Pasqualino Esposito: «Mi arrabbio solo con la solitudine»

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La lezione di vita e di coraggio di Pasqualino Esposito

L’incontro con Pasqualino Esposito è in grado di rivoluzionare il valore che si attribuisce alla propria vita e di far apprezzare ogni singolo gesto quotidiano. Pasqualino è un giovane ragazzo di Casavatore, affetto da osteogenesi, una malattia rara che gli impedisce qualsiasi tipo di movimento. Ci ha accolto nella sua casa e, con la sua solarità, ci ha insegnato che nella vita si può davvero andare oltre ogni limite. «Per le poche persone che sono nelle mie condizioni la cosa che conta di più è il carattere: io sono una persona molto solare e non la prendo a male. Poi, sono tanto importanti le amicizie. Se una persona disabile ha tanti amici, questi possono aiutarlo e trasmettergli la forza necessaria. Per me che esco poco però non è facile conoscere persone, così ho pochi amici ma buoni».

Il suo carattere solare e socievole ha reso Pasqualino sempre mentalmente attivo e lo ha portato ad avere tanti hobby. Primo tra tutti c’è il cinema.
«Il cinema per me da 1 a 10 è importante 9. Mi dà un’emozione che chiamo adrenalina e quando vado ai festival trovo sempre una bella atmosfera. Ci vado con i miei genitori e un mio amico molto fedele, che considero come un fratello, Daniele Esposito. L’esperienza più bella è stata la prima volta al Festival del Cinema di Venezia, perché quello è un festival mondiale. Voglio ringraziare il direttore Alberto Barbera perché mi permette di vivere tutta l’emozione sul Red Carpet. Grazie a lui sono estremamente felice dopo aver fatto dalla nascita una vita triste e piena di sofferenza. Purtroppo non sono riuscito a vedere Penelope Cruz, Scarlett Johansson e Brad Pitt per far ingelosire le femminucce. Però conto di tornare al più presto e di conoscere la mia attrice preferita che è Nicole Kidman». Al secondo posto c’è la gastronomia.

«Un’altra mia passione è frequentare ristoranti a 5 stelle e grandi hotel perché mi piace provare cose e sapori nuovi. Quest’anno ho conosciuto due ristoranti nell’avellinese: il Mulino della Signora che è particolare perché è come se fosse una villa, il proprietario Testa è umile e gentilissimo e lo staff, soprattutto il mio amico Maitre Lucio, è simpaticissimo. L’altro è Megaron, che è speciale perché realizza piatti particolari e la Chef Valentina, che è come una zia, è buona come lo sono i piatti. In merito condivido molte cose su Facebook e molte persone sono invidiose perché pensano «guarda quel ragazzo, non si può muovere, sta in quelle condizioni e fa più cose degli altri».

Ora che per prevenzione non può partecipare ai Festival del Cinema, Pasqualino ha ideato un’iniziativa che prenderà vita in primavera inoltrata e che darà a tutti la possibilità di conoscere la sua storia e di recepire il suo messaggio di forza e speranza.
«Ho scritto un libro, in parte biografico e in parte romanzato per raccontare la mia vita e affrontare argomenti che mi stanno molto a cuore. Non vedo l’ora di fare grandi presentazioni con attori presenti. Il libro ha anche l’obiettivo di aprire le menti delle persone chiuse che lo leggeranno. Affronto varie tematiche: solitudine, amicizie, sessualità, gastronomia, passione per il cinema, tutto quello che mi riguarda. La chiusura mentale delle persone riguardo determinati argomenti dipende dall’epoca e il discorso vale soprattutto per la sessualità nei disabili».

L’amicizia è per Pasqualino linfa vitale e gli alleggerisce le giornate. Più della malattia, il grande incubo di Pasqualino è la solitudine. «Per raccontare la mia giornata ci vogliono due secondi: sto sempre al computer e ogni tanto viene qualche amico. Ma la mia storia può aiutare tanto. Io non sono arrabbiato con la vita o con la malattia, sono nato così, non posso farci nulla. Mi arrabbio solo con la solitudine, che si può e si deve combattere». E in merito ai suoi desideri futuri, Pasqualino ci svela subito i suoi due grandi sogni nel cassetto.
«Il primo desiderio è personale: mi piacerebbe tanto fare l’Ispettore del Gambero Rosso, vista la mia passione per la gastronomia.
Il secondo è un desiderio che voglio realizzare per lasciare un segno, ma non è per me: vorrei aiutare un mio amico stretto a trovare un lavoro visto che è molto giovane e non ce l’ha. Mi piacerebbe tantissimo un lavoro fisso nella Città del Vaticano, perché è un posto con cui io ho un forte legame vista anche la mia passione per la numismatica. Spero tanto che le persone che leggeranno questo articolo mi aiuteranno a realizzare questo desiderio».
Queste parole racchiudono tutta la solarità e la sensibilità di Pasqualino che, vi assicuro, lasciano un segno nelle persone che lo conoscono.

di Mara Parretta

TRATTO DA MAGAZINE INFORMARE N°210
OTTOBRE 2020

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