Lospedale delle bambole è un luogo magico. Le mura dell’ambulatorio custodito dallo scrigno di Palazzo Marigliano, nel pieno centro di Napoli, trasudano storia, artigianato e creatività. «4 generazioni fa, nel 1895, il mio bisononno faceva le scenografie del teatro dei pupi e ne aggiustava qualcuno. I pupi somigliavano molto alle bambole, che all’epoca erano fatte di legno» ci racconta Tiziana, direttrice dell’ospedale. «Vedendolo con il camice bianco, le teste dei pupi, invogliò qualche nobile del quartiere a portargli la propria bambola per farla aggiustare. La voce si diffuse ed essendo la bottega molto piccola, iniziò ad appendere qui e lì i pezzi delle bambole che aggiustava. Una signora, trovandosi a passare, disse: «mi sembra proprio l’ospedale delle bambole. Il locale originario è quello sito in via san Biagio dei Librai, oggi ci siamo spostati qui in palazzo Marigliano. Già quando io mi trovavo qui, per differenziarmi da mio padre scrissi “ambulatorio”. Una bambina, col papà, dopo averlo visitato disse: questo non doveva chiamarsi ambulatorio, ma bambolatorio!».

 

Ospedale delle bambole - Photo credit Gabriele Arenare
Ospedale delle bambole – Photo credit Gabriele Arenare

 

Mentre la medicina è scienza, e si respira negli ambulatori e nei dipartimenti con l’odore acido degli igienizzanti, in questo ospedale si respira arte. I pezzi delle bambole, Tiziana che lavora e ci risponde contemporaneamente, ci fanno entrare in un mondo di memoria e manualità. «Le tecniche sono quelle di tanto tempo fa, con innovazione sui materiali e nuovi criteri di restauro», ci spiega Tiziana, mentre lavora sull’imbottitura di una piccola gamba. «Si è andati avanti nel campo del restauro e noi ci siamo innovati. Negli anni del dopoguerra la bottega si è affermata molto con il restauro sacro e presepiale, per la competenza sulla carta pesta ed il legno. Nonostante la sovrintendenza abbia acquisito tutto, ci sono varie congreghe che vengono da noi di nascosto. Noi abbiamo una memoria, qualcosa che si è imparato attraverso le griglie. Questo è uno dei problemi: non c’è stato un incontro tra la manualità, l’esperienza artigiana e l’innovazione. Si parla tanto di antichi mestieri, ma diciamoci la verità: non esistono più. In altre parti del mondo hanno saputo preservarli, perché li hanno fatti innovare, anche sotto il punto di vista del design. Prima di far sparire gli antichi mestieri si doveva operare per tramandarli». L’ospedale con il tempo si evolve, senza mai mutare nella sostanza. «Negli ultimi 5 mesi, per preservare un antico mestiere così particolare, abbiamo cercato uno spazio più grande ed abbiamo iniziato ad attivare visite turistiche e scolastiche. Siamo diventati associazione culturale, con un piccolo contributo si può visitare questo ambulatorio che, per noi, è un posto magico. Alle persone facciamo vivere un’esperienza».

La visione è senza dubbio innovativa: visto il fermento turistico, è giusto che un’attività commericiale, custode di una reale memoria storico-artistica permetta il racconto e la condivisione di questa. Con il proprio sostengo, gli utenti, diventano partecipi di questa magica realtà. «Questo turismo è una giungla, lasciato a se stesso», ci ha spiegato Tiziana in merito al turismo partenopeo. Chi meglio di lei? Per la posizione in cui si trova e per il tipo di attività che propone. «Non c’è coordinamento, perché il turismo di un certo tipo lo crea anche l’evento cittadino. Noi non riusciamo a calzarci di eccellenze, musica, teatro. Anche i pochi festival che si organizzano, sono abbandonati e tralasciati. Non si deve creare solo l’effetto ludico, ma una rete. Queste persone, i turisti, non sanno perché abbiamo troppo di tutto. È molto raro riuscire a trovare qualcosa: manca una cabina di regia. Inoltre, tutto è basato sul food, in maniera sbagliata».

Va bene il racconto di Tiziana, va bene l’articolo e vanno bene anche le recensioni sulle guide internazionali, ma niente, davvero, riuscirà a trasmettere l’esperienza che regala questo posto. Un posto magico.

di Savio De Marco

Tratto da Informare n° 183 Luglio 2018

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