Durante il percorso di alternanza scuola-lavoro tra Magazine Informare e il liceo scientifico ISIS “Vincenzo Corrado” di Castel Volturno, gli studenti hanno avuto la possibilità di confrontarsi ed ascoltare la testimonianza di Paolo Chiariello, caporedattore di SkyTG24. Quale miglior ospite per un corso di alternanza incentrato sul giornalismo e sulle difficoltà dell’inchiesta. Nel dibattito con i ragazzi, Chiariello ha affrontato un’analisi sull’espansione delle mafie nel nostro territorio e sull’attuale condizione della camorra.

 

Paolo Chiariello con il Liceo ISIS di Castel Volturno, durante le giornate del progetto Alternanza Scuola-Lavoro
Paolo Chiariello con il Liceo ISIS di Castel Volturno, durante le giornate del progetto Alternanza Scuola-Lavoro

 

«La camorra è come un cancro, ed esattamente come le metastasi tende ad espandersi sempre di più. Oggi questo cancro ha letteralmente mangiato il nostro litorale; tempo fa questi posti erano celebri per la loro bellezza unica».

Proseguendo nel suo discorso, Paolo mette in luce i vari metodi con cui la camorra ha saccheggiato questi territori, con particolare attenzione al fenomeno estorsivo, il quale ha tenuto sotto scasso per anni i piccoli imprenditori e commercianti del territorio. I ragazzi seguono attentamente le parole di Paolo Chiariello e si chiedono se la camorra, la ‘ndrangheta e Cosa Nostra siano dei fenomeni prettamente rilegati al Sud.

«A questo quesito vorrei rispondere con un fatto che mi capitò nel periodo universitario. Il professore mi chiese quali fossero le aree d’azione delle varie mafie italiane, a quel punto gli chiesi se volesse la risposta scritta nel libro, oppure ciò che pensavo io. Il prof. volle la seconda opzione e io dissi chiaramente che organizzazione criminali come la camorra, o la mafia siciliana, fanno affari in diverse zone italiane, dal Veneto all’Emilia Romagna. I miei compagni rimasero stupiti, poiché erano convinti che queste organizzazioni comandassero solo nelle loro regioni»

Paolo ha scritto a quattro mani col professor Antonio Giordano, il libro “Monnezza di Stato: la Terra dei Fuochi nell’Italia dei veleni”: un titolo estremamente interessante. Ho chiesto a lui cosa lo avesse spinto ad associare lo Stato a quei rifiuti.

«I più grandi affari la mafia li ha portati a termine con lo Stato. Non so se ci sia stata davvero la Trattativa Stato-Mafia, ma posso affermare con certezza che la camorra, qui, ha fatto affari con la politica. Anzi, dovete sapere che il clan dei Casalesi aveva diretti rappresentanti nella politica»

Parole forti, ma che i ragazzi hanno il diritto di conoscere, perché la definizione di mafia comprende la volontà di quest’ultima ad entrare nella vita politica. Le ore passano, i ragazzi restano sorprendentemente attenti, e Paolo conclude il suo discorso: «Io sono qui oggi perché ci credo. Per venire qui, nelle scuole, non vengo pagato. Faccio un’ora di macchina per stare qui, perché ci credo. Io credo in voi. Lavorando lontano dal mio territorio mi sono convinto del fatto che devo restituire qualcosa alla mia Terra. Se non fossi nato qui, non sarei quello che sono».

di Antonio Casaccio
Foto di Gabriele Arenare

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