Il Palio delle Contrade, Ad Allumiere, nel cuore dei suggestivi Monti della Tolfa, si è svolto per la sua sessantesima edizione dal 15 al 23 agosto 2026 in Piazza della Repubblica.
La manifestazione, durata nove giorni, è stata organizzata dall’Associazione Pro Loco Allumiere e dal Comune di Allumiere.Tale evento rappresenta il momento culminante dell’estate nel comprensorio dei Monti della Tolfa. La forma attuale del Palio risale al 1965. Allumiere era ed è una città legata storicamente all’estrazione dell’allume dai monti vicini.
L’edizione 2026 ha rivestito un valore simbolico ancora più profondo, in quanto coincide con il bicentenario dell’istituzione del Comune di Allumiere, avvenuta nel 1826 con l’ottenimento dell’autonomia amministrativa, ma si è svolta a pochi giorni dalla triste morte di due giovani: Francesco Di Fazio, 36 anni di Fondi, e Gabriele Tullio, appena 15 anni di Lenola.
I due venditori ambulanti sono stati trovati senza vita nella mattina di sabato 22 agosto all’interno dello stand gastronomico dove lavoravano in occasione del tradizionale Palio delle Contrade di Allumiere.
Tale evento avrebbe richiesto un cordoglio più sentito e duraturo da parte della comunità, ma comunque protagoniste della manifestazione sono state, come sempre, le sei contrade storiche del paese: Burò, Ghetto, La Bianca, Nona, Polveriera e Sant’Antonio. L’apertura del Palio ha visto l’ingresso in piazza del carro del Comune, seguito dal gruppo dei tamburini della Pro Loco e accompagnato dal sindaco. Il primo cittadino è poi salito sul balcone e, prima di dare il via all’ingresso delle contrade, ha voluto rivolgere alcune parole alla piazza e alle tribune: immancabile il ricordo dei due ragazzi morti.
La manifestazione è quindi proseguita con l’ingresso delle contrade. Ad aprire la sfilata è stato il Burò, vincitore dell’edizione 2025, la cinquantanovesima del Palio. Come da tradizione, è spettato ai campioni in carica fare per primi il loro ingresso e sfilare davanti al pubblico presente in piazza.
Purtroppo non tutti hanno potuto assistere agevolmente al Palio. L’organizzazione non è stata certo delle migliori: chi si è recato sul posto dopo una certa ora non è riuscito a parcheggiare. I malcapitati in fila nelle loro auto per assistere all’evento quando hanno provato a chiedere soccorso alla Polizia locale, agli ausiliari del traffico, o allo staff per sapere dove parcheggiare hanno ricevuto risposte evasive e gesti di sconforto.
Come se non bastasse l’aria deputata alla sosta per le persone con disabilità risultava totalmente occupata. Saturata per il settanta percento da persone che non avevano esposto il regolare contrassegno. Probabilmente prima della manifestazione non si è provveduto a far sgombrare l’area dai veicoli, che senza nessun diritto occupano abusivamente il suolo stradale parcheggiando per giorni lì.
L’afflusso all’evento è stato enorme, ma anche totalmente prevedibile. Gli agenti di Polizia locale presenti in loco erano solo tre; coadiuvati da pochi carabinieri, dalla protezione civile e dallo staff.
I disabili che sono riusciti ad arrivare, passando con i propri veicoli per stradine strette, nel area deputata alla sosta non sono riusciti a parcheggiare. Infuriati, qualcuno di loro a chiesto agli agenti di elevare regolare contravvenzione, ma senza immediato riscontro.

Altre persone con disabilità, venute li per assistere al Palio, sono state costrette a lasciare il proprio veicolo sulla strada che conduce ad Allumiere e a prendere un’affollatissima navetta per arrivaresul posto, ma la loro odissea non è finita lì: una volta giunti alla manifestazione si sono trovati, senza che nessuna corsia preferenziale sia stata predisposta, in mezzo a un mare di persone. Mancavano anche i posti riservati a loro.
Le informazioni sulle prenotazioni presenti in rete sono state di difficile reperibilità e solo la bontà del parroco del paese, che ha aperto la chiesa per far sedere chi aveva bisogno, ha evitato il peggio.
Da segnalare che dello spettacolo da lì, per chi doveva necessariamente stare seduto, si vedeva ben poco: una grande quantità di persone, senza alcun motivo si trovava in piedi sulle gradinate adiacenti. Il parroco, nonostante la buona volontà, ad un certo punto non è più riuscito a far entrare chi aveva bisogno perché la posizione, che nelle intenzioni doveva essere un “area protetta” è stata presa d’assalto da chiunque.
Anche le persone normodotate giunte sul posto non hanno avuto vita facile: non potevano nemmeno accedere alle tribune per vedere il palio perché queste erano riservate ai pochi fortunati che erano riusciti ad acquistare il biglietto, alle contrade e ai loro familiari.
Il degrado urbano e civile in tutto ciò l’ha fatta da padroni: sotto gli sparti immondiziaovunque, gente che buttava bucce di frutta secca dalle gradinate incurante di chi passasse sotto, bottigliette di plastica che volavano in aria senza che nessuno dicesse alcun che.
Non si capisce come mai sotto a una delle tribune sia finito un segnale stradale. Forse sarebbe stato un bene lasciare quel segnale al suo posto o collocarlo altrove, visto che le strade per arrivare ad Allumiere sono in condizioni non proprio agevoli. Ma l’importante è fingere di non vedere, festeggiare.
E’ stato facile esaltare le doti dei fantini, alcuni di loro hanno partecipato anche al palio di Siena. E’ stato giusto ammirare la bellezza degli splendidi abiti storici e la rievocazione di personaggi illustri. E’ stato corretto menzionare l’impegno dei vari organizzatori, ma nessuno ha parlato dellasofferenza degli asini che hanno partecipato al Palio.
Quelle povere creature costrette nel caos, sono state portate allo stremo, frustate selvaggiamentecon dei legnetti durante la corsa, ma nessuno ha visto i loro occhi, percepito il loro dolore.
E tutto questo per cosa? Per dare sollazzo, divertimento, occasioni d’incontro e convivialità. La cultura deve essere sana, educativa, rispettosa anche delle diversità e ampiamente fruibile, se non è così è altro, a cui forse sarebbe meglio rinunciare.
Articolo a cura di Grazia Martin



















