili, spesso argomento di dibattiti poco costruttivi. E… che rimanga tra noi, di trovare qualcuno col qual condividere un bellissimo viaggio d’amore.

Come prima accennato, un’altra grande passione di Pasqualino è la gastronomia. Dotato di una buona forchetta e un ottimo spirito critico – che gli fa sperare di poter diventare Ispettore di Gambero Rosso – Pasqualino ama andare al ristorante e accarezzare il palato con le delizie di grandi chef. Ci ha raccontato quanto il Grand Hotel Angiolieri di Vico Equense, oltre che una location con un panorama mozzafiato, sia dotato di una cucina eccezionale, con piatti gourmet di ottima qualità.

Ultima, ma non per importanza, passione che tiene occupate le sue settimane è quella per la SSC Napoli. Fedelissimo supporter degli Azzurri sogna di poter incontrare Dries Mertens, l’attaccante belga dell’organico di Mister Spalletti. «Mi piacerebbe molto anche se, quando incontro persone famose, mi sento in imbarazzo e non sembro molto felice in realtà lo sono. Sarebbe un sogno incontrare Mertens e magari diventare suo amico, com’è capitato con gli attori Silvia Mazzieri e Giuseppe Zeno».

La nostra speranza è quella che la forza trasmessaci durante gli incontri con Pasqualino continui a essere l’elemento che lo contraddistingue e che, prima o dopo, i suoi sogni possano realizzarsi.

di Rossella Schender

TRATTO DA MAGAZINE INFORMARE

N°222 – OTTOBRE 2021

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