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Pasqua italiana: la crisi economica colpisce i prodotti tipici

Redazione Informare 15/04/2022
Updated 2022/04/15 at 2:30 PM
4 Minuti per la lettura

La crisi economica, seguita dallo scoppio della guerra in Ucraina, è evidente anche nella spesa di tutti i giorni. Alcuni prodotti risultano essere molto più sensibili al cambiamento di prezzo rispetto ad altri. È il caso del pane, della farina o del grano; ma i prodotti tipici del periodo sono quelli che si fanno sentire di più.

Questa situazione comporta un aggravio di spesa per molti cittadini, soprattutto per coloro che, legati alla tradizione, vogliono regalarsi pastiere, casatielli o colombe. In difficoltà anche gli stessi esercenti, che dopo aver subito danni a causa delle chiusure forzate, ora si ritrovano faccia a faccia all’aumento di costi delle materie prime.

Gli aumenti in Italia

Secondo le stime, in Italia l’aumento dei prodotti da forno di questa Pasqua, rispetto a quella del 2021, può raggiungere anche il 15%. Nel concreto quindi, una colomba tradizionale che l’anno scorso si acquistava a 10 euro al chilo, oggi si trova a 11,50 euro. Tutto a causa dei costi delle materie prime: uova, farina e grano sono raddoppiati.

Data la situazione, diverse pasticcerie col fine di tutelare i clienti hanno deciso di apportare solo lievi aumenti. Così facendo, decidono quindi di rinunciare ad una parte di guadagni, ma la crisi non è forse per tutti? Ognuno dovrebbe essere disposto a fare la propria parte.

La situazione crisi nel Casertano

Nel casertano, una delle pasticcerie che ha seguito questa linea è quella di Pasquale Laisa a Santa Maria Capua Vetere.

«Ho fatto i salti mortali – afferma Pasquale Laisa – per riuscire a mantenere lo stesso prezzo dell’anno scorso, vale a dire 13 euro al chilo, anche le pastiere. Va però detto che ho trovato lo zucchero aumentato e la farina quasi raddoppiata. Non è stato semplice ma speriamo di avere anche un buon riscontro da parte dei clienti».

Lo stesso discorso è quello della pasticceria Coppola di Marcianise. «I costi sono aumentati tantissimo. L’anno scorso – spiegano i coniugi Gennaro ed Elvira – il grano per le pastiere si vendeva a 2,50 euro al chilo, quest’anno invece costa 4,50 euro. La farina è passata da 45 euro al quintale a 90 euro per lo stesso quantitativo. Noi siamo in difficoltà ma capiamo che la crisi è per tutti, anche per i nostri clienti e quindi non è giusto accollare sulle loro spalle questi aumenti. Abbiamo perciò cercato di andarci tutti incontro».

Poi, i due sottolineano: «Il prezzo delle pastiere è rimasto lo stesso di tre anni fa, visto che negli ultimi due anni non abbiamo lavorato nel periodo pasquale a causa delle restrizioni per il Covid. Qui praticamente il guadagno non c’è. Le prepariamo per i nostri clienti perché sono il dolce tipico di Pasqua e perché non si può non preparare la pastiera ma in sostanza quasi non c’è guadagno. Per i casatielli dolci siamo stati obbligati a praticare un lieve aumento perché il costo delle materie prime è praticamente raddoppiato. Per gli altri prodotti abbiamo cercato di mantenere lo stesso prezzo praticato in passato. Speriamo che in questo modo i clienti continuino a preferirci e magari a registrare qualche aumento nelle vendite perché solo così si riesce a far quadrare i conti per pagare le spese. È l’unico modo per andare avanti».

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