Paolo Siani: «Necessari nuovi istituti scientifici al Sud»

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L’On. Paolo Siani plaude all’iniziativa dei giovani di Informare

Paolo Siani, Onorevole della Repubblica e medico chirurgo specializzato in Pediatria, è una personalità di spicco del mondo della Sanità campana con un’intensa storia di attivismo a favore della legalità.
Oggi l’On. Siani milita tra le fila del Partito Democratico ed è componente delle commissioni “Affari Sociali” e “Infanzia e Adolescenza”. La sua idea di partecipazione alla vita pubblica è profondamente legata all’impegno dei giovani, sempre attento alle loro problematiche e ai disagi che investono i ragazzi delle periferie.
Noto il suo impegno nella Fondazione Polis della Regione Campania, dove affronta i temi legati alla criminalità raccogliendo le istanze della società campana; una missione che onora la memoria e il coraggio di suo fratello Giancarlo, giovane giornalista ucciso dalla camorra. Con l’On. Siani abbiamo parlato di Recovery Fund e della sua proposta di legge inerente le vittime innocenti della camorra.
Una chiacchierata utile anche per metterlo al corrente di un’importante scelta della nostra giovane redazione: la dedica della sede operativa di Informare a Giancarlo Siani.

Quali sono le linee che il Governo deve seguire per finalizzare al meglio i fondi del Recovery Fund?

«Il Governo ha inviato una richiesta al Parlamento sulle modalità di spesa delle risorse del Recovery Fund, quindi ogni commissione parlamentare ha inviato all’esecutivo delle proposte specifiche sulla destinazione di questa ingente spesa. La commissione “Affari Sociali”, di cui sono componente, ha fatto una serie di valutazioni che parte da un’analisi dell’ambito sanitario e sociale del nostro Paese.
Sulla Sanità puntiamo ad un miglioramento del sistema ambulatoriale, il che significa attivare strategie per la tutela dei pazienti, particolarmente quelli cronici. Abbiamo chiesto, inoltre, un’integrazione vera tra politiche sanitarie, sociali e ambientali, questo è un passo essenziale per un Paese più giovane e in salute.
Abbiamo chiesto la realizzazione di ricerche per terapie avanzate e di nuova generazione e conseguentemente abbiamo chiesto la creazione di Istituti scientifici che, ahimè, al Sud mancano. Questi sono solo alcuni esempi delle tante proposte che abbiamo fatto pervenire al Governo».

A che punto è la proposta di legge, a sua prima firma, in materia di benefici per i superstiti delle vittime della criminalità organizzata?

«Attende di essere calendarizzata, è una proposta di legge sostenuta da una grande rete di associazioni.
Attualmente una vittima innocente della criminalità, per ricevere benefici da parte dello Stato, deve dimostrare di non aver nessun grado di parentela fino al quarto grado con persone legate ai clan mafiosi. Il quarto grado è una parentela molto larga, si tratta di parenti che potremmo non conoscere. Con questa proposta di legge chiediamo di ridurre tale limite al secondo grado di parentela, ma soprattutto di individuare se c’era un nesso di continuità tra la famiglia della vittima innocente e i clan mafiosi, se questa continuità non c’è è necessario che la famiglia in questione venga sostenuta dallo Stato, ovviamente se quest’ultimo non fa sentire la sua presenza ci penserà la camorra ad “aiutare” i suddetti nuclei familiari».

Oltre l’eventuale contagio, quali disagi possono riscontrare i minori a seguito del lockdown e di un coprifuoco?

«Di certo i minori risentono di un enorme impatto psicologico risultante da queste misure, che ricordiamo essere essenziali per venir fuori da questa emergenza. Molti disturbi dimostrano l’aumento di patologie neuropsichiatriche sui minori. Aumentano i disturbi del sonno, attacchi d’ansia oppure una maggiore instabilità emotiva, come un aumento delle paure o dell’irritabilità. Per questo è importante tener aperte le scuole, ovviamente in sicurezza, e garantire sostegno a famiglie e giovani».

La redazione di Informare ogni quattro anni dedica la sua redazione operativa ad una vittima innocente della criminalità organizzata. Per il prossimo anno la redazione ha deciso di dedicarla a suo fratello, Giancarlo Siani, giovane giornalista ucciso dalla camorra. Come commenta la notizia?

«Ne sono davvero felice, è una notizia che mi commuove e mi riempie di gioia. Sapere che una redazione di giovani è dedicata a Giancarlo è molto importante, perché significa averlo come modello da seguire. Quest’intitolazione vuol dire che voi vi muoverete seguendo i passi di Giancarlo, svolgendo questo mestiere con passione e caparbietà. Giovani giornalisti che non tradiranno mai la vita di Giancarlo. Da parte mia, consideratemi a piena disposizione per qualsiasi iniziativa o attività.
Sarò al vostro fianco».

di Antonio Casaccio

TRATTO DA MAGAZINE INFORMARE N°211
NOVEMBRE 2020

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