Il 15 marzo pare essere stato un venerdì qualunque, ma non è così. Le nuove generazioni hanno dimostrato di non essere completamente disinteressati verso il futuro, ma hanno messo la propria faccia e si sono uniti per partecipare a una battaglia comune: quella della salvaguardia dell’ambiente, accogliendo con fervore i Fridays For Future. 

I moralisti diranno: “un’ennesima scusa per non andare a scuola”.

A ciò, però, bisogna contrapporre i fatti e le testimonianze di giovani che, come la sedicenne svedese Greta Thunberg, sono preoccupati per il futuro e hanno preso coscienza che per la vita dell’umanità e della Terra c’è bisogno di aria più pulita, sostenibilità, salute negli oceani e energia da fonti rinnovabili.

Insomma, vogliono vivere e assicurarsi la vita, che è una cosa assurda a dirsi.
«Non voglio che abbiate speranza, voglio che agiate. Voglio che sentiate la paura che sento io ogni giorno. E voglio che passiate all’azione» – aveva dichiarato Greta. A farsi sentire è in particolare Napoli, la seconda città italiana per numero di partecipanti al “Global strike for future”.

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Alcuni ragazzi del liceo “F. Quercia” di Marcianise (CE), entusiasti dell’aver partecipato al corteo di Napoli, hanno voluto dire la propria al riguardo. Dice Giovanni: «C’è stata una partecipazione che, sinceramente, non mi sarei aspettato.

La cosa che mi ha colpito di più è stato il fatto che non eravamo ragazzi andati lì per saltare un giorno di scuola, ma si percepiva l’interesse nei confronti di questo problema. Il corteo era pieno di cartelli, intonavamo cori, è stato davvero emozionante. Non ci sono solo giovani interessati alle frivolezze, ma anche quelli che s’interessano e fanno propri problemi seri come questo».

Anche Pietro ci ha racconta: «È stata davvero una bella esperienza, la prima che facciamo come gruppo classe. Ci siamo sentiti tutti parte di questa manifestazione. La cosa che personalmente più mi ha colpito è stata la presenza non solo di tantissimi ragazzi (credo sia la prima volta che ne ho visti così tanti), ma anche di adulti e persone anziane.

Tutti hanno contribuito scendendo per le strade di Napoli per una giusta causa. Apprezzo inoltre la collaborazione che abbiamo avuto dalla stessa scuola che ha capito le motivazioni, i miei professori che si sono complimentati con noi che abbiamo partecipato».

Emanuela dello stesso liceo: «È stato bello vedere persone che si sono veramente impegnate per qualcosa di importante. Di solito si è circondati di persone noncuranti, abbiamo dimostrato che la nostra generazione è attiva e intende fare qualcosa. C’erano parecchie famiglie che hanno sollecitato i più piccoli e la cosa che mi ha colpito di più sono stati gli anziani che manifestavano per il nostro futuro, come se volessero rimediare».

Penso che questa sia stata una manifestazione che ha toccato da vicino i giovani campani non solo per i problemi che sono legati alla nostra terra in particolare, ma proprio per una spiccata sensibilità che devono avere tutti.

di Flavia Trombetta

TRATTO DA MAGAZINE INFORMARE N°192 – APRILE 2019

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