Paolo Borzacchiello: le parole giuste, nel giusto ordine

Oggi, la tecnica e le competenze nell’ambito del lavoro non bastano più.

C’è bisogno di narrarsi e di saper comunicare, ma nel modo giusto. Paolo Borzacchiello è il massimo esperto in Italia in materia dintelligenza linguisticaQuesta, spesso viene confusa con quella che è la comunicazione nella sua sfera generale, e quindicon la semplice conoscenza di una dialettica perfetta, ma in realtà c’è molto (ma molto di più) da sapere. 

L’intelligenza linguistica è arte, quella di sapere in anticipo cosa susciterai all’interno di chi ti ascolta. È ciò che permette di vedere cose che altri non vedono. Insomma, possedere la conoscenza di questa disciplina rende liberi e, soprattutto, permette di veicolare le emozioni che susciterai.  

L’intelligenza linguistica è una competenza affascinante, che va studiata come si deve che garantisce risultati strabilianti a chi la apprende. «Oggi, purtroppo, non basta più essere competenti o avere una tecnica sopraffina nel proprio mestiere. Se lavori in proprio e non sai narrarti, sicuramente non avrai vita facile. E ne conosco tanti, davvero tanti» – è così che Paolo Borzacchiello sintetizza l’importanza vera e propria della conoscenza di questa disciplina. 

Ma andiamo con ordine. A questo punto le domande da farsi diventano molteplici. 

Cosa intendiamo per intelligenza linguistica? E in cosa differisce? Perchè il nostro cervello reagisce in modo diverso alla stessa identica richiesta ma formulata in modo differente? 

Innanzitutto, è bene premettere che il nostro cervello è suddiviso in tre parti: rettile (il suo unico scopo è la sopravvivenza, prima di ascoltarti deve fidarsi di te), limbico (sensibile a emozioni ed empatia, si lascia suggestionare quando riconosce un interesse personale) e la neocorteccia (processo decisionale, legata a conti, ragionamenti, errori e logica), e ognuno di essi ha una funzione ben differente. Questa è chiamata la Teoria dei 3 Cervelli, formulata dal neuroscienziato Paul MacLean.

«L’errore, spesso, è quello di cercare di parlare direttamente alla neocorteccia, senza aver seguito la Teoria dei 3 Cervelli. Senza prima, quindi, aver preso fiducia nel cervello rettile e suggestionato il cervello limbico. 

Le persone prendono le decisioni ‘di pancia’, dettate dalle emozioni,  e le giustificano poi con la logica, mai il contrario»

 

Insomma, per imparare tecniche di intelligenza linguistica non basta un minuto e ci vuole molta, ma molta pratica, e questo è da far capire soprattutto ai giovani, ormai oggi assettati di gratificazione istantanea.

«Tengo molto al tema dei giovani, soprattutto per quanto riguarda la mia esperienza personale» –  Infatti, da giovane Paolo si racconta come una persona molto introversa –  «Ero un bambino timido e impacciato. Poi, da ragazzo, mi sono approcciato al mondo della vendita porta a porta, ed è stato di nuovo un disastro. So cosa significa ricevere milioni di no al giorno» – ma di certo non si è dato per vinto – «Mi sono posto un obiettivo, e ho studiato, studiato e studiato».

«E appunto ai ragazzi consiglio di studiare, studiare e studiare. Ma fare attenzione a chi si rivolgono per la loro formazione. Li fuori, purtroppo, è pieno di “finti guru” che si improvvisano esperti. Ecco, parlate con queste persone prima di affidarvi a loro e capite cosa possono darvi. 

Io, personalmente, ed essendo un formatore, mi discosto totalmente da loro».

Insomma, Paolo Borzacchiello, oltre ad essere il formatore di HCE University, è anche autore di numerosi best-seller, di cui il romanzo ‘La Parola Magica’, a cui seguirà nei prossimi dieci giorni il nuovo libro per Mondadori : “Il Super Senso”. 

«Con i miei romanzi cerco di rendere facile ed applicabile i punti cardine dell’intelligenza linguistica. Il Super Senso avrà gli stessi protagonisti de “La Parola Magica”, ma potrà essere letto con molta facilità anche da chi si approccia per la prima volta ai miei libri».

Gli strumenti passano, le tecnologie avanzano, il mondo cambia. Ma c’è una cosa che non cambierà mai : le nostre parole. Ed è importante usarle nel modo giusto, nel giusto ordine. 

di Giuseppe Amoroso

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