Paolo Caiazzo nasce il 19 Ottobre 1967 a S.Giorgio a Cremano, in provincia di Napoli; la stessa città che diede i natali al grandissimo Massimo Troisi, a cui si ispira da sempre.
Dopo varie esperienze nel teatro semiprofessionistico, inizia un percorso di attore ed autore di testi di cabaret. I suoi personaggi approdano in alcuni format televisivi di successo, prima sulle emittenti regionali, poi su quelle nazionali.
Ritorna in Teatro dal 2005, affermandosi nei principali cartelloni partenopei, mettendo in scena le sue commedie, particolarmente apprezzate dal pubblico per la loro originalità e contemporaneità. Vince tantissimi premi e riconoscimenti. Tra i suoi cavalli di battaglia, i personaggi di “’NDO” e “Tonino Cardamone”: quest’ultimo, presente soprattutto nella trasmissione televisiva “Made in Sud”. «Un giorno mi capitò (e non ricordo come) di ascoltare una musicassetta giapponese. Mi divertì la similitudine sonora con il mio dialetto; c’era molta assonanza tra quelle canzoni e quelle dei neomelodici napoletani. Così nacque ‘NDO, personaggio nippo-partenopeo che ottenne la simpatia del pubblico nella trasmissione regionale “Telegaribaldi”. Da lì cominciai a crederci». racconta ad Informare il comico partenopeo, in occasione della sua visita a Francolise, in provincia di Caserta, dove fa tappa col suo  tipico one man show.
Poi nacque Tonino Cardamone: «Il Tunnel, storico locale di cabaret di Napoli, sviluppò le mie corde comiche e, per scherzare con un mio collega, entrai in scena con un parruccone fingendomi un cliente pazzo. Notai un immediato feeling col pubblico e da qui l’idea di Tonino Cardamone. Perché “Tonino”? Il nome (‘NDO) mi aveva già portato fortuna. Il cognome, invece, venne da un termine che mi colpì nei giorni precedenti. Erano in corso lavori a casa e il piastrellista mi chiese se volessi la disposizione in diagonale delle mattonelle. In gergo, è la tecnica a “Cardamone”. Da quella sera, cominciai a scrivere monologhi per il mio Tonino. Partecipai al festival nazionale Charlot e lo vinsi! E allora, perché non proporlo ai provini per “Bulldozer”, su Raidue? Convinse anche lì, e a quel punto lasciai temerariamente il lavoro in Telecom per seguire la mia passione… fino in fondo!». Viene spontaneo chiedere ad un comico se ciò che appare all’esterno corrisponda alla propria interiorità. La risposta lascia sempre sorpresi, malgrado si possa immaginare che non sia così. «Io sono una persona molto introversa, sempre molto silenziosa. Ma non è che non amo parlare, amo osservare. In genere, il comico è proprio colui che osserva, poi elabora. Egli legge degli aspetti che agli altri sfuggono. Analizza le follie che ci sono in giro e cerca di capire chi sono i matti. Proprio come fa Tonino Cardamone».
Non poteva mancare una battuta sulle proprie radici: «Io sono stato sempre orgoglioso di essere napoletano. Noi al Sud non siamo inferiori a nessuno. Qualcuno ci ha convinto che abbiamo qualcosa in meno. Se è vero, vuol dire che o non ci hanno dato quel qualcosa, oppure ce l’hanno tolto». E speriamo che nessuno ci tolga il piacere di ascoltare comici come Paolo Caiazzo, che parlano di problemi comuni al genere umano, cercando di far sorridere con ironia.

di Teresa Lanna

Tratto da Informare n° 187 Novembre 2018

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