Paolo Fabbri e il sogno della biblioteca semiologica più grande d’Europa

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paolo fabbri
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La biblioteca semiotica di Palazzo Tarallo, a Palermo, nasce nel nome del maestro Paolo Fabbri

Paolo Fabbri è scomparso due anni fa e dopo due anni il suo grande sogno ha preso vita. La sua biblioteca, le sue carte, i suoi premi trovano nuova vita a Palermo, a Palazzo Tarallo.

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Paolo Fabbri è stato maestro della semiotica, la scienza che studia la relazione tra i segni e il loro significato.

Laureatosi nel 1962 presso l’Università di Firenze, Fabbri si trasferì a Parigi, dove nel 1965-66 frequentò l’École Pratique des Hautes Études, seguendo in particolare i corsi di Roland BarthesLucien Goldmann e Algirdas Julien Greimas.

Questo contatto con la semiotica strutturale francese sarà essenziale per la costituzione una prospettiva teorico-metodologica di cui sarebbe diventato uno dei più attivi ricercatori.

Al ritorno in Italia, insegnò insieme all’amico e collega Umberto Eco Semiotica all’Università di Firenze.

Nel 1970 a Urbino fondò, con Carlo Bo e Giuseppe Paioni il Centro Internazionale di Semiotica e di Linguistica: la prima scuola di semiotica nel panorama internazionale, dopo quella di Tartu (Estonia) creata da Jurij Lotman.

Tra il 1986 e il 1990 insegnò Semiotica, in qualità di professore straordinario, presso la Facoltà di Magistero dell’Università di Palermo.

Dal 2003 al 2009 fu professore ordinario di Semiotica dell’Arte e Letteratura artistica presso la Facoltà di Design e Arti, Università IUAV di Venezia. Mentre, dal 2017 al 2020 fu professore onorario presso l’Universidad de Santiago (Cile) e presso l’Universidad de Lima (Perù).

Fabbri, dunque, aveva insegnato a Palermo tra l’86 e il ’90. Non aveva mai dimenticato la città, trovandola un terreno assai fertile per gli studi semiologici. Durante la sua ultima visita nel ’96 aveva conosciuto Palazzo Tarallo, aveva detto che sarebbe stato un luogo ideale per ospitare la sua biblioteca.

Volontà inserita nel testamento e realizzata non senza difficoltà. I suoi volumi e documenti sono stati quindi donati al Circolo Semiologico Siciliano, presieduto da Gianfranco Marrone, suo brillante allievo e sodale di studi con la direzione comune di collane editoriali. La biblioteca è stata realizzata con il sostegno del Museo internazionale delle Marionette e di Simonetta Franci Fabbri, moglie dello studioso.

La biblioteca comprende più di 12.000 volumi e decine e decine di faldoni dell’archivio personale di Fabbri trasferiti dalla casa di Rimini. Tutta una vita di letture e di studi. A parte i libri di semiotica, numerosi in francese, i titoli testimoniano la curiosità onnivora di Fabbri: dalla filosofia alle scienze umane, in particolare antropologia e sociologia, fino alla comunicazione. A volte con preziose dediche. Ma anche libri su Depero e il futurismo oppure sul concittadino Federico Fellini, al quale aveva dedicato un saggio. In alto nella seconda sala s’intravede una collezione di volumetti di Salgari e di Verne. C’è uno scaffale dedicato ad Umberto Eco, amico e per certi versi avversario, che raffigurò Fabbri “Nel nome della rosa” come Paolo da Rimini, Abbas Agraphicus.

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