Dopo Papa Giovanni XXIII, passato alla storia come “il Papa buono”, per il suo adoperarsi a favore del dialogo sia in ambiti religiosi che politici, e Papa Giovanni Paolo II, con le sue ormai iconiche parole – “Non abbiate paura” – con le quali il 22 aprile 1978 inaugurava il suo pontificato, ora anche Papa Francesco “rischia” di diventare uno dei Papi più iconici della storia, con una scelta che non ha precedenti…

Nello scorso mese di dicembre, Papa Jorge Mario Bergoglio ha abolito il segreto pontificio nei casi di violenza sessuale e di abuso sui minori commessi dai chierici. Stabilendo, inoltre, che il reato di pedo-pornografia sussiste fino a quando i soggetti hanno 18 anni e non più 14, continuando quindi sull’ideale di trasparenza su cui ha improntato il suo pontificato, nato il 13 marzo 2013.

Che cos’è il segreto Pontificio?

Il segreto pontificio fu approvato con Papa Paolo VI il 4 febbraio 1974, come aggiornamento di un documento preesistente datato 1968. Questo documento prevede la possibilità di richiedere, ad opera di qualsiasi ecclesiastico, una totale segretezza su casi particolarmente gravi o spinosi per salvaguardare l’integrità della comunità.

I casi di pedofilia nella Chiesa sono recenti… o forse no

Purtroppo il fenomeno risulta piuttosto datato, ma il più eclatante nonché capofila a livello mediatico, fu registrato a Boston, negli Stati Uniti, nel gennaio 2002. In quella occasione fu il quotidiano, The Boston Globe, a porre l’accento su John J. Geoghan, un prete che aveva violentato un bimbo di dieci anni e che fu condannato ad altrettanti anni di carcere. Il giornale iniziò quindi a sviscerare dati su dati, pubblicando denunce, casi insabbiati e dimissioni sospette: basti pensare che nella sola Boston finirono sotto accusa 89 sacerdoti e rimossi dall’incarico più di 55 preti. Successivamente il numero di denunce è aumentato esponenzialmente, venendo a coinvolgere Brasile, Cile, Alaska, Italia, Canada, Irlanda, Australia, Paesi Bassi, Belgio, Francia e addirittura un caso fu registrato nello Stato Vaticano, a carico dell’arcivescovo Józef Wesołowski, che però morirà prima del giudizio. Filone di eventi e denunce che rappresenteranno per sempre una macchia indelebile nella storia del mondo cattolico.

Un fenomeno da Oscar…

Il cinema ha da sempre rappresentato una istantanea dei vari periodi storici che si sono succeduti.
Anche in questo caso non è stato da meno con “Il caso Spotlight”, film del 2015 scritto e diretto da Tom McCarthy, ispirato ad una storia vera e premiato come miglior film e miglior sceneggiatura originale ai premi Oscar 2016. La pellicola racconta di una squadra di giornalisti del Boston Globe, impegnati ad una inchiesta che svelerà successivamente l’omertà della Chiesa in molti casi di abusi su minori.

Una svolta epocale

La decisione di Papa Francesco di sicuro rappresenta una svolta epocale, inedita per la storia e significativa per i fedeli. Sperando che questa ventata di trasparenza in più possa contribuire a far svanire le nubi nere che da un po’ avvolgono la Chiesa.

Una mancanza di trasparenza si traduce in sfiducia e in un profondo senso di insicurezza.
(Dalai Lama)

 

di Simone Cerciello

TRATTO DA MAGAZINE INFORMARE N°201 – GENNAIO 2020

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