Paola Dama, una ricercatrice inarrendevole

Paola Dama

Paola Dama (in foto), dottore di ricerca in oncologia molecolare e farmacologia all’University of Chicago, dopo 20 mesi rilascia una nuova intervista ad Informare.

Per il 2016 l’AIRTUM (Associazione Italiana Registri Tumori) fotografa dati socialmente seri, seppure in lieve miglioramento grazie alla ricerca. In Italia ogni anno si contano più di 365.000 nuove diagnosi di tumore. Sono migliorate le percentuali di guarigione, con una sopravvivenza a cinque anni dalla diagnosi del 63% tra le donne e del 57% tra gli uomini. Ci spieghi la differenza tra l’incidenza e la mortalità nella statistica dei tumori?
«Uno dei gravi casi di disinformazione scientifica è legato proprio all’uso errato degli indicatori usati in epidemiologia, fondamentali da comprendere. L’incidenza dei tumori è il numero di nuovi casi di tumore che si verificano in una data popolazione in un dato periodo ed esprime il rischio di ammalarsi, fornendo informazioni sulla presenza dei fattori di rischio, come l’inquinamento. La mortalità per tumore è il numero di decessi che sopravvengono in una data popolazione in un dato periodo e fornisce informazioni soprattutto sulla prognosi della malattia che ha portato alla morte».

Sei la fondatrice della Task Force Pandora, un progetto che intende fare rigorosa chiarezza sulla questione della Terra dei Fuochi. A distanza di 4 anni, cosa contesti al metodo di divulgazione scientifica e all’attendibilità della ricerca in Campania?
«La popolazione ha associato alla sgradevole e intollerabile presenza di rifiuti sul territorio il convincimento di un inquinamento massivo, da cui deriverebbe l’alta mortalità per patologia tumorale. Abbiamo ampiamente criticato la Regione Campania per non farsi garante della corretta informazione scientifica, lasciando che il messaggio assumesse i caratteri dell’allarmismo. Solo successivamente si è cercato di contenere questa deriva, ma la scarsa fiducia nelle istituzioni non è riuscita a contrapporsi ai vari demagoghi che si sono affiancati alle popolazioni sofferenti. La comunità medico-scientifica è stata assimilata alla classe politica e chi è al servizio della salute è vissuto come un nemico, in un plagio mediatico abilmente condotto da chi specula nei nostri confini. Sull’attendibilità della ricerca nello smentire le ‘bufale’ non ho niente da criticare se non che abbiamo dovuto spendere risorse economiche per ribadire ciò che già conoscevamo, sottraendole alla manutenzione e al potenziamento delle strutture di prevenzione e monitoraggio dello stato di salute delle popolazioni».

Hai denunciato il grave danno causato da una analisi che nel 2013 stabiliva una presunta relazione tra i cavolfiori di un campo di Caivano e i tumori. La notizia allarmò l’opinione pubblica a causa della convincente logica che attribuisce alla contaminazione del terreno l’origine di alcuni tumori. In quel caso, però, il cavolo era semplicemente colpito da un fungo, l’Alternaria. Quanta speculazione e quanta ignoranza stanno distruggendo l’economia agricola in Campania?
«Il comparto agro-alimentare campano ha subito danni ingentissimi da uno scellerato accanimento mediatico. Il presidente di Confagricoltura Mario Guidi stimò l’entità del danno in una perdita di circa 100 milioni di euro. Il problema rimane il medesimo, la mancanza di fiducia verso la classe politico-istituzionale e, a mio avviso, la mancanza di aggregazione delle realtà agricole sul nostro territorio».

Hai scritto una lettera rivolta al Presidente della Repubblica in cui esprimi il tuo “invito a un atto di responsabilità”. Il tuo dissenso verso le politiche del M5S e la tua disapprovazione verso la dichiarata nomina del Generale Sergio Costa come Ministro dell’Ambiente sono pubblici. Vuoi chiarirci le tue ragioni?
«Ho sempre combattuto le speculazioni ed in questi anni ho richiamato tutti i politici ad un atto di responsabilità verso un territorio devastato dal degrado sociale, culturale e ambientale. Non ho tollerato di nuovo una propaganda elettorale basata su allarmismo e populismo, soprattutto alla luce di dati noti. Abbiamo una chiara conoscenza del territorio per tutte le matrici, avendo poi individuato le criticità, abbiamo i dati della Rete Regionale dei Tumori, abbiamo avuto le smentite sui campi agricoli poi dissequestrati e ancora si urla alla pericolosità di rifiuti interrati, frutta e verdura avvelenati e malati di tumore. Questo è vergognoso, Costa avrebbe dovuto dichiarare apertamente le sue responsabilità per quanto erroneamente accaduto perché c’è ancora chi silenziosamente sta pagando i danni della bolgia mediatica. Non è un attacco ad un partito in favore di un altro, mi inquieta che le persone non cambino opinione di fronte alle evidenze, significa che non siamo massa critica, non siamo indipendenti nei pensieri e non valutiamo, dando peso ai sentimenti e non alla ragione».

Mi soffermo su quest’ultima riflessione che focalizza perfettamente una struttura sociale insoddisfatta e proiettata al cambiamento, ma poco consapevole e ponderante. La pancia, che la nostra politica cosi abilmente seduce, è avida di risposte, ma le illusioni e gli inganni non saziano.

di Barbara Giardiello

Tratto da Informare n° 180 Aprile 2018